La crisi della Gran Bretagna, partner inaffidabile

| La confusa gestione della pandemia, i continui strappi alle regole della Brexit, le accuse dei Sussex e il caso della giovane uccisa da agente di polizia stanno trascinando l’ex “Cool Britannia” verso la scarsa considerazione internazionale

+ Miei preferiti
Sul piano internazionale la reputazione della Gran Bretagna è ai minimi termini, e in parte è merito di una serie di clamorosi autogol. Dalle immagini degli agenti di polizia che picchiano donne sdraiate a terra in segno di protesta, alle denunce di razzismo che toccano la famiglia reale, dalle accuse di violazione delle regole della Brexit ad una pericolosa variante di coronavirus rilevata per la prima volta in Inghilterra e che ora si sta diffondendo in tutto il mondo.

L’ultimo fronte di crisi si è aperto questo fine settimana, quando le immagini di un’incursione assai violenta delle forze dell’ordine contro una pacifica veglia per una donna uccisa hanno fatto il giro del mondo. È il caso di Sarah Everard, una giovane uccisa da un agente di polizia: un caso nazionale, che ha alimentato le proteste.

Poco prima, a mostrare quanto facilmente la reputazione di un Paese intero possa essere macchiata in modo indelebile, ci avevano pensato le accuse di razzismo lanciate come una bomba da Harry e Meghan.

La giovane poetessa americana Amanda Gorman, resa celebre durante l’insediamento di Biden dal suo cappotto giallo, nella vicenda della Royal Family ha visto ciò che alcuni britannici rifiutano di vedere: “Meghan è stata la più grande opportunità della Corona inglese per il cambiamento, la rigenerazione e la riconciliazione verso una nuova era. Per quanto odioso non è stato un semplice maltrattamento, ma un’occasione persa”.

La regina ha tentato di rimediare alle tensioni attraverso una dichiarazione di Buckingham Palace che prometteva un esame privato delle “preoccupanti” affermazioni razziste, ma ha sollevato domande imbarazzanti perfino all’interno del Commonwealth, il gruppo di 54 nazioni, per lo più ex territori britannici - molti dei quali in Africa e nei Caraibi – che significa circa 2,4 miliardi di persone provenienti da una vasta gamma di background razziali. La famiglia reale ha a lungo fatto affidamento sul Commonwealth per ottenere sostegno internazionale e ricavarne prestigio. Ma per parafrasare la regina, ripensando al 1992, quando il castello di Windsor prese fuoco e la principessa Diana si separò dal principe Carlo, il Regno Unito sta vivendo un “annus horribilis”.

L’anno della pandemia ha messo a nudo un Paese che lotta per riconciliare l’immagine del premier Boris Johnson sottolineando gli sforzi fatti per la nazione. La realtà è che a causa di una vasta gamma di fallimenti del governo, il Regno Unito ha tra i più alti tassi di mortalità pro capite a livello globale e ha pagato un pedaggio in vite umane più alto di qualsiasi altro Paese europeo. Johnson ha ottenuto il plauso per essere il più veloce nell’organizzare la campagna vaccinale, ma negli ultimi mesi il ceppo più infettivo B.1.17, scoperto per la prima volta in Inghilterra, ha costantemente spinto verso l’alto i tassi di infezione di molte nazioni europee. Lunedì, il capo del CDC ha avvertito: il B.1.17 è destinato a diventare il ceppo dominante negli Stati Uniti nel giro di poche settimane.

Più vicino a casa, il governo di Johnson è stato nuovamente accusato di infrangere le regole dell’accordo Brexit con Bruxelles. La UE ha lanciato un’azione legale contro il Regno Unito dopo il tentativo di Johnson di estendere un periodo di grazia sulle importazioni di cibo all’Irlanda del Nord. Un precedente piano del Regno Unito di violare il diritto internazionale sulla Brexit era stato accolto con una bacchettata di Biden, mostrando un’America non più così ben disposta come quella di Trump.

