Clara Bow, l’affascinante meteora degli anni Venti

| Nata in estrema povertà a Brooklyn, divenne l’attrice più importante e famosa degli anni Venti. La sua carriera fu folgorante ma breve, terminò con l’avvento del sonoro ma soprattutto per una probabile schizofrenia

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Di Marco Belletti
“Eravamo unici, facevamo ciò che volevamo, stavamo svegli fino a notte fonda e ci vestivamo come più ci piaceva. Oggi si sta molto più attenti allo stile di vita e si salvaguarda la salute, ma noi ci divertivamo decisamente di più”. A parlare così, in un’intervista quando già la sua notorietà era svanita, fu Clara Bow, sicuramente una delle attrici più famose del cinema muto degli anni Venti, considerata da molti la prima “femme fatale” di Hollywood. Con il suo fascino innovativo rispetto al passato e il suo volto molto espressivo, Bow ha scardinato i vecchi canoni di bellezza hollywoodiani diventando una delle attrici “flapper” più iconiche del suo tempo. Le donne flapper bevevano alcolici come gli uomini, fumavano in pubblico, guidavano l’auto, si truccavano vistosamente e soprattutto si distinguevano per la loro sessualità disinvolta e libera violando le norme sociali e morali del tempo.

Nata a New York nel 1905 – ma come per ogni diva che si rispetti c’è del mistero sulla sua data di nascita, altre fonti affermano 1906 e sulla sua lapide è riportato il 1907 – l’attrice crebbe in una zona malfamata di Brooklyn e in un ambiente familiare disagiato e degradato.

La madre schizofrenica ebbe per tutta la vita psicosi causate dall’epilessia e dallo choc di avere perso due bimbe in tenera età e tentò di tagliare la gola a Clara quando ancora minorenne entrò nel mondo dello spettacolo. Per questo motivo la famiglia la ricoverò in un sanatorio, dove la donna sarebbe morta qualche anno dopo, a soli 43 anni.

Invece il padre, pur assecondando il desiderio della figlia di fare carriera, era un alcolizzato e violento e sembra che abbia abusato più volte di lei quando era ragazza. Ciò non impedì all’attrice di restare in buoni rapporti con lui. Quando nel 1924 Clara si trasferì a vivere piuttosto scandalosamente con il fidanzato dell’epoca – il cameraman Arthur Jacobson – il padre andò a vivere con loro. La convivenza al di fuori del matrimonio dei due giovani fece infuriare il responsabile dello studio cinematografico che licenziò il cameraman. La reazione dell’attrice fu violenta, tanto che sembra abbia stracciato il contratto che la legava allo studio. Grazie all’intervento del padre – che da allora sarebbe diventato il business manager dell’attrice – lo strappo fu ricucito e tornarono a vivere tutti insieme, fingendo con il mondo che Clara e Arthur fossero fratelli.

Nel frattempo i capelli rossi, la bocca a forma di cuore e la facilità con cui recitava, permisero a Clara – che a 16 anni aveva vinto un concorso di bellezza che le aveva spalancato le porte del cinema – di essