E ora tocca al whisky in capsule

| Esperimento o provocazione che sia, sta facendo discutere ancora prima del debutto, alla “London’s Cocktail Week”. A produrre la Capsule Collection la “Glenlivet”, antica distilleria scozzese

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Ci stiamo “incapsulando”: hanno iniziato i detersivi, poi sono arrivati il caffè, il tea e gli infusi, e si mormora che i anche colossi delle bibite stiano studiando la versione in capsule dei loro prodotti. Un fenomeno a cui si accoda anche il whisky, uno dei distillati più nobili di sempre, orgoglio di regioni e simbolo anche dell’era del proibizionismo in America.

La distilleria scozzese “Glenlivet”, attiva dal 1824 e considerata una delle più antiche custodi del celebre whisky scozzese (anche se ormai di proprietà dei francesi della “Pernon Ricard”), ha annunciato una clamorosa novità, che per la prima volta sarà visibile durante la “London’s Cocktail Week”, la settimana dedicata ai vari percorsi del “mixology” che dissemina di eventi la capitale inglese. Si tratta di capsule che contengono 23 ml di nettare, realizzate in materiale biodegradabile, che però non necessitano di una macchina, come il caffè, ma vanno gustate come fossero caramelle. La collezione, al momento un esperimento e qualcuno pensa una provocazione, sarà lanciata con uno slogan che spiega quasi tutto: “Niente ghiaccio, niente miscelatore, niente bicchiere. Stiamo ridefinendo il whisky”.

La “Glenlivet Capsule Collection” ha già scatenato la discussione in rete: c’è chi urla allo scandalo, perché la ritualità del bicchiere va salvaguardata, così come la regola di sorseggiare il whisky a piccoli sorsi, per lasciare che gli aromi raggiungano ogni angolo della bocca e della gola.

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