Brexit, trattative in stallo

| Durissimo scambio di battute fra Michel Barnier e David Frost, i due capi delegazione della UE e del Regno Unito. Secondo il primo un accordo è improbabile, per il secondo è ancora possibile

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Michel Barnier, capo negoziatore della UE per la Brexit, non nasconde tutta la sua irritazione: “Invece di andare avanti, ho l’impressione che i negoziati stiano andando all’indietro”. Alla fine di una settimana di colloqui, l’impressione di Bruxelles è che “Londra stia sprecando tempo prezioso” in vista della scadenza del 31 dicembre, data che in realtà va intesa come ottobre, visti i due mesi necessari ai rispettivi parlamenti per ratificare l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Un’impressone che David Frost, l’omologo inglese di Barnier, respinge in parte, assicurando che “un’intesa è ancora possibile”, anche se non sarà semplice da raggiungere”. Per Frost, sotto accusa è l’atteggiamento della UE “che pretende la continuità con le sovvenzionano statali e la regolamentazione della pesca”.

Altrettanto dura la replica di Barnier: “Il Regno Unito si renderà conto molto presto che qualsiasi Paese con cui tenterà di concordare accordi commerciali richiederà al governo britannico di accordarsi prima sulle regole generali: nessun accordo può essere raggiunto senza un’intesa”.

Dopo il referendum del 2016, la Brexit è diventata esecutiva il 31 gennaio di quest’anno, ma prevedono una fase di transizione tra Regno Unito e Unione Europea entro il 31 dicembre prossimo. Ma le trattative, complicate anche dalla pandemia, procedono a rilento: la Gran Bretagna pretende di mantenere i diritti di cui ha goduto finora come membro della UE, ma senza alcun dovere.

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