Donald Trump: gli anni dei suoi “bunga bunga”

| Il “Guardian” ha deciso di esplorare un capitolo mai davvero svelato della vita del presidente. Quando da ricchissimo palazzinaro senza scrupoli decise di dedicarsi ai concorsi di bellezza. Chissà perché

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Tradurre “bunga bunga” in inglese è impossibile, ma è davvero una sottigliezza, perché bastano pochi gesti e un paio di concetti per capire che certi pruriti non sono una prerogativa soltanto italiana. Vanno in scena ovunque, e ovunque rappresentano l’incontro venefico di una miscela esplosiva: sesso & potere.

Donald Trump, per dirne uno a caso, pare che sull’argomento non si sia mai fatto mancare nulla. Non è difficile, sbirciando sul web, trovare centinaia di foto in cui quello che oggi è addirittura il presidente, è fotografato al fianco di donne bellissime, quasi sempre altissime e molto più spesso svestitissime, Donald in quasi tutte sorride sornione, con la stessa espressione che ancora oggi sfoggia quando non riesce a nascondere la soddisfazione.

Fra gli anni Ottanta e il decennio successivo, Trump era il padrone di New York, il più celebre palazzinaro della Grande Mela, che nel 1983 aveva voluto consacrarsi con la “Trump Tower”, idea moltiplicata ovunque trasformando il cognome in un marchio di fabbrica. In mezzo, dicono le cronache, anche diversi fallimenti e un paio di bancarotte, ma furbamente mai a suo nome.

Nel 1991, New York ospita la finale di “Look of the Year”, un concorso di bellezza fra i più celebri al mondo, organizzato annualmente dal 1983 dall’agenzia “Elite Model Management”, alla ricerca di nuovi volti da lanciare nel mondo della moda. Quell’anno vince Ingrid Seynhaeve, stratosferica modella belga che da allora ha sfilato per i più grandi marchi e calcato le passerelle più importanti. Ma la notizia non è quella, quanto piuttosto la comparsa dell’allora 45enne Donald Trump in veste di giurato.

Secondo le cronache mondane dell’epoca, la sera del 1° settembre di quell’anno, un enorme e lussuoso yacht privato naviga verso la Statua della Libertà: è una serata limpida, e dal ponte superiore dello “Spirit of New York” qualcuno degli ospiti ammira un tramonto rosso fuoco che si specchia sullo skyline di Manhattan. In realtà poche persone, perché il grosso degli invitati è ben nascosto agli obiettivi dei paparazzi al piano di sotto, dove è in pieno svolgimento una festa sfrenata. Secondo qualcuno sarebbe potuto sembrare un ballo del liceo pieno di ragazzine poco vestite, se con fosse stato per la folla di uomini che le circondava. Tutti abbastanza adulti da potere essere i padri delle ragazze, o addirittura i nonni.

La festa a bordo dello Spirit of New York è stata uno dei tanti eventi di quel settembre a cui Donald Trump ha partecipato con un gruppo di 58 aspiranti giovani modelle. Erano arrivate da tutto il mondo per partecipare al concorso che aveva lanciato le carriere di Cindy Crawford, Helena Christensen e Stephanie Seymour. La posta in gioco era un premio che poteva cambiare la vita: un contratto da 150mila dollari con la “Elite Model Management” di John Casablancas.

Trump era strettamente coinvolto nel concorso di Casablancas. Nel 1991 è stato uno dei principali sponsor inaugurando il Plaza, il sontuoso hotel in stile castello con vista su Central Park, trasformato per l’occasione nella sede principale e anche nella struttura che ospitava le giovani modelle. L’anno successivo, Trump ha nuovamente ospitato il concorso, e nel corso di una serata altrettanto allegra, un altro gruppo di giovanissime concorrenti si è imbarcato sullo Spirit of New York. Una delle ragazze era Shawna Lee, 14enne nata in una piccola città appena fuori Toronto. Ricorda che le concorrenti furono invitate a sfilare per gli ospiti, una ad una. Shawna era un’adolescente introversa che amava disegnare ma odiava la scuola, ed era a New York per la prima volta in vita sua. “Una donna dell’agenzia mi spingeva perché ballassi. Le ho detto ‘Non vedo perché scendere le scale e ballare davanti a quei due abbia a che fare con il fatto che sono diventata una modella’. Lei ha detto ‘togliti la giacca e vai’. Così ho fatto, ma non ho ballato, ho camminato, mandato un bacio, mi sono girata e sono andata via”. Un’altra concorrente, che all’epoca aveva 15 anni, ricorda di essere stata invitata a sfilare per Trump, Casablancas e gli altri ospiti. Per convincerla, un organizzatore le dice che in caso di rifiuto sarebbe stata esclusa dalla gara: “Sapevo che non era giusto, non faceva  parte del concorso, era soltanto per il loro divertimento”.

