Colazione da Tiffany, pranzo da Vuitton

| Lo storico marchio di alta gioielleria americano ha raggiunto un accordo con il colosso francese del lusso LVMH: un’operazione da 16,2 miliardi di ollari, subito premiata dalle borse

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È fatta: pochi minuti fa, in una nota congiunta, il polo francese del lusso “LVMH” e il leggendario marchio di gioielleria americano “Tiffany and Co.” hanno annunciato di aver raggiunto un’intesa preliminare per l’acquisizione da parte del colosso del lusso “Moët Hennessy Louis Vuitton SE”. Si parla di un’operazione dal valore enorme, la più grande del gruppo guidato dal miliardario Bernard Arnault, pari a 16,2 miliardi di dollari, 14,7 miliardi se tradotti in euro.

Tiffany, che vanta 300 boutique in tutto il mondo e un prestigio guadagnato in 182 di storia e un film che ha reso il marchio immortale, va ad aggiungersi ai possedimenti di LVMH, composti da oltre 75 marchi di lusso fra cui Dior, Bulgari, DKNY, Fendi, Guerlain, Givenchy, Kenzo, Loro Piano, TAG Heuer, Veuve Cliquot e Sephora.

Nella nota, Tiffany si dice certa che l’accordo garantirà la sostenibilità del brand a lungo termine, proseguendo nella campagna di trasformazione del marchio per attrarre anche una clientela più giovane. Alla notizia dell’accordo, la borsa ha premito i titoli LVMH con un aumento del 2% registrato in apertura dei mercati.

LVMH è convinta che l’operazione rafforzerà maggiormente la propria posizione nel settore dell’alta gioielleria e nel mercato statunitense. L’accordo conferisce al gruppo francese maggior forza per competere con il “Kering Group” e “Cartier Richemont SA”. L’offerta arriva in un momento delicato per le aziende del lusso, alle prese con i timori di un rallentamento economico per le guerra dei dazi fra Stati Uniti e Cina. Nel 2018, le vendite di Tiffany hanno raggiunto i 4,4 miliardi di dollari, con un aumento di quasi il 7% rispetto al 2017, mentre LVMH ha registrato utili per 6,3 miliardi di euro nel 2018, su 46,8 miliardi di euro di vendite.

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