"Freddie Starr ha mangiato il mio criceto"

| La storia incredibile di uno dei titoli del Sun più letti nel 1900 in UK. Oggi che il comico è morto povero, torna alla ribalta una leggenda metropolitana degli Anni '80. Lui smentì. Ultimo titolo: "Freddie è con il suo criceto"

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MICHAEL O'BRIEN

Il titolo - si sa - è una componente essenziale di un servizio. Ha lo scopo di indurre il lettore a leggere l’articolo e a non passare oltre. Figurarsi come è importante nel mondo del web dove i tempi di lettura sono bassissimi. E uno dei titoli più letti e ricordati di tutta la stampa inglese dell’ultimo secolo è questo: “Freddie ha mangiato il mio criceto”. Il titolo era comparso sul Sun il 13 marzo 1986. E oggi che Freddie Starr, il musicista-comico-attore, assai famoso in UK, è morto dimenticato da tutti per un infarto nella sua casa in Spagna, nella Costa Del Sol, il giornale non poteva che titolare così: “Freddie si riunisce al suo criceto”. Intanto in Inghilterra ha destato commozione il fatto che le autorità spagnole erano in procinto di cremare il corpo dell’artista poiché nessuno della sua famiglia aveva reclamato il suo corpo. Un impresario di pompe funebri s’è fatto avanti per fare rimpatriare la salma a sue spese, provvedendo anche a un funerale dignitoso. Ma tante persone si erano messe in contatto con il Sun per organizzare una colletta per questo intrattenitore dalle qualità comiche eccezionali, protagonista di serie tv di successo, dalla battuta fulminante e dalla mimica unica.

Ma torniamo al criceto che rappresentò una parte importante della sua controversa carriera, nel bene e nel male. Perché Starr, nel 2012, fu coinvolto in uno scandalo sessuale da cui fu poi prosciolto, ma in pratica smise di lavorare e perse gran parte della sua fortuna. Dunque. Starr era nella casa dell’amico e collega Vince McCaffrey e della sua ragazza di 23 anni Lea La Salle in Birchwood, Cheshire, quando sarebbe accaduto il “tragico” episodio. Starr, reduce da uno spettacolo in un locale notturno di Manchester nelle prime ore del mattino, aveva chiesto a Lea La Salle di fargli un panino, affamato com’era. Quando lei si rifiuto’, è, anzi sarebbe andato in cucina, e, fatto un sandwich con il povero criceto Supersonic inserito tra due fette di pane tostato, se lo sarebbe pappato tutto, zampe comprese.

Starr, che si dichiarò vegetariano, aveva smentito. “Sono stato a casa di Vince McCaffrey nel 1979 ed è tutto falso. Non ho mai mangiato, né ho mai sgranocchiato un criceto, gerbillo, porcellino d'India, topolino, toporagno, arvicola o qualsiasi altro piccolo mammifero”. L'uomo che avrebbe architettato la storia del criceto - oggi si direbbe diventata virale - era il pubblicista britannico Max Clifford, allora agente di Starr, che aveva voluto fargli uno scherzo. Nel maggio 2006 la BBC stabilì che "Freddie Starr Ate My Hamster" fu uno dei titoli dei giornali britannici più noti di ogni tempo. La gente ci credeva, nonostante le smentite, alla tragica sorte del criceto Supersonic trasformato in un hamburger. All’inizio la popolarità di Starr ebbe un impulso per lo strano e rivoltante episodio. Ma alla fine i suoi sostenitori, forse anche per questo, lo abbandonarono. Freddie, che aveva una splendida carriera trentennale alle spalle, in tv, cinema e teatro, tanto da renderlo uno dei personaggi più popolari e amati dello spettacolo inglese, commentò esasperato: ”Sono stufo di gente che grida 'Sei stato tu, ’Hai mangiato quel criceto, Freddie? Ora ti dico: dammi 1 sterlina e te lo dico. Poi, se mi danno 1 sterlina, io dico 'No' e me ne vado". Il Sun dopo la morte di Starr ha titolato "Freddie Starr si unisce al suo criceto”, coerente con il primo celebre scoop, studiato dai sociologi e dagli esperti di media per anni, persino nelle università.

Starr si trasferì sulla Costa del Sol dopo la scandalo su presunti abusi sessuali. Nelly Georgieva, 57 anni, una delle sue ex mogli, ha detto, scettica, al Sun: ”Se la famiglia vuole che abbia un funerale nel Regno Unito, allora potrebbe essere molto costoso riportarlo in patria. I soldi non ci sono”. Sic transit gloria mundi.

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