Alcune delle ragazze erano arrivate a New York con genitori o accompagnatori al seguito, ma molte altre erano sole, lontane dalle famiglie per la prima volta. Per loro la posta in gioco era alta, e la pressione per impressionare i giudici molto forte. Casablancas le aveva avvertite tutte, appena arrivate a New York: “Sarete giudicate costantemente”. John Casablancas era una figura potente, e per molte aspiranti top model quella sembrava un’opportunità troppo ghiotta perché andasse persa.

Tre decenni dopo, comincia a delinearsi un quadro molto diverso di quegli eventi. Negli ultimi sei mesi, il “Guardian” ha rintracciato e intervistato diverse decine di ex concorrenti di Look of the Year, oltre alcuni addetti ai lavori, mettendo insieme 12 ore di filmati inediti.

Le storie suggeriscono che Casablancas e alcuni dei suoi ospiti influenti abbiano usato il concorso per avere rapporti sessuali con giovani modelle decisamente vulnerabili. Molte accuse equivalgono a molestie sessuali, abusi o sfruttamento di ragazze adolescenti, altre sono descritte più accuratamente come veri stupri.

Non sono state mosse accuse contro Trump, che all’epoca era fidanzato con Marla Maples, la donna che nel 1993 sarebbe diventata la sua seconda moglie. Ma il suo stretto coinvolgimento nel concorso solleva interrogativi per la figura di un presidente: sapeva che Casablancas e altri obbligavano le concorrenti ad avere rapporti? E perché un uomo la cui attività principale era lo sviluppo immobiliare, avrebbe voluto ospitare un concorso di bellezza per ragazze adolescenti?

Nel tempo, diverse testate hanno perlustrato quasi ogni angolo della vita del 45° presidente, ma la sua amicizia con Casablancas e il suo coinvolgimento in Look of the Year sono stati ampiamente trascurati. Eppure il concorso è più di una nota a piè di pagina nella storia di Donald Trump. Col tempo, si sarebbe rivelata la base del suo impero, visto che ha persino sposato un’ex concorrente, l’attuale first lady Melania.

Quando John Casablancas è arrivato a New York, nel 1977, aveva fatto subito scalpore. Soprannominato “lo scippatore” per l’abilità con cui attirava modelle rubandole alle agenzie rivali, si è guadagnato la reputazione di uno spietato talent scout. Bello e carismatico, figlio di un’ex modella di Balenciaga e di un ricco banchiere spagnolo, ha fondato l’agenzia a Parigi quando non aveva ancora compiuto 30 anni. Un’attività che generava ogni anno milioni di dollari di fatturato, imponendo agli occhi del mondo l’era della top model.

Non è chiaro come Casablancas abbia incontrato Trump per la prima volta ma, secondo diverse ex modelle, il palazzinaro newyorkese era una presenza fissa delle sue feste. Con l’apertura della Trump Tower sulla Fifth Avenue di New York nel 1983 e l’acquisizione del resort di Mar-a-Lago in Florida nel 1985, Trump si era guadagnato la reputazione di playboy di alto livello. Nel 1987 pubblica “The Art Of The Deal”, mentre il Washington Post lo consacra sulle sue pagine: “Guida un impero da 3 miliardi di dollari e sembra avere il tocco di Re Mida”. Quanto basta per spiegare come e perché l’uomo del momento a New York, a cui notoriamente piacevano le belle donne, abbia incontrato il più noto agente di modelle in città. “Trump era bravo con le PR ed era una cosa che a John piaceva - ricorda Jeremie Roux, dirigente di System, un’agenzia di modelle cofondata con Casablancas nel 2009 – in più, la stampa era particolarmente accondiscendente con Trump”.

