Gli universitari di Cambridge, nudi per beneficenza

| Come ogni anno, esce l’attesissimo “Cambridge University Blues Naked Calendar”: 12 mesi di atleti di varie discipline sportive come mamma li ha fatti. Il ricavato, interamente devoluto a “Medici senza Frontiere”

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Ormai è diventata una tradizione che anche quest’anno, malgrado le difficoltà, non è stata tradita. Anzi, proprio per dire addio ai drammatici 12 mesi del 2020, costellati dalla pandemia e dalle impressionanti cifre dei morti, il calendario degli studenti di Cambridge assume un significato perfino più profondo.

Dal 2013, gli universitari che affollano la cittadina inglese celebre in tutto il mondo per i suoi college esclusivi si spogliano e posano per il “Blues Naked Calendar”: 12 scatti senza veli - in cui in realtà non si vede assolutamente nulla, a parte un po’ di carne esposta – per beneficenza. Di anno in anno, il ricavato delle vendite (sempre abbondante, va detto), finisce nelle casse di qualche Ong, di associazioni ed enti che aiutano chi è più in difficoltà. Quest’anno, i bravi ragazzi nudi di Cambridge hanno deciso di devolvere tutto a “Medici senza Frontiere”, l’organizzazione internazionale non governativa attiva in oltre 70 Paesi che raccoglie 35mila fra medici, infermieri e ingegneri che portano aiuti e strutture dove c’è più bisogno di assistenza.

Per l’occasione, i giovani atleti che compongono le squadre sportive delle università tra cui nuoto, vela, atletica, pallavolo e pallanuoto, hanno posato nudi in diversi punti della città di Cambridge. A coprire le pudenda solo l’attrezzo sportivo che usano normalmente. 

C’è una foto che mostra alcuni atleti della squadra di nuoto mentre posano coperti da piccoli asciugamani all’interno del “Fitzwilliam Museum”, un’altra ha come protagonisti gli atleti della squadra di pallanuoto nella sede della “Cambridge Union”, coperti dai loro palloni da gioco. Ai giovani della squadra di vela e di surf sono toccati i prati del Grantchester, resi famosi dal poeta Rupert Brooke, mentre le ragazze “powerlifting” (il sollevamento pesi), sono sinuosamente sdraiate all’interno di una sala conferenze. 

Per Dan Lewis, curatore del calendario insieme alla collega Charo Havermans, è stato molto difficile organizzare il calendario quest’anno a causa del coronavirus: “Contro ogni previsione ce l’abbiamo fatta e siamo molto soddisfatti del risultato. Come sempre, abbiamo avuto una grande risposta da parte degli studenti disposti a partecipare, ma al contrario ci siamo trovati in difficoltà quando alcune sedi universitarie ci hanno vietato l’accesso, così abbiamo deciso di ripiegare usando come scenario punti importanti della città”.

A complicare il lavoro è stata proprio la pandemia: diversi studenti non erano in città e alcuni degli scatti sono stati realizzati fotografando gli atleti separatamente per rispettare il distanziamento sociale e poi riuniti in gruppo in post-produzione.

Per Bella Biddle, studentessa inglese fra le partecipanti, è stata una bella esperienza: “Eravamo un po’ imbarazzati, ma il team dei fotografi è riuscito a darci la serenità necessaria di doverci spogliare”. Il  calendario è in vendita a 10 sterline sul sitohttp://cambridgebluesnakedcalendar.com.

Galleria fotografica
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