La morte di Diana diventa attrazione di un parco

| Il “National Enquirer Live!”, aperto da pochi giorni in Tennessee, promette di far rivivere gli ultimi istanti di vita della Principessa, ma anche di fare due passi sulla scena del crimine di O.J. Simpson e di altri casi di cronaca

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Per qualcuno è semplicemente “uno schifo”, ma molti di più sono quelli che non vedono l’ora di provare le emozioni promesse da “National Enquirer Live!”, un parco a tema ideato dall’omonima rivista statunitense che non ha mai nascosto di pagare le fonti per avere in cambio scoop e scandali che riguardano i personaggi famosi.

Il parco ha aperto nei giorni scorsi a Pigeon Forge, in Tennessee, a pochi chilometri di distanza da “Dollywood”, un altro polo di attrazioni per famiglie fondato dalla cantante country Dolly Parton nel 1986.

Ma quello del National Enquirer è ben diverso, a offre esperienze al limite che affondano in alcuni fra i peggiori e storici fatti di cronaca. Per poco più di 20 euro a biglietto, è possibile provare di persona a rivivere il drammatico incidente stradale che nell’estate del 1997 costò la vita alla Principessa Diana, a Parigi. Si tratta, specificano, di una ricostruzione in computer animation degli ultimi istanti di vita di Lady D: mostra il percorso della Mercedes dall’Hotel Ritz al tredicesimo pilone del tunnel dell’Alma, inseguiti da una folla di paparazzi, e si conclude con un bagliore che simula il momento dell’impatto mortale. “Non è un’idea di pessimo gusto, e per chi non è mai stato a Parigi è addirittura un’occasione per una visuale insolita. Ma in tutto questo non c’è una goccia di sangue: ciò che si vede è unicamente ricreato dal computer in 3D”, precisano dalla direzione del parco dopo la salva di proteste e insulti piovuti da tutto il mondo. Al termine dell’esperienza è anche possibile partecipare ad un sondaggio, esprimendo il proprio parere sull’idea che la Royal Family abbia fatto parte di una cospirazione per eliminare la scomoda “Principessa del popolo”.

Ma non basta ancora, perché le altre attrazioni dei 20mila metri quadri del “National Enquirer Live!”, che stima 450.000 visitatori nel primo anno di apertura, non sono da meno. Lo dimostra la replica della scena del crimine del 1994 di O.J. Simpson, con l’esatta posizione dei corpi della ex moglie Nicole Bronw e di Ron Goldman, o ancora il celebre balcone dell’Adlon Hotel di Berlino da cui Michael Jackson nel 2002 aveva fatto penzolare pericolosamente il piccolo Michael II, il figlio di nove mesi, e per finire una foto del 1977 che mostra il corpo di Elvis Presley nella bara poco prima di essere sepolto.

Nel corso dell’inaugurazione, ai responsabili è stato chiesto se si auguravano, prima o poi, di avere fra i visitatori i principi William ed Harry, i due figli di Diana. La risposta è stata sintomatica: “Speriamo di no. So che sono molto sensibili e non gli farebbe piacere”.

Il mese scorso, il National Enquirer è stato venduto per 100 milioni di dollari a seguito delle accuse di aver comprato e insabbiato storie che potessero danneggiare Donald Trump prima delle elezioni del 2016, e una più recente tentata estorsione ai danni del CEO di Amazon Jeff Bezos, beccato con l’amante: a rivelare il ricatto fu lo stesso Bezos, mettendo definitivamente nei guai la testata.

Il tabloid è stato venduto dall’editrice “American Media” a James Cohen, l’ex capo della catena di edicole aeroportuali “Hudson News”, diffusissima negli Stati Uniti.

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