Il Guardian racconta di quattro ex modelle che fra la fine degli anni ‘80 e l’inizio dei ‘90, quando erano adolescenti, furono state obbligate dall’agenzia a partecipare a cene private con Trump, Casablancas e altri uomini. Una era Shayna Love, modella australiana che nell’estate del 1991, quando arriva a New York per la prima volta, aveva appena compiuto 16 anni. “La cena ci era stata presentata come un nostro dovere di modelle dell’agenzia. Non era un invito, era un obbligo”. Anche Stacy Wilkes non era mai stata in un posto come il “New York Plaza”: aveva 16 anni e viveva a Louisville, nel Kentucky, con una madre che faticava a sbarcare il lunario: “Ero così eccitata all’idea di stare in un hotel: passare da un povero paesino del Kentucky ad un posto come questo era fantastico”. La serata finale del concorso del 1991 fu uno sfavillante evento in scena nella sala da ballo del Plaza. Presentavano Casablancas e la supermodella Naomi Campbell, mentre 10 finaliste sfilavano sul palco sotto gli occhi attenti dei giurati: Trump era seduto in prima fila con sua figlia Ivanka, di nove anni, seduta sulle ginocchia.

Altri uomini strettamente coinvolti in Look of the Year sono stati accusati di cattiva condotta sessuale da parte di ex concorrenti: uno è l’illusionista David Copperfield, socio sia di Casablancas che di Trump. Due anni fa, mentre il movimento #MeToo riecheggiava nell’industria dell’intrattenimento, Copperfield è stato oggetto di accuse da parte di Brittney Lewis, una concorrente diciassettenne nel Look of the Year. Secondo il racconto, Copperfield l'ha invitata a uno spettacolo in California dopo il suo ritorno a casa, nello Utah: la ragazza afferma di aver visto Copperfield versare qualcosa nel suo bicchiere e da quel momento ha ricordi confusi, ma ricorda bene la violenza sessuale che ha subito quando era ormai incapace di reagire.

Nel 2002, Casablancas ha dovuto affrontare una serie di accuse: un’ex concorrente di Look of the Year, conosciuta solo come “Jane Doe”, 44 anni, ha intentato una causa accusandolo di aver ripetutamente abusato sessualmente di lei a partire dall’età di 15 anni. La causa sosteneva che Casablancas “era impegnato a sedurre, sfruttare sessualmente e/o abusare di ragazze minorenni”, ma nel 2003 il tribunale superiore di Los Angeles ha respinto le accuse perché non residente in California, dove era stata depositata.

L’interesse di Casablancas per le adolescenti è anteriore a questo periodo. Il secondo matrimonio con la modella danese Jeanette Christiansen si è concluso nel 1983, quando è emerso che l’imprenditore aveva una relazione con una modella quindicenne, Stephanie Seymour. Casablancas, che all’epoca aveva poco più di 40 anni, descriveva la Seymour come una “donna-bambina”. Anche la sua terza moglie, la modella brasiliana Aline Wermelinger, era una concorrente di Look of the Year che 1992 soggiornava al Trump’s Plaza: si sono sposati l’anno successivo, quando Casablancas aveva 51 anni e lei 17.

La carriere delle adolescenti che hanno partecipato sono contrastanti: alcune sono diventate modelle di successo, attrici e conduttrici televisive, ma altre sono tornate ad una vita normale e parecchie le giovani finite male. Nel 1992, la corona è andata ad una delle concorrenti più giovani di sempre: la quattordicenne Mariann Molski. Mesi dopo la sua vittoria, il Chicago Tribune raccontava che l’ex studentessa era “sull’orlo di una carriera che la maggior parte delle giovani donne sognano”. E anche se ha avuto un certo successo come modella, non è chiaro cosa le sia successo negli anni successivi: i registri pubblici statunitensi raccontano di diversi arresti per violazione della libertà vigilata, reati di alcolismo e prostituzione. Non si sa dove si trovi attualmente, ma si ritiene che sopravviva da senzatetto in Arizona.

Dopo anni di cattiva gestione finanziaria, la Elite è stata costretta a dichiarare bancarotta nel 2004. Il marchio continua ad essere utilizzato da due agenzie separate, di proprietà di diverse aziende: una è la “Creative World Management”, che ha acquistato la divisione di New York nel 2004 allontanandosi nettamente dall’epoca della proprietà di Casablancas con la “totale condanna dei comportamenti deplorevoli”. L’altra è “Elite World Group”, che gestisce il “Look of the Year”, analogo concorso per giovani top model giovane.

John Casablancas si è ritirato in Brasile nei primi anni 2000, ed è morto a Rio de Janeiro nel 2013 a 70 anni, molto prima dell’avvento del movimento #MeToo. Non è riuscito a vedere il suo vecchio amico Donald Trump arrivare alla Casa Bianca, malgrado le tante accuse sul trattamento riservato alle donne. Sul suo conto ce ne sono almeno 25: vanno da avance indesiderate e molestie ad aggressioni sessuali, e più della metà arrivano da modelle o ex concorrenti di concorsi di bellezza.

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