Una mostra per i 90 anni della Scuderia Ferrari

| Si intitola semplicemente “90 Anni”, e insieme ad “Hypercars” rappresenta un viaggio dello stile, la tecnologia, la potenza e soprattutto il sogno, lo stesso di Enzo Ferrari e dei milioni di persone che ancora oggi sognano in “Rosso”

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Più che un semplice nome, è il simbolo assoluto dell’automobilismo sportivo, in grado di unire un intero Paese e milioni di tifosi in tutto il mondo: la “Scuderia Ferrari”, la squadra di Formula 1 più vincente di sempre, quest’anno soffia sulle 90 candeline. Un anniversario che il “Museo Ferrari” di Maranello ha deciso di celebrare con una grande mostra celebrativa. Fondata a Modena il 16 novembre del 1929 da Enzo Ferrari, che per primo intuì il potenziale dei gentlemen driver per arrivare ai grandi risultati sportivi, la “Scuderia Ferrari” ha scritto pagine indelebili nella storia del motorsport. Già ai suoi esordi, la allora “Società Anonima Scuderia Ferrari” si era messa in luce nel panorama sportivo italiano e mondiale, inizialmente con vetture “Alfa Romeo”. Dalla Mille Miglia del 1930, prima competizione in assoluto cui la squadra prese parte, alla Targa Florio, dalle corse in salita come la “Trieste-Opicina”, in cui arrivò il primo successo in assoluto grazie a Tazio Nuvolari, fino a competizioni leggendarie come le “24 Ore” di Le Mans, Daytona e Spa, la “12 Ore” di Sebring e soprattutto la Formula 1.

Le auto esposte nella mostra “90 anni” testimoniano il glorioso cammino, a partire dall’Alfa Romeo “8C 2300 Spider”, la prima a portare il Cavallino Rampante sulla sua livrea nel 1932 durante alla 24 Ore di Spa, fino alla “SF71H”, la monoposto con cui lo scorso anno hanno gareggiato Sebastian Vettel e Kimi Räikkönen. 

L’arco di tempo che corre fra queste due vetture è raccontato da indimenticabili monoposto, protagoniste di gare sofferte, di vittorie storiche e sconfitte dolorose. C’è la Ferrari “500”, con cui Alberto Ascari conquistò due titoli mondiali di fila nel 1952 e 1953, e ancora la Ferrari “D50” di Juan Manuel Fangio, che nel 1956 lo portò alla conquista del quarto dei suoi cinque titoli iridati. C’è anche la Ferrari “Dino 246 F1”, con cui Mike Hawthorn vinse il campionato del mondo, battendo per un solo punto Stirling Moss. L’esposizione prosegue con la Ferrari “156 F1” del 1963, la monoposto della prima vittoria in Formula 1 di John Surtees, l’eroe dei due mondi capace di trionfare su due e quattro ruote, la “312 T” del 1975, rivoluzionaria per il cambio in posizione trasversale, che permise al giovane Niki Lauda di conquistare il suo primo titolo Mondiale, e la “312 T4” guidata da Gilles Villeneuve, il modello con cui Jody Scheckter vinse nel 1979. Non poteva mancare la Ferrari “F2004”, la monoposto dell’ultimo titolo Mondiale di Michael Schumacher, conquistato con 13 vittorie di cui sei consecutive. Scorrendo il lungo palmares arriviamo alla “F2007” con cui Kimi Räikkönen si impose tra i Piloti con una rimonta incredibile culminata con la vittoria nel GP del Brasile.

Vetture che raccontano il sogno di Enzo Ferrari e l’impegno, la determinazione e la spinta di una squadra che è riuscita a legare per sempre la sua storia a quella della Formula 1: 31 titoli mondiali, di cui 15 Piloti e 16 Costruttori sono ancora oggi un primato ineguagliato che il team di Maranello ogni anno difende e onora.

