Gumball 3000: nessuna regola

| È la gara più folle del pianeta, affollata di Vip e ricconi perché promette adrenalina a mille e lussi di varia natura. Da poco è partita l’edizione numero 21: da Mykonos a Ibiza, 4800 km su strade aperte al traffico

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Come? Non avete mai sentito parlare della “Gumball 3000”? È una gara strana, particolare, che per lungo tempo ha viaggiato sul filo della legalità e ancor più spesso è stata vietata a causa di incidenti gravissimi che hanno coinvolto chi era alla guida, ma anche soltanto chi aveva la sfortuna di passare da lì. Perché la Gumball 3000 va in scena su strade normalmente aperte al traffico, dove mostri su ruote con centinaia di CV sotto il cofano schizzano fra gente che va a far la spesa o a portare i bimbi a scuola. In genere spalmate su sei giorni di durata e 5000 km a velocità stratosferiche, con le polizie allertate e pronte a intervenire al minimo accenno di problema, le edizioni della gara più folle che c’è devono tutto all’impresa di “Cannonball”, soprannome di Erwin George Baker, pilota americano a cui, nel 1933, venne la bislacca idea di attraversare il paese nel classico coast to coast, ma senza fermarsi e al massimo della velocità, impiegando 54 ore. L’idea stuzzica la follia americana e qualche decennio dopo, nel 1970, il periodico “Car and Driver” organizza la “Cannonball Baker Sea To Shining Sea Memorial Trophy Dash”, considerata la seconda edizione e andata a Dan Gurney, pilota di F1, a bordo di una Ferrari Daytona, capace di migliorare il record coprendo il percorso New York-Los Angeles in appena 35 ore.

Da lì, tutto diventa discesa: nel 1976 escono a raffica nei cinema “The Gumball Rally” (La corsa più pazza del mondo), “Cannonball, Cannonball Run” (La corsa più pazza d’America) e “Cannonball 2”, tutti ispirati alla stessa idea di attraversare gli States senza badare a limiti e polizia. A proposito di forze dell’ordine, la mannaia della legge si abbatte implacabile sulla Gumball 3000 nel 1979, quando un misto di politici e opinione pubblica ne chiede la cancellazione per manifesta pericolosità. Silenzio fino al 1999, anno in cui Maximillion Cooper, imprenditore nonché fashion designer, rispolvera l’idea con una pennellata glamour fatta di party e notti lussuose che spalancano le porte ai ricchi, famosi e annoiati, quelli abituati a sborsare valigiate di dollari pur di sentire l’inebriante galoppata dell’adrenalina. Partecipano 50 equipaggi, con nomi come Billy Zane, Jason Priestley e Danii Minogue, chiamati a coprire un percorso che parte da Londra e arriva a Rimini, per poi tornare in Inghilterra dopo aver fatto tappa a Parigi. La voce si sparge in fretta, il numero di equipaggi cresce di volta in volta e i percorsi si adeguano alle richieste: da Londra a Copenaghen, passando per Berlino, San Pietroburgo, Helsinki e Stoccolma. Nel 2002, di colpo, si cambia scenario: gli States, la patria di Cannonball. Da New York i 175 equipaggi (fra cui la stilista Donna Karan, la supermodella Rachel Hunter e l’attore Matthew McConaughey) puntano a sud, in un misto di sacro e profano (Washington, la capitale, e la villa di Hugh Hefner, patron di “Playboy”), quindi Tennesse e Texas, poi di nuovo su verso Las Vegas e gran finale a Beverly Hills, su cui è meglio tacere. In seguito, per le edizioni successive, sarà ancora un alternarsi fra Europa e USA, su percorsi studiati per tagliare in due interi continenti e sperare in bene.

Nel 2007, la Gumball 3000 parte da Londra il 28 aprile ma è costretta a chiudere i battenti due giorni prima dell’arrivo: la Porsche 997 Turbo degli inglesi Nicholas Morley e Matthew McConville, lanciata a oltre 200 km/h su un tratto di strada con il limite a 60, si schianta sulla Golf di una coppia di anziani: i due mollano tutto e tentano la fuga, ma chi ha assistito allo schianto li blocca, e quando arriva la polizia macedone li porta via in manette. Finirà malissimo: la coppia di malcapitati muore in ospedale, e i due sono processati per omicidio colposo, omissione di soccorso e tentata fuga.

Quest’anno, per l’edizione numero 21, i 114 equipaggi iscritti hanno sborsato parecchie migliaia di dollari dollari (tutti devoluti in beneficenza), per poter seguire un percorso con partenza il 7 giugno scorso da Mykonos e 4.828 km dopo si concluderà a Ibiza il 15 giugno: in mezzo Atene, Salonicco, lo yachting club Porto Montenegro di Tivat, Croazia, Montecarlo e Barcellona. Due le tappe italiane: Venezia, subito dopo la Croazia, e il “Proving Ground” FCA di Balocco, nel vercellese, come omaggio alla partecipazione dell’Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio.

Sul sito https://www.gumball3000foundation.org/gridsono elencati i team, con tanto di importo delle donazioni che ogni equipaggio può ricevere dagli appassionati, utile per scalare la griglia di partenza. Un carrozzone coloratissimo ed esagerato che diventa un colpo d’occhio straordinario, assicurato da mostri su strada marchiati con il meglio che c’è: Bugatti, Pagani, McLaren, Ferrari, Lamborghini, Koenigsegg, Rolls Royce, Catheram, Mercedes, Aston Martin, Bentley, Chevrolet, Audi, Mercedes, Porsche, Nissan, Toyota. 

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