Il sopracciglio della modella

| Sophia Hadjipanteli è un’indossatrice di 22 anni che sta facendo di una imperfezione fisica il suo marchio di fabbrica. Anche se in nessun canone storico di bellezza questa sua caratteristica è mai stata citata come esempio da imitare

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di Marco Belletti

Il suo nome significa saggezza e probabilmente Sophia Hadjipanteli ne ha, in considerazione della sua giovane età, più di quanta dovrebbe averne, insieme con una buona dose di carattere. La ventiduenne modella greco-cipriota che vede ogni giorno aumentare la sua fama, sta contribuendo a modificare i canoni tradizionali della moda, si definisce una sostenitrice della “beauty diversity” e sensibilizza le donne sull’unicità della loro bellezza. Qual è il suo punto di forza? Non c’è dubbio, le sopracciglia folte, unite tra loro sopra il naso. Bisognerebbe parlare, nel suo caso di un mono-sopracciglio…

Nel corso dei millenni il canone della bellezza umana è cambiato più volte. L’ideale estetico che riguarda il corpo è fortemente collegato alle epoche e alle situazioni culturale, economica e sociale dei diversi popoli. E le arti figurative – da sempre particolarmente attente ai requisiti del corpo femminile – raccontano una storia fatta di tanti diversi particolari che caratterizzano ogni periodo.

Per esempio, molte statuette preistoriche sono rappresentazioni della dea della fertilità o dell’amore: hanno il volto poco più che accennato ma le forme tipiche della femminilità (il seno, i fianchi e il ventre) sono esageratamente grandi, per mettere in evidenza la funzione materna della donna.

Risale al quinto secolo avanti Cristo la definizione di un primo canone di bellezza. A crearlo fu lo scultore greco Policleto di Argo che – dopo aver misuratele diverse parti del corpo a un certo numero di persone – definì quelle che secondo lui avrebbero dovuto essere considerate quelle ideali.

Policleto raccolse le sue idee in un trattato (il “Canone” appunto, parola che in greco antico significa regola) in cui descrive quali devono essere le proporzioni del corpo umano.

Questo testo è andato perduto, ma è arrivato fino a noi quello in cui l’architetto romano Vitruvio, vissuto nel primo secolo dopo Cristo, afferma che “la natura ha composto il corpo umano in modo tale che il viso, dal mento all’alto della fronte e alle più basse radici dei capelli, fosse la decima parte del corpo […] La terza parte del viso, considerata in altezza, è dal mento alla base delle narici. Un’altra terza parte è costituita dal naso stesso considerato dalla base delle narici al punto d’incontro delle sopracciglia e la terza parte va da lì alla radice dei capelli”.

Tutto cambiò nel Medioevo, quando la bellezza fisica fu considerata terreno d’azione del Diavolo e l’unica che poteva essere rappresentata era quella virginea della Madonna. Il corpo, esaltato da Greci e Romani, è nascosto dagli abiti: solo Adamo ed Eva o Cristo in croce sono rappresentati nudi, per meglio esprimere la sofferenza legata al peccato.

Il Rinascimento riscoprì il corpo e gli assegnò una connotazione positiva. Donne floride e gioiose raccontano storie di amore profano mentre gli uomini sono spesso rappresentati in modo realistico.

Da allora a oggi il canone della bellezza ha aumentato esponenzialmente la sua velocità di cambiamento. Parlando solo delle donne, le “burrose” figure di Rubens hanno lasciato spazio alle matrone del Settecento, alle anoressiche e tubercolotiche signorine dell’Ottocento, alle ribelli ragazze d’inizio Novecento con i capelli a caschetto, alle maggiorate degli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra Mondiale, alle figlie dei fiori degli anni Sessanta… fino alla nostra Sophia Hadjipanteli che per sostenere il suo nuovo e innovativo canone di bellezza ha creato un vero e proprio movimento social con un suo hashtag: #UnibrowMovement, che può essere tradotto in #movimentodelsopraccigliounico e che raccoglie fotografie di chi non ha problemi nel mostrare sopracciglia incolte e selvagge.

A Sophia non interessa quello che gli altri possono pensare o dire di lei e di quella sua caratteristica che potrebbe essere domata semplicemente con una pinzetta: del resto, a lei quelle sopracciglia folte, spettinate e unite piacciono moltissimo.

“Spero che questa mia idea – ha affermato in un’intervista – normalizzerà le regole che la società ci impone per nascondere o correggere parti del nostro corpo. Voglio incoraggiare la tolleranza degli altri, l’accettazione delle differenze e, soprattutto, l’essere orgogliosi di chi siamo».

Chissà, magari tra qualche anno il suo look farà tendenza e torneranno a vedersi nuovamente ascelle non depilate, ombre di baffi sopra le labbra, pelurie bionde sulle braccia, gambe ricoperte di peli…. meglio fermarsi qui.

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