La vita glamour del cerchio magico di Putin

| Nel mirino del Guardian il suo portavoce Peskov. Lui e la moglie hanno un ingente patrimonio immobiliare e hanno comprato una villa nella zona più esclusiva di Mosca. "Paghiamo le tasse, affari nostri". Legami con i Tycoon

+ Miei preferiti

La moglie del portavoce di Vladimir Putin, Dmitry Peskov, ha accumulato un impero immobiliare del valore di oltre 10 milioni di dollari e sta facendo costruire un nuovo palazzo in una tenuta esclusiva di Mosca, rivela il Guardian. Il progetto è supervisionato da un magnate russo che in precedenza ha fatto affari con Donald Trump, secondo un dossier già in mano alla Cia.

Le rivelazioni possono sollevare nuove domande sulla ricchezza di Peskov e su come lui e sua moglie, Tatiana Navka, sembrano in grado di permettersi uno stile di vita da super-ricchi. I leader dell'opposizione russa hanno ripetutamente criticato lo stile di vita di Peskov dal suo matrimonio in sitle Vip nel 2015 con Navka, ex campionessa di danza sul ghiaccio che vinse la medaglia d'oro per la Russia alle Olimpiadi invernali del 2006, che ha vissuto più di un decennio negli Stati Uniti.

Anche se notoriamente ricca, una ricerca condotta dall'unità investigativa Dossier Center, insieme al Guardian, suggerisce che i beni e le spese della coppia sono assai maggiori di quanto sarebbe nornale. Nell'ottobre 2014, Navka ha acquistato una proprietà a Rublyovka, l'area boschiva ad ovest di Mosca che ospita Putin, il presidente della Russia, e molti esponenti dell'elite dominante del paese. La dimora nel villaggio di Tretya Okhota fa parte di alcuni degli immobili più costosi della Russia: nel dicembre 2012 è stata messa in vendita a 15,6 milioni di dollari. Secondo il Guardian, Navka ha acquistato l'intero lotto nell'ottobre 2014 per 300 milioni di rubli (7,1 milioni di dollari), con uno sconto di 8,5 milioni di dollari. Il prezzo includeva due pezzi di terreno dal costo di 3,5 milioni di dollari. Navka ha arredato la casa fra il 2013 ed il 15, consultando il marito su tutto, dall'attrezzatura da palestra alla scelta dell'eco-sauna. Gli arredi, ordinati in una boutique di Cipro, ammontano a più di 500.000 euro. ll venditore dell'immobile, Timur Khaldarov, è una figura poco conosciuta che, secondo i media russi, gestiva una fondazione di beneficenza sportiva e artistica. Il fondatore della fondazione è Alisher Usmanov, uno degli oligarchi più potenti e politicamente influenti della Russia. Usmanov è stato fino a poco tempo fa uno dei principali azionisti dell'Arsenal Football Club e nel 2018 l'ottavo uomo più ricco del Regno Unito.

Khaldarov lavora per "Metalloinvest", la società mineraria di Usmanov. Ha detto di aver incontrato Navka prima del suo secondo matrimonio con Peskov, quando sua figlia voleva provare il pattinaggio artistico. Ha detto che non riusciva a ricordare il nome del conoscente che li ha introdotti. La casa era "troppo piccola" per la sua famiglia, così l'ha venduta a Navka in un momento di calo del mercato, ha raccontato. "Non c'era uno sconto speciale. SHo ricevuto l'esatto valore di mercato, perché considerarlo un regalo?", ha aggiunto. Usmanov, il suo capo, non era a conoscenza dell'accordo e non l'ha influenzato, ha assicurato al canale televisivo di Mosca "Rain".

Navka ha aggiunto che ha acquistato la proprietà al prezzo di mercato, in un momento in cui il costo degli immobili "ha cominciato a crollare". Lei non era a conoscenza del prezzo del 2012: "Ho lavorato per molto tempo. Guadagno denaro e pago le tasse. Tutto il resto è una questione personale".

Né lei né suo marito avevano una "relazione d'affari" con nessuno dei "grandi imprenditori" russi, ha aggiunto. Usmanov ha confermato di "lavorare a stretto contatto" con Khaldarov, ma ha detto di non avere alcun interesse nella casa di Tretya Okhota o conoscenza delle transazioni. Le rivelazioni possono suscitare nuove domande sulla ricchezza di Peskov e sui potenziali benefici che lui e la moglie hanno tratto dalla stretta relazione con Putin.

Europa
Junker si congeda a Strasburgo
Junker si congeda a Strasburgo
Il presidente uscente della Commissione Europea ringrazia i colleghi, si dice soddisfatto per il lavoro svolto e ribadisce il suo attaccamento al progetto europeo
Chi di Brexit ferisce…
Chi di Brexit ferisce…
divorzio tra Unione Europea e Regno Unito non ce l’ha ancora nessuno. Sicuramente aumenteranno i disguidi per chi dovrà viaggiare da e per le isole britanniche e anche per chi vive da espatriato
Polonia, al rogo i libri di Harry Potter
Polonia, al rogo i libri di Harry Potter
Un’associazione religiosa ha deciso di bruciare pubblicamente libri considerati blasfemi e sacrileghi: oltre a quelli del maghetto, anche Hello Kitty
Brexit, terzo no alla May
Brexit, terzo no alla May
Bocciato definitivamente l’accordo raggiunto fra la premier e l’UE. Lo spettro del “no deal” e la probabilità che la UK sia costretta a partecipare alle elezioni europee
Nizza blindata per Xi Jinping
Nizza blindata per Xi Jinping
Il presidente cinese atterrato in Francia, dove ha in programma un incontro a Monaco con Alberto II e una cena con il presidente Macron
Londra in piazza: cancellate la Brexit
Londra in piazza: cancellate la Brexit
Un milione di persone, 4,2 quelle che hanno firmato la petizione online per chiedere la revoca dell’articolo 50 o un nuovo referendum. Freddo il commento di Downing Street
Toglieteci tutto, ma non la carta igienica
Toglieteci tutto, ma non la carta igienica
In UK è iniziata la caccia al doppio velo, che con la Brexit rischia di sparire visto che la quasi totalità di carta igienica utilizzata in UK arriva dall’Europa
Macron: sulla Tav non ho tempo da perdere
Macron: sulla Tav non ho tempo da perdere
A poche ore dal bilaterale con il premier Conte, il presidente francese liquida la faccenda con poche battute al vetriolo
Brexit, boom di firme per restare in UE
Brexit, boom di firme per restare in UE
Il sito del Parlamento in tilt: nel giro di poche ore raccolte quasi un milione e mezzo di firme per chiedere la revoca dell’articolo 50
Troppo violenta, Londra si svuota
Troppo violenta, Londra si svuota
La comunità somala, fra le più colpite, ha iniziato a rimandare i propri figli in patria