La mostra rende naturalmente omaggio anche alle vittorie conquistate nei campionati a ruote coperte. Nelle sale sono esposte la “166 MM”, protagonista del primo successo alla 24 Ore di Le Mans arrivata proprio 70 anni fa, cui seguirono i trionfi alla 24 Ore di Spa e alla Mille Miglia, e la “275 P” che dominò la 12 Ore di Sebring nel 1964, per poi conquistare la 1000 km del Nürburgring e la 24 Ore di Le Mans. 

Il Museo di Maranello ospita inoltre la mostra “Hypercars”, dedicata alle Ferrari che hanno svolto un ruolo di apripista nell’evoluzione tecnologica della Casa. Tutte le Ferrari sono da sempre vetture speciali, riservate a pochi e selezionati clienti, e molti modelli, sotto la spinta della ricerca costante dell’innovazione, sono plasmati da accelerazioni tecnologiche che definiscono spesso nuovi standard. Si tratta di vetture sono prodotte in serie limitata, sono figlie di una delle prerogative di Enzo Ferrari: l’ambizione di realizzare la miglior auto possibile per quel momento. Il risultato è ogni volta un concetto di vettura più avanzato, espressione della ricerca più evoluta, lo stato dell’arte in campo automobilistico.

Apre la serie la “GTO” del 1984, una vettura dalle linee aggressive ed eleganti, progettata con il desiderio di riportare in auge la sigla di “Gran Turismo Omologato” ricevuta in eredità dalla 250 GTO. Dopo soli tre anni Ferrari produsse la “madre” e il termine di paragone di tutte le hypercar moderne: la “F40”. Voluta fortemente da Enzo per i 40 anni dell’Azienda, è una vera e propria auto da corsa con prestazioni sbalorditive, grazie anche al motore turbo che in quegli anni dominava la F1 e all’uso dei materiali compositi. 

Nel 1995 la Ferrari apre una nuova era con la “F50”: una monoposto travestita da Gran Turismo. Per la prima volta il motore, derivato da quello di Formula 1 del 1990, è fissato direttamente al telaio monoscocca con funzioni portanti. Una vettura grandiosa, con l’effetto suolo di una vera auto da corsa grazie a oltre 2.000 ore di lavoro in galleria del vento. 

La “Ferrari Enzo” del 2002, hypercar dedicata al fondatore e sviluppata con la consulenza di Michael Schumacher, rappresenta ancora una volta il massimo che una Casa automobilistica potesse mettere in strada in quel periodo. Ispirata alle monoposto Ferrari, presenta un’interfaccia uomo-macchina particolarmente innovativa, con lo spostamento sul volante di una serie di comandi voluta proprio dal grande campione tedesco: nasce così l’antesignano del “Manettino”, poi implementato su tutte le vetture di gamma. 

“LaFerrari”, svelata nel 2013, rappresenta fin dal nome la quintessenza di una vettura della Casa di Maranello: è la prima Ferrari con motorizzazione ibrida “Hy-Kers” ispirata dalle auto di Formula 1 di nuova generazione, capace di quasi 1000 CV di potenza. La sua versione “targa”, LaFerrari Aperta, viene presentata nel 2016 e, per merito di un grande lavoro aerodinamico, consente a finestrini alzati di non perdere efficienza rispetto alla coupé.

La mostra presenta inoltre il modello di stile della Ferrari “P80/C”, l’ultima nata del programma One-Off che consente di realizzare esemplari unici di vettura, secondo i desideri del cliente. Presentata lo scorso aprile dopo quattro anni di studi, la P80/C, è la sola One-Off della storia di Maranello omologata esclusivamente per la pista. Basata sulla Ferrari 488 GT3, è la rielaborazione del concetto delle Sport Prototipo che hanno arricchito negli anni il palmares sportivo della Casa. 

Al visitatore la possibilità di scoprire da vicino il programma “Tailor Made”, espressione dell’anima del brand più votata al lusso. Una sala del Museo è stata allestita come l’area del “Centro Stile Ferrari”, dove il cliente personalizza la propria vettura: palette di colori, tessuti, pellami e altri materiali offrono infinite possibilità per rendere inconfondibile la propria Ferrari. Le mostre “90 anni” e “Hypercars” resteranno aperte fino al maggio 2020. 

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