UE, la rivolta dei vaccini

| L’Austria annuncia che non farà più affidamento sulla UE, scegliendo di collaborare con Israele per i vaccini di seconda generazione

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La scarsa reazione di fronte ai ritardi delle aziende farmaceutiche nella consegna dei vaccini, e una poca efficace campagna vaccinale messa in campo dalla UE stanno passando di grado, da malumore diffuso a velata protesta. A guidare la pattuglia degli insoddisfatti è il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, che a poche ore dal suo viaggio in Israele annuncia un radicale cambio del suo Paese nei confronti della battaglia alla pandemia.

L’Austria, appoggiata dalla Danimarca e probabilmente da altri partner europei, ha deciso di non affidarsi più a Bruxelles per scegliere in proprio partnership e collaborazioni. Kurz ha annunciato che proprio con Israele, l’Austria nei prossimi anni produrrà la seconda generazione del vaccino adattata alle nuove varianti: nel corso del viaggio, il cancelliere incontrerà i rappresentanti delle aziende farmaceutiche israeliane per prendere accordi precisi.

In una nota, il governo austriaco commenta: “L’approccio con la UE è stato corretto, ma l’EMA è troppo lenta nei processi di approvazione dei vaccini e restano i problemi mai risolti nell’approvvigionamento di dosi: siamo costretti ad agire da soli, preparandoci a eventuali nuove mutazioni del virus non facendo solo più affidamento sulla UE”.

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