Trattative post Brexit: la UE e GB affilano le armi

| L’ultimo messaggio arriva dal ministro degli esteri francese, che si aspetta una “battaglia durissima” nelle trattative per stabilire gli accordi. Forti dubbi che tutto sia pronto entro la fine dell’anno

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Il Regno Unito ha formalmente lasciato formalmente la UE due settimane fa, ma al momento continua a commerciare con il resto del continente come un membro per un periodo di transizione che terminerà il prossimo 31 dicembre. Ma a togliere la speranza che la situazione possa continuare così è stato il ministro degli esteri francese Jean-Yves Le Drian, pronto a scommettere che la UE e la Gran Bretagna “si faranno a pezzi” nei mesi di trattative.

Parlando domenica a una conferenza sulla sicurezza a Monaco di Baviera, Le Drian ha ammesso che le parti sono ancora molto distanti su una serie di questioni, aggiungendo anche che per il Regno Unito sarà molto difficile pensare di raggiungere un accordo di libero scambio entro la fine dell’anno. “Penso che sulle questioni commerciali e sui meccanismi delle relazioni future, che stiamo per iniziare, ci faremo a pezzi l’un l’altro. Ma questo fa parte dei negoziati, ognuno difenderà i propri interessi”.

Le Drian, stretto collaboratore del presidente Macron, è solo l’ultimo esponente di spicco della UE a lanciare avvertimenti su negoziati che si annunciano estremamente  difficili.

Il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il capo negoziatore Michel Barnier hanno entrambi espresso perplessità sull’obiettivo di Boris Johnson di raggiungere un accordo entro la fine dell’anno. E la UE ha ripetutamente avvertito che il Regno Unito non può aspettarsi di godere di un accesso continuo al mercato di “alta qualità” se intende discostarsi dagli standard sociali e ambientali della UE. Ci si aspetta una lotta particolarmente serrata sui i diritti per la pesca, con la UE che preme perché l’accesso alle acque del Regno Unito sia parte integrante di ogni accordo. Johnson, a sua volta, ha ribadito che il Regno Unito agirà come uno “Stato costiero indipendente” e prenderà il pieno controllo della propria pesca.

Secondo un portavoce di Downing Street: “Il nostro approccio è chiaro: non chiediamo nulla di speciale, su misura o unico, cerchiamo un accordo come quelli che l’UE ha già raggiunto in precedenza con altri paesi amici come il Canada. Vogliamo un rapporto basato sulla cooperazione amichevole tra eguali sovrani, incentrato sul libero scambio e ispirato dalla nostra storia e dai nostri valori condivisi”.

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