Le donne più ricercate d’Europa

| L’agenzia europea per la lotta al crimine ha diffuso l’elenco delle donne condannate per vari reati che sono riuscite a sfuggire alle condanne. Al primo posto una terribile e potente “maman” nigeriana

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“Crime has no gender”, il crimine non ha genere: è la frase che accompagna l’elenco delle donne più ricercate dall’Europol, l’agenzia europea per la lotta al crimine. Fra queste, al primo posto c’è Jessica Edosomwan, una 26enne nigeriana accusata di traffico di esseri umani e induzione alla prostituzione. Sul suo conto la francese “BNRF” (Brigade Nationale de Recherche des Fugitives), ha un dossier corposo che la indica come uno degli ingranaggi su cui si reggeva un sistema che reclutava giovani donne africane per ridurle in schiavitù prima di gettarle sui marciapiedi delle strade europee. Sarebbe lei a gestire l’enorme quantità di denaro che parte dall’Europa per arrivare in Nigeria. Secondo calcoli approssimativi, e facilmente al ribasso, sono almeno 60 le giovani nigeriane costrette a ripagare con il proprio corpo riscatti abnormi alle organizzazioni che le hanno portate in Europa con l’inganno di un lavoro e un futuro.

Due anni fa circa, quando la “OCRETH” (Office Central pour la Répression de la Traite des Êtres Humains) era riuscita ad arrestare una trentina di persone implicate in un traffico di esseri umani, la Edosomwan è fuggita facendo perdere le proprie tracce, e la BNRF sta accelerando le indagini per portarla davanti al tribunale che il prossimo 6 novembre l’aspetta per l’inizio del processo contro l’organizzazione gestita da un pastore nigeriano residente a Montpellier. In 15 mesi di indagini, la polizia ha stimato fra i 100 e i 150mila euro al mese il profitto della rete, che oltre alla Francia aveva ramificazioni in Benelux, Italia, Germania, Romania, Cina e Brasile.

Secondo Jacques Croly Labourdette, capo della brigata BNRF, Jessica Edosomwan, la “maman”, nata nel luglio del 1993 a Benin City, si prendeva cura delle donne finite nella rete della prostituzione piegandone ogni resistenza attraverso botte, minacce e riti “voodoo”: quando finalmente cedevano, ad aspettarle trovavano i marciapiedi di Lione, Nimes e Montpellier. “C’è un’opinione comune molto diffusa, secondo cui le donne non sarebbero capaci di simili reati, ma non è così”.

LE ALTRE RICERCATE

Angelina Sacjuka (30 anni)

Ricercata dalla polizia lettone per omicidio e lesioni personali gravi dopo aver ucciso a calci una donna durante un litigio: è stata condannata a quattro anni di carcere in contumacia.

Dorota Kazmierska (44 anni)

Secondo la polizia polacca, nel 2008 avrebbe ucciso con un colpo di fucile alla testa il marito. Condannata a 25 anni di carcere, nel 2013 le era stata concessa la semilibertà per curare i problemi mentali del figlio, ma ha fatto perdere le proprie tracce.

Ildiko Dudas (31 anni)

Ricercata in Ungheria per traffico di droga e violenze su minori, è stata condannata a sei anni di reclusione, ma si è resa irreperibile. Il suo caso aveva sconvolto l’opinione pubblica ungherese perché non esitava a portare i suoi figli in squallidi locali dove spacciava droga.

Kristi Amberg

Secondo la polizia estone è una potente spacciatrice di droga che nel 2017 è stata condannata a due anni di carcere, ma di lei non si sa più nulla da tempo.

Elena Puzyrevich (39 anni)

Ricercata per induzione e sfruttamento della prostituzione, aveva costretto giovani ragazze russe a prostituirsi in un club spagnolo dopo aver fornito falsi visti turistici e biglietti aerei. È stata condannata a 12 anni, ma è riuscita a fuggire prima che le sbarre della cella si richiudessero dietro di lei.

Adilet Shakirgazieva (31 anni)

La polizia di Malta ritiene che facesse parte di una banda che svuotava appartamenti e rapinava turisti. Arrestata nel 2015, le è stata concessa la libertà provvisoria e da allora è scomparsa.

Renata Lorinc (46 anni)

La slovacca dalle “dita leggere” è ricercata per aver effettuato prelievi non autorizzati per conto dei clienti della banca in cui lavorava. La polizia sospetta che abbia trovato rifugio in Connecticut, negli Stati Uniti: nell’aprile del 2015 è stata condannata in contumacia.

Hilde Van Acker (56 anni)

Sarebbe l’autrice materiale dell’omicidio di Marcus John Mitchell, l’uomo d’affari britannico ucciso in Belgio nel 2015 con due proiettili nel collo. La Van Acker e il suo amante, Jean-Claude Lacote, sono stati condannati all’ergastolo, ma nel 1996 sono scomparsi nel nulla: si ritiene che si nascondano in Sudafrica.

Elisabeth Gertrud Skarits (63 anni)

Una delle più note truffatrici austriache, capace di architettare truffe e frodi per 6,3 milioni di dollari, reati commessi mentre lavorava come amministratore delegato di una società di gestione immobiliare. È scomparsa da un hotel austriaco nel 2011.

Iveta Tancosova (52 anni)

Nel 2010 ha attirato con l’inganno nel Regno Unito una giovane con la promessa di un lavoro come infermiera, per poi costringerla alla prostituzione. Ma al suo rifiuto, la ragazza è stata picchiata prima di essere letteralmente “venduta” in Irlanda. La Tancosova è stata condannata a otto anni di carcere, ma è in fuga dal 2011.

Ildiko Enderle (43 anni)

Per la polizia rumena prometteva di posti di lavoro in Germania per poi costringere giovani donne (alcune anche minorenni) sui marciapiedi della Repubblica Ceca. È stata condannata per sfruttamento della prostituzione, tratta di esseri umani e traffico di minori, ma di lei non si sa più nulla.

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