Il piano fallito di Assange
per fuggire in Russia

| Avrebbe dovuto nascondersi in un'auto diplomatica. Organizzatori alcuni diplomatici ecuadoriani e agenti russi del GRU. Il progetto abbandonato nel dicembre 2017. Lui nega e si dimette dai ruoli operativi di Wikileaks

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Un piano segreto per “rapire” Julian Assange dall’ambasciata dell’Ecuador a Londra, per trasferirlo in Russia. Lo rivela il Guardian, citando “fonti autorevoli”. Il fondatore di Wikileaks (in queste ore si è dimesso da tutti gli incarichi, affidandoli al numero 2 del sito on-line), sarebbe stato nascosto in un auto del corpo diplomatico e poi accompagnato, prima dell’ultimo scalo in Russia, “in un altro Paese”. Obiettivo, evitare l’estradizione negli Usa dove Assange rischia una condanna all’ergastolo per spionaggio e diffusione di documenti protetti dal segreto. La fuga era stata programmata per la vigilia di Natale del 2017, collegata ad un primo “tentativo infruttuoso da parte dell'Ecuador di conferire ad Assange lo status diplomatico formale”, scrive il quotidiano inglese.

Ma emergono egualmente complessi contatti tra Assange, che si autodefinisce un detenuto (non ha mai lasciato gli uffici dell’ambasciata, non è collegato ad Internet, non può nemmeno fare il giro del palazzo a piedi. Neanche la classica ora d’aria). Un gruppo di funzionari legati al GRU, il servizio segreto russo, hanno lavorato per mesi al piano, poi abbandonato poiché troppo pericoloso.

Il fondatore di WikiLeaks è una figura chiave nell'indagine penale statunitense in corso sui tentativi della Russia di influenzare l'esito delle elezioni presidenziali del 2016. Robert Mueller, il consulente legale speciale che conduce l'indagine, ha sporto denuncia penale a luglio contro una dozzina di ufficiali dell'intelligence militare del GRU russo che avrebbero violato i server del partito democratico durante la campagna presidenziale. L'accusa sostiene che gli hacker avevano poi inoltrato le e-mail che mettevano in difficoltà Hillary Clinton a WikiLeaks. Che poi le diffuse.

Secondo Mueller, WikiLeaks ha pubblicato "oltre 50.000 documenti" trafugati da spie russe. La prima tranche arrivò il 14 luglio 2016. Da parte sua Assange ha sempre negato di aver ricevuto email dalla Russia.

I dettagli del piano di fuga sono sommari: due fonti, a conoscenza di persone che lavorano nell'ambasciata ecuadoriana, hanno riferito che Fidel Narváez, un intimo confidente di Assange che fino a poco tempo fa era stato console di Londra dell’Ecuador, sarebbe stato il referente con Mosca. Narváez nega, ha tenuto a precisare di aver “visitato l'ambasciata russa a Kensington due volte quest'anno come parte di un gruppo di 20-30 diplomatici di diversi paesi. Si trattava di "riunioni pubbliche aperte", ha detto, che si sono svolte durante la "crisi russo-britannica" - un riferimento alle conseguenze dell'avvelenamento da novichok di Sergei e Yulia Skripal nel mese di marzo. Un uomo d'affari russo non identificato è servito come intermediario in questa prima fase.

Narváez aveva già avuto un ruolo nel cercare di assicurare il passaggio sicuro di Edward Snowden dopo la sua fuga di materiale segreto della NSA nel 2013. Narváez ha dato all'ex appaltatore della NSA un pass diplomativo quando aveva lasciato Hong Kong per Mosca, dove Snowden alla fine ha trovato asilo. All'epoca, l'allora presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, disse che Narváez aveva rilasciato il lasciapassare all'insaputa del governo. L'emittente di lingua spagnola Univision ha riferito che Narváez si è recato a Mosca lo stesso giorno in cui ha rilasciato il documento di passaggio sicuro a Snowden; altre fonti hanno confermato questo importante dettaglio dell'operazione.

Il piano di fuga di Assange alla vigilia di Natale è stato cancellato a pochi giorni dalla partenza, ha affermato una fonte. Rommy Vallejo, il capo dell'agenzia di intelligence dell'Ecuador, si sarebbe recato nel Regno Unito il 15 dicembre 2017 per supervisionare l'operazione, e avrebbe lasciato Londra solo quando è stata annullata. Ora si trova in Nicaragua: è sotto inchiesta per il presunto rapimento nel 2012 di un rivale politico di Correa. Il nuovo presidente dell'Ecuador, Lenín Moreno, ha cambiato linea rispetto al predecessore, e vuole che Assange lasci l'ambasciata. Nel mese di marzo il governo di Quito gli ha negato l'accesso a Internet e gli ha imposto di non ricevere più i suoi collaboratori. Melinda Taylor, avvocato specializzato in diritti umani e diritto penale internazionale che rappresenta Assange, ha denunciato le “gravi condizioni” della sua detenzione nell’ambasciata. "Penso che sia scioccante che Assange sia stato detenuto arbitrariamente per circa otto anni per aver pubblicato prove di crimini di guerra e violazioni dei diritti umani”. Ma in Inghilterra, il governo, la pensa diversamente.

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