Carolyn Jones, all’ombra di Morticia

| Una brava attrice che stava trovando la sua strada a Hollywood accettò la parte della signora Addams: incontrò il successo ma la sua carriera si fermò nei panni della sensuale moglie di Gomez. Una vita breve, che finì a soli 53 anni

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Di Marco Belletti
La scelta di interpretare il ruolo della languida e sensuale Morticia della famiglia Addams nell’omonima serie TV non fu facile per Carolyn Sue Jones. L’attrice – nata il 28 aprile 1930 ad Amarillo, in Texas – stava iniziando in quei primi anni Sessanta una promettente carriera nel cinema, e abbandonare Hollywood per il piccolo schermo non sembrava la scelta giusta. A spingerla verso questa decisione fu Aaron Spelling, all’epoca suo marito che, benché fossero già in cattivi rapporti e vicini al divorzio, le consigliò di accettare l’offerta fattale dal produttore David Levy che si ispirò alle vignette con protagonisti i personaggi della famiglia creata da Charles Addams, pubblicate sul periodico “The New Yorker” dal 1938.

All’epoca Aaron Spelling non era ancora il famoso produttore televisivo che sarebbe diventato una decina d’anni dopo con una serie di successi come Cuore e batticuore, Love Boat, Starsky & Hutch, Charlie’s Angels, Fantasilandia, Dynasty, In casa Lawrence (che si aggiudicò alcuni Emmy Award), Melrose Place, Streghe, Settimo cielo, e Beverly Hills 90210 in cui debuttò come attrice la figlia Tori, avuta dalla seconda moglie Candy.

Dopo aver sofferto di asma da ragazza, quando il padre abbandonò la famiglia fu cresciuta dai nonni che le pagarono la retta per frequentare la “Pasadena Playhouse”, dove ottenne il diploma nel 1950, quando si sposò con un compagno di corso, Don Donaldson, un uomo che non lascerà traccia nella sua vita. In quegli anni si sottopose a un doloroso intervento di chirurgia plastica per modificare il naso in modo da essere più fotogenica e pronta al ruolo di attrice.

Risale al 1953 il matrimonio di Carolyn Jones e Aaron Spelling, quando entrambi erano all’inizio della carriera: fu proprio lei che spinse il neo marito a diventare produttore televisivo, avviandolo di fatto verso il successo planetario. La loro unione terminò nel 1964, poco prima che fosse trasmessa la prima stagione di 34 puntate della “Famiglia Addams”, che debuttò il 18 settembre di quell’anno.

Prima di trasformare il personaggio di Morticia in un’icona mondiale e immediatamente riconoscibile da tutti, Carolyn aveva recitato in alcune pellicole di Hollywood con un discreto successo. Il suo primo film nel 1952, “Furore sulla città “(The Turning Point), in cui non fu accreditata. Nel 1953 un’altra piccola parte non accreditata come hostess di un nightclub ne “Il grande caldo” (The Big Heat), mentre ne La maschera di cera” (House of Wax) interpretò il ruolo di una donna trasformata da Vincent Price nella statua di cera di Giovanna d’Arco. Fred Zimmermann la volle per “Da qui all’eternità” (From Here to Eternity) nel ruolo di Alma “Lorene” Burke, ma a causa di una brutta polmonite la Jones fu costretta a rinunciare e il suo posto fu preso da Donna Reed che grazie alla sua interpretazione vinse l’Oscar come migliore attrice non protagonista.

Nel 1954 Carolyn Jones recitò nel ruolo di Beth ne “Il colpevole è tra noi” (Shield for Murder): la produzione la pagò 500 dollari per ogni giorno di presenza sul set. Nel 1955 ebbe una piccola parte in “Quando la moglie è in vacanza” (The Seven Year Itch) in cui interpretava Miss Finch, l’infermiera di notte. Nel 1957 ottenne una nomination all’Academy Award come migliore attrice non protagonista per “La notte degli scapoli” (The Bachelor Party) mentre nel 1959 vinse un Golden Globe come una delle nuove attrici più promettenti dell’anno.

Dopo il matrimonio con Aaron Spelling (per cui si convertì alla religione ebraica), la donna si sposò per la terza volta nel 1968 con Herbert Greene, direttore musicale a Broadway, arrangiatore e coproduttore oltre che suo insegnante di canto: si separarono nel 1977.

Nel 1964 la Jones coprì i suoi capelli castani con una lunga parrucca nera per interpretare Morticia Addams nella serie televisiva “The Addams Family”, ruolo che la rese celebre e le fece raggiungere un successo fino ad allora aveva soltanto sfiorato, con il pubblico che la scoprì grande interprete anche in un ruolo comico.

Suoi compagni di avventura furono John Astin (il marito Gomez), Ted Cassidy (il gigantesco maggiordomo Lurch) e Jackie Coogan, alias zio Fester, irriconoscibile rispetto a quando aveva raggiunto la celebrità e la fama di più grande attore bambino del cinema muto – nel 1921, a soli sette anni – ne “Il monello” di Charlie Chaplin. Il nome di Coogan oltre che alla famiglia Addams è anche legato alla prima legge statunitense (promulgata in California) a protezione dei guadagni degli artisti minorenni, chiamato appunto “Coogan Act”.

La serie sulla strana famiglia dark, nonostante l’ampio seguito di pubblico, fu prodotta soltanto per due stagioni al termine delle quali la Jones diradò le apparizioni sia in TV che al cinema.

Fu guest star nella serie televisiva “Batman” degli anni Sessanta interpretando Marsha, la regina di quadri. Il suo ultimo ruolo– a partire dal 1981 – quello di Myrna, la matriarca del clan Clegg nella soap opera “Capitol”. L’anno successivo le fu diagnosticato un cancro al colon e a settembre, rendendosi conto che stava morendo, Jones sposò l’uomo con cui viveva già da alcuni anni, l’attore Peter Bailey-Britton. Al matrimonio indossò una veletta di pizzo e un nastro per nascondere la perdita dei capelli provocata dalla chemioterapia. Cercò di essere presente sul set di Capitol fino alla fine, nascondendo ai colleghi la malattia con la cura per un’ulcera fastidiosa. Recitò in molte scene seduta su una sedia a rotelle, riuscendo comunque a terminare la prima stagione.

Nel luglio 1983 entrò in coma nella sua casa di West Hollywood, in California, dove morì il 3 agosto. Carolyn Jones fu cremata il giorno successivo e sepolta al “Melrose Abbey Memorial Park & Mortuary” ad Anaheim, California. Prima di morire aveva donato il costume e la parrucca di Morticia all’Accademia delle Arti e delle Scienze del Cinema, mentre una collezione di sceneggiature della serie TV che le apparteneva fu donata dal vedovo all’UCLA, l’università della California di Los Angeles.

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