Non molti governi fa, sotto il carismatico leader laburista Tony Blair, il Regno Unito indossava un’immagine vincente di “Cool Britannia” con spavalderia, godendo almeno all’apparenza di una benevolenza globale simile a quella degli anni ‘60, quando i Beatles conquistarono il mondo.

È difficile stabilire quando la lucentezza del Regno Unito ha iniziato a perdere splendore. Blair ha corteggiato la catastrofe quando ha appoggiato gli Stati Uniti nell’impopolare invasione dell’Iraq del 2003, ma ha mantenuto il potere fino al 2007 e mantenuto l’illusione della popolarità per qualche anno in più. L’attuale traiettoria del Regno Unito verso la scarsa opinione internazionale ha forse le radici nella Brexit, che per molti europei e il 48% dei britannici ha avuto poco senso. E come ciliegina sulla torta si è aggiunta l’evidente incompetenza politica dimostrata durante la pandemia. 

Europa
Chernobyl torna a fare paura
Chernobyl torna a fare paura
Secondo alcuni scienziati il reattore numero 4 esploso nel 1986 darebbe segni di risveglio. Si teme un nuovo disastro
Addio al quartiere a luci rosse di Amsterdam
Addio al quartiere a luci rosse di Amsterdam
La decisione sembra presa: in un punto ancora non meglio precisato dalla città olandese nascerà una sorta di parco di divertimenti per adulti
Al via i lavori per il Green Pass europeo
Al via i lavori per il Green Pass europeo
La speranza è che tutto proceda in modo spedito, anche se ogni Paese membro ha diritto di stabilire le proprie regole di ingresso, e la UE non ha alcun potere in materia
A giugno la missione europea di Biden
A giugno la missione europea di Biden
Nel suo primo viaggio estero da presidente, affronterà tre diversi summit: il G7 nel Regno Unito, poi due incontri a Bruxelles, il primo sulla Nato, il secondo per rinsaldare i rapporti fra Stati Uniti ed Europa
100 giorni di Brexit
100 giorni di Brexit
Sono soprattutto le aziende che prima esportavano con il mercato europeo a pagare le conseguenze più grandi di un accordo che considerano scellerato. E chiedono al Regno Unito e alla UE di tornare intorno ad un tavolo
Parigi sommersa dai rifiuti, la sindaca Hidalgo nella bufera
Parigi sommersa dai rifiuti, la sindaca Hidalgo nella bufera
La prima cittadina al centro di una campagna che oltre a ricordarle le promesse elettorali di una Parigi più verde e pulita, mostrano lo stato di abbandono e sporcizia di quelli che tanti ormai chiamano l’ex Ville Lumière
Il Regno Unito si prepara alle riaperture
Il Regno Unito si prepara alle riaperture
Il ritorno alla normalità inizia il 12 aprile, per proseguire il 17 maggio e il 21 giugno. Ma Downing Street non abbassa la guardia promettendo test antigeni rapidi per tutti 2 volte alla settimana
Brexit, il pasticcio dell’estradizione
Brexit, il pasticcio dell’estradizione
Ben 10 Paesi europei hanno annunciato che rifiuteranno di estradare propri cittadini nel Regno Unito in quanto i trattati sono cambiati. È una delle tante conseguenze della Brexit
Boris Johnson propone i pub solo ai vaccinati
Boris Johnson propone i pub solo ai vaccinati
Un’idea durata solo poche ore, tempo di essere tempestato da insulti e proteste da cittadini, gestori, esercenti e associazioni di categoria. Il Regno Unito anche alle prese con un’aspra battaglia per i vaccini con la UE
UE, la rivolta dei vaccini
UE, la rivolta dei vaccini
L’Austria annuncia che non farà più affidamento sulla UE, scegliendo di collaborare con Israele per i vaccini di seconda generazione