La Brexit slitta al 31 gennaio (forse)

| Da Bruxelles, ormai sfiancata dalla questione, arriva la massima concessione possibile: con tre date possibili di uscita del Regno Unito. Oggi Westminster vota sulle elezioni anticipate richieste da Johnson

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Niente da fare, per i sudditi di Sua Maestà sarà ancora un capodanno da passare dentro i confini dell’Unione Europea. Da Bruxelles, al termine della riunione degli ambasciatori dei 27 Stati membri, proprio stamattina è arriva la comunicazione ufficiale del presidente Donald Tusk: “L’UE a 27 ha convenuto che accetterà la richiesta del Regno Unito di un’estensione flessibile fino al 31 gennaio 2020”.

La “Flextension” concede in realtà al Regno Unito la possibilità di lasciare l’Unione anche prima di quella data, se mai fosse pronta, più precisamente il 1° dicembre, il 1° gennaio o il 1° febbraio.

Nel pomeriggio, Westminster voterà la richiesta del premier Boris Johnson di indire elezioni anticipate il 12 dicembre, per tentare di uscire da uno stallo istituzionale e arrivare alla tanta agognata uscita dalla UE. Un’impresa non facile per BoJo, che deve ottenere il voto favorevole di due terzi dei deputati.

Europa
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