La trappola bionda che ha distrutto i nazionalisti austriaci

| Caccia ai retroscena del video del 2017 dove uno scatenato Strache, leader FPO e vicepremier è pronto ad accettare soldi da un oligarca russo vicino a Putin, in cambio di appalti e scalate ai media ostili. Lui: "Commesso un errore"

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MICHAEL O' BRIEN

Il fronte sovranista austriaco, ad una settimana dalle Europee, apparea stordito dallo scandalo-trappola in cui è caduto il vice cancelliere dell’estrema destra - dimissionario -  e leader del partito nazionalista FPÖ, Heinz-Christian Strache. L’europarlamentare, Harald Vilimsky, ha disertato il raduno della destra sovranista e populista organizzato da Matteo Salvini. 

Il cancelliere Sebastian Kurz ha detto "quando è troppo è troppo" e pianifica  il ritorno alle urne. "Voglio lavorare per l’Austria senza scandali. In questi due anni ho dovuto mandare giù molto, anche se non ho sempre preso pubblicamente la parola, per portare avanti le riforme e proseguire in quest’esperienza non sarebbe nell’interesse del Paese". Tra popolari e nazionalisti è dunque rottura completa. Quando i siti on-line dei giornali tedeschi "Süddeutsche Zeitung" e "Der Spiegel" hanno pubblicato il video dello scandalo, un ciclo politico si è chiuso. La clip risale al 24 luglio 2017, tre mesi prima delle elezioni politiche austriache: si vede Strache in una villa di Ibiza con Johann Gudenus, capogruppo del suo partito in Parlamento, (anche lui ieri si è dimesso) e una bionda dall’aria molto seria, la sedicente Aljona Makarowa, falsa nipote di un ricco oligarca russo vicino al presidente Vladimir Putin. In realtà sarebbe una giornalista che s’è prestata a interpretare quella parte per distruggere l’FPO. Ma chi sono i mandanti dell’incontro? C’è aria di complotto ordito da qualche frammento di Intelligence, nell’area austriaca o tedesca. Di certo una trappola ben congegnata. L’atmosfera è familiare: i politici discutono di come si possa investire molto denaro, si parla di 250 milioni di euro provenienti dall’impero russo, nella fattispecie dal misterioso oligarca. La Makarova afferma dice di volere entrare pesantemente nel sistema editoriale austriaco con il controllo del media più diffuso in Austria, il Krone Zeitung. "Bene, così ci aiutate nella campagna elettorale", commenta entusiasta Strache chi definisce i suoi connazionali giornalisti come “le più grandi prostitute del pianeta, per questo bisogna privatizzare la tv pubblica austriaca Orf". Aggiunge che gli piacerebbe imitare il premier ungherese Viktor Orbán "che controlla i media ungheresi". Strache si scaglia verbalmente anche contro Hans Peter Haselsteiner, 75enne patron di Strabag, il gigante del settore edile, inviso ai nazionalisti.

"Quando sarò al governo vi darò tutti gli appalti per fare le strade e le autostrade", dice rivolgendosi alla donna mentre manda giù l’ennesimo bicchiere. Scuse tardive: "Mi sono comportato come un adolescente. Chiedo scusa a mia moglie. Ho avuto un comportamento tipico da “macho”, provocato dall’alcol ed è chiaro che si tratta di un attacco politico mirato". Sintesi finale, a cura del giornale Kurier: "È noto da tempo che il partito di Strache ha un accordo di cooperazione con il partito Russia Unita del presidente russo Vladimir Putin".

IL SERVIZIO DI DER SPIEGEL

Secondo le informazioni di SPIEGEL e SZ, l'attuale vicecancelliere austriaco Heinz-Christian Strache ha promesso a un presunto investitore russo appalti pubblici su alcuni video registrati segretamente a partire dal 2017, se avessero aiutato il populista di destra FPÖ a vincere le elezioni.

Heinz-Christian Strache, vicecancelliere austriaco e presidente del Partito della Libertà d'Austria (FPÖ), si è dimostrato disposto ad aggiudicare appalti pubblici in cambio del sostegno alla campagna elettorale prima delle ultime elezioni nazionali. I video documentano un incontro tra Straches e il suo confidente, l'attuale leader della fazione FPÖ Johann Gudenus, a Ibiza nel luglio 2017 con la presunta nipote di un oligarca russo. La donna ha dichiarato di voler investire circa un quarto di miliardo di euro in Austria e ha indicato più volte che questo potrebbe essere denaro nero. Strache e Gudenus si sono fermati all'incontro per ben sei ore e hanno discusso le opportunità di investimento in Austria. L'incontro è stato ovviamente organizzato come una trappola per i politici del FPÖ.

Uno scenario era la presunta acquisizione della "Kronen Zeitung" da parte della donna. "Se lei prende il controllo della Kronen Zeitung tre settimane prima delle elezioni e ci porta al numero uno, allora possiamo parlare di tutto", ha detto Strache alla donna. In particolare, il capo della FPÖ ha promesso i suoi contratti di costruzione di strade pubbliche se lei avrebbe aiutato la FPÖ ad avere successo: "Avrebbe dovuto fondare un'azienda come la Strabag, per ottenere tutti i contratti governativi che ha la Strabag in questo momento". Ha continuato dicendo: "Il primo passo di una partecipazione governativa che posso promettere: Haselsteiner non riceve più ordini!". Il riferimento è ad Hans Peter Haselsteiner, presidente di lunga data del consiglio di amministrazione e comproprietario del gruppo Strabag Construction Group.

Inoltre, Strache e Gudenus hanno rivelato durante la riunione un sistema di finanziamento dei partiti forse illegale che il FPÖ avrebbe potuto istituire. "Ci sono poche persone molto ricche. Pagano tra i 500.000 e due milioni di euro", ha detto Strache secondo le registrazioni video. Tuttavia, il denaro non va all'FPÖ, ma ad un'associazione: "L'associazione non ha scopo di lucro, non ha niente a che fare con il partito". Strache e Gudenus citano nel video diversi nomi di presunti grandi donatori che hanno già pagato o almeno hanno preso l'impegno. Questi, su richiesta della "Süddeutscher Zeitung" e di SPIEGEL, hanno negato di aver donato direttamente o indirettamente al FPÖ.

I due politici hanno ammesso l'incontro nella villa di Ibiza. Era stato un incontro "puramente privato" in un "clima di vacanza rilassato e informale", ha annunciato per iscritto Strache. "Nel corso di questa discussione ho sottolineato più volte le disposizioni giuridiche e la necessità di rispettare l'ordinamento giuridico austriaco. Ciò valeva anche per le donazioni promesse ai partiti o quelle ad associazioni senza scopo di lucro ai sensi dei rispettivi statuti associativi". Strache ha aggiunto che lui o il FPÖ non hanno "mai ricevuto o concesso alcun vantaggio" da queste persone. "A proposito", scrive Strache, "a parte il fatto che la sera si serviva molto alcool, fra noi c'era anche un forte barriera linguistica".

 
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