Il Poker? Una cosa da donne

| In Italia il gioco si tinge sempre più di rosa, ma le campionesse stanno nell’ombra per via di antichi pregiudizi

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L’immagine, diffusa dai film e dai libri ambientati nei casinò, delle donne sedute intorno a un tavolo da poker sexy e sempre silenziose, perché osservano ma non giocano, è destinata a modificarsi. Da qualche tempo, infatti, le donne hanno scoperto l’emozione di una mano vincente e stanno prendendoci gusto, anche grazie alla diffusione delle piattaforme di gioco online, dove il divertimento e la sfida sono accessibili senza lo stress degli occhi maschili puntati addosso.

Secondo un’indagine recente compiuta nel Regno Unito, una donna su due conferma di aver giocato a poker con gli amici o al computer e confessa che lo farebbe più spesso anche nei casinò fisici, se non ci fossero gli uomini. Per il 45% delle intervistate, infatti, avere un uomo al tavolo comporta un disagio. Il 68% delle signore considera il poker un gioco prettamente maschile, anche se l’81% dice di essersi divertita al tavolo verde ed è pronta a tornarci. Sarà anche per quest’ultima ragione che molte signore negli ultimi anni hanno superato l’incomodo degli sguardi degli avversari che indossano smoking e sono entrate nelle graduatorie internazionali. 

Per quanto riguarda l’Italia, invece, la percentuale di donne che dichiara di giocare o aver giocato d’azzardo almeno una volta è pari a 40. Gratta e vinci, lotto e slot machines sono i giochi più apprezzati dal gentil sesso. Come mai proprio questi? Ha provato a studiarlo l’Oregon State University, che ha appurato che a frequentare i portali online che offrono le slot sono soprattutto le donne di età compresa fra i 55 e i 60 anni. È emerso, inoltre, che le donne giocano meno per socializzare e più per il brivido della vittoria. Le slot machines, poi, sono il divertimento perfetto per chi non ha mai frequentato un casinò (online o terrestre) prima: non ci sono regole e carte da tenere a mente, e c’è meno pressione.

Questo non significa, però, che le donne che amano il poker non siano in realtà in aumento: ci sono e si fanno notare anche a livello internazionale. Peccato che siano costrette a farlo un po’ con il freno a mano tirato. In un’intervista recente, Giada Shiyan Fang, campionessa italiana che adesso vive a Malta, fornisce una spiegazione a questa diffusione rallentata. A suo parere, da un lato c’è la ritrosia delle donne a partecipare ad eventi dal vivo, legata anche al fatto che si tende ad associare il poker a gioco d’azzardo. Un pregiudizio che rischia di frenare le donne, che soprattutto in Italia sono spesso più preoccupate di ciò che si pensa di loro rispetto a quanto non accada per gli uomini. 

D’altro canto, anche le sponsorizzazioni sono ridotte per le donne e il numero di eventi disponibili è minore. Eppure, il gioco del poker è stimolante anche per le signore. Secondo la campionessa, il numero delle donne che si lanciano in questa carriera sarebbe superiore se venisse meno la tendenza a pensare al poker come a qualcosa di sospetto e illegale e invece si cominciasse a considerarlo come un gioco mentalmente divertente, che stimola la riflessione, la strategia e la memoria. A frenare le signore, sarebbe anche il fatto che al tavolo da gioco a volte si incontrano uomini fastidiosi, che non accettano di giocare ad armi pari e si affidano a pregiudizi ormai fuori tempo per sentirsi più forti. Nel mondo del gioco, dal vivo e online, poi, le donne sono vittima di un’ingiustizia: il pay-gap, ovvero la differenza di retribuzione, che cambia in modo significativo tra uomini e donne. 

I numeri

Ci sono state polemiche in tanti settori per questa scorrettezza. Ne hanno subito le conseguenze manager e professioniste di vario genere, comprese le giornaliste della BBC, e il mondo del poker non fa eccezione. Basta dare un’occhiata alla retribuzione delle più importanti campionesse italiane, raffrontata con quella dei campioni, per rendersene conto. Analizzando la classifica GPI (Global Poker Index), infatti, la prima donna italiana è Mara Favalli, con vincite per 58.455 dollari, seguita da Giada Shiyan Fang con 47.868 dollari e da Alice Sicconi, con 24.202 dollari. Cifre ben diverse da quelle dei colleghi maschi, visto che sul podio in questo caso si trovano al primo posto Gianluca Speranza con 2.904.495 dollari, seguito da Michael Rossitto con 800.668 dollari di guadagni live e Dario Sammartino, che ha raccolto un totale di 14.573.846 dollari.

I nomi

La questione sconcertante, però, consiste nel fatto che le donne italiane, anche se sono brave e capaci, guadagnano non solo meno degli uomini di casa nostra, ma pure meno delle loro colleghe straniere. Qualche esempio si trova nella più recente classifica delle giocatrici mondiali: al primo posto la canadese Kristen Bicknell con 5.098.014 dollari, la statunitense Maria Ho con 3.993.763 e l’argentina Maria Lampropulos con 3.377.913.

Per non parlare di Vanessa Selbst, americana di New York, la regina indiscussa del poker, che in otto anni di carriera si è portata a casa più di dieci milioni di dollari e ovviamente il titolo donna più vincente nella storia del poker. Qualche anno fa si è ritrovata a Malta, per il circuito internazionale del Texas Hold’em insieme ad altre rappresentanti del mondo del poker in rosa: c’era Fatima Moreira De Melo, olandese bionda e bellissima, che ha iniziato la carriera nell’hockey su prato e poi ha scoperto il poker ed è diventata professionista, spiazzando gli avversari uomini con il suo aspetto mozzafiato e la sua intelligenza matematica. E poi Liv Boeree, inglese cresciuta a rugby e fish and chips, che sognava di fare l’astrofisica e poi è finita a sbaragliare gli avversari sul tavolo verde. 

Storie di successo, insomma, che le donne italiana vorrebbero e meritano di imitare. La strada è aperta, basta solo restare indifferenti ai pregiudizi e continuare a sfidare le carte.

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