La mobilità del futuro in gara

| Tutto italiano il podio della 15° edizione di Formula SAE Italy, conclusa sul circuito Paletti di Varano de’ Melegari. Oltre 2.600 studenti di 26 Paesi hanno dato vita a una impegnativa ma piena di soddisfazioni “cinque giorni” di gare

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Di Marco Belletti
Si è conclusa domenica sera la quindicesima edizione della Formula SAE Italy, la competizione tra studenti di ingegneria che hanno progettato, costruito e messo in pista piccole vetture da competizione. Ospitato dall’autodromo “Riccardo Paletti” di Varano de’ Melegari (in provincia di Parma), l’appuntamento italiano di questa manifestazione internazionale – con edizioni dall’America all’Oceania – è organizzato dall’ANFIA (l’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) con la partecipazione del costruttore Dallara e del marchio Abarth di Fiat Chrysler Automobiles in qualità di main sponsor.

Complessivamente all’edizione 2019 della Formula SAE Italy hanno partecipato oltre 2.600 studenti provenienti da 26 nazioni e da 79 diversi atenei. Le vetture che hanno progettato e costruito sono state valutate – in cinque impegnativi giorni di esami, test e gare – da un pool di giudici, scelto tra esperti provenienti da numerose aziende internazionali legate al mondo automotive con competenze in differenti aree come design, efficienza ingegneristica e sostenibilità dei costi… Infatti, tutti i team hanno presentato il piano aziendale e di progettazione della vettura e del suo design, con l’analisi dei costi. Soltanto le squadra che hanno superato questa prima fase teorica si sono quindi affrontate in prove in pista, con le prove di accelerazione, skid-pad e autocross fino a quella finale, sicuramente la più affascinante: l’endurance, cioè una lunga serie di giri in pista a simulare una vera e propria gara.

Ad assegnare i premi per la gara di Endurance è stato, per le sue storiche caratteristiche sportive, proprio il marchio Abarth. Infatti fin dalla nascita 70 anni fa, il brand fondato da Carlo Abarth è sempre stato legato alle competizioni, con auto di serie elaborate e trasformate in vittoriose auto da corsa, facendo così nascere e crescere il mito dello Scorpione. La stessa logica alla base, in fondo, del lavoro dei giovani ingegneri della Formula SAE che progettano a costruiscono da soli le loro vetture, facendole anche correre in pista.

È stato il team Dynamis PRC del Politecnico di Milano a conquistare la vittoria nella classe 1C (vetture con motore a combustione), la squadra corse del Politecnico di Torino a vincere la classe 1E (vetture elettriche) e il team Sapienza Corse dell’Università di Roma La Sapienza ad aggiudicarsi la classe 1D, cioè la prova in pista riservata ai veicoli a guida autonoma.

Oltre a conquistare il premio assegnato dall’Abarth per la prova in pista, i tre atenei italiani si sono imposti anche nella classifica assoluta. È la prima volta che l’intero podio della Formula SAE Italy è interamente tricolore.

Anche quest’anno al centro della manifestazione tanta passione e l’entusiasmo tipico dei giovani che hanno potuto arricchire le loro competenze grazie al confronto con gli esperti e i tecnici presenti all’evento come staff, sponsor e giudici, che hanno dato un contributo determinante alla realizzazione dell’iniziativa. 

“Tutti i team – ha affermato GianMarco Giorda, direttore dell’ANFIA – hanno così ricavato da questa esperienza indicazioni concrete che permettono di maturare e di acquisire un approccio sempre più professionale”.

La quindicesima edizione di Formula SAE Italy è la terza organizzata dall’ANFIA e ha confermato il successo delle precedenti.

“La sfida internazionale tra i team – ha proseguito Giorda – offre come al solito numerosi elementi di interesse, come le soluzioni tecnologiche innovative apprezzate dalle giurie, in particolare nelle classi delle vetture elettriche e a guida autonoma, che è l’attuale frontiera dell’evoluzione del settore automotive”.

Infatti, per la prima volta gli studenti hanno affrontato argomenti inediti e sempre più decisivi nell’orientare la ricerca: sostenibilità nell’uso delle risorse, diminuzione dei consumi della materia, leggerezza, riciclabilità e rinnovabilità dei componenti e in genere col fine vita dell’auto.

Non sono mancati i momenti di relax durante le cinque impegnative giornate, come la grande festa conclusiva organizzata la sera di domenica nel campeggio che ha ospitato quasi tutti i 2.600 studenti e la possibilità offerta ai partecipanti di provare in emozionanti test drive in pista e sulle strade intorno al circuito alcuni modelli Abarth come la 124 Rally Tribute, la 595 Competizione e la 595 esseesse.

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La mobilità del futuro in gara - immagine 1
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