Jonhson: prepariamoci al No Deal

| L’annuncio del premier britannico sembra voler mettere la parola fine alle estenuanti trattative sul dopo Brexit. Ma da Londra e Bruxelles filtra comunque l’idea di poter arrivare ad un compromesso

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“Prepariamoci ad un ‘No Deal” dal prossimo 1° gennaio”: Boris Johnson avverte il Regno Unito mostrando i muscoli, forse un atto più dovuto che sincero, ma necessario per ridare fiato ad un’immagine fortemente appannata dalla gestione della pandemia criticata in ogni angolo del Paese.

“A meno di un cambiamento formale nell’approccio, procederemo con la soluzione sul modello australiano, basata sulle regole del WTO (l’Organizzazione Mondiale del Commercio, ndr). Ma visto che i Paesi UE si sono rifiutati di negoziare, è il momento per le nostre imprese di prepararsi”. In aggiunta, l’ironico invito rivolto a Michel Barnier, capo negoziatore UE, a risparmiarsi il viaggio fino a Londra “a meno che non sia disposto a compromessi sostanziali. Volevamo un accordo come quello con il Canada, basato su amicizia e libero scambio, ma il summit ha chiarito che dopo 45 anni di appartenenza alla UE non sono disposti a offrirci gli stessi termini”. Johnson fa riferimento al “CETA” (Comprehensive Economic and Trade Agreement), siglato nel 2016 fra la UE e il Canada che ha eliminato il 98% delle tariffe sulle merci e armonizzato le regole. Una soluzione assai gradita a Londra perché non prevede alcun allineamento alle regole comunitarie e contributi economici, che tuttavia Bruxelles ha sempre respinto in modo fermo. L’alternativa è il così detto “modello Australia”, basata sulle regole dell’organizzazione mondiale del commercio che prevede tariffe sulle merci, su cui peraltro Bruxelles e Camberra stanno trattando per arrivare ad un pieno accordo commerciale.

Sul finale della Brexit restano sospese due diversi scenari, che si tratti di una presa di posizione ormai incolmabile oppure di una strategia negoziale per strappare un accordo all’ultimo minuto, mossa a cui Johnson pare da sempre particolarmente incline. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha preferito ammorbidire la propria posizione invitando entrambe le parti a scendere compromessi, decisamente più secco il presidente francese Macron: “Non è compito nostro rendere felice il premier britannico: gli ostacoli sono ancora molti”.

Malgrado fra le righe si leggano da entrambe le parti spiragli di una possibile intesa, secondo gli analisti si tratterà comunque di un “accordo minimalista” destinato ad avere forti conseguenze soprattutto sulle imprese, sballottate da quattro anni in preda alla più completa incertezza. Proprio loro, secondo l’equivalente britannica della confindustria, “Non possono permettersi un no deal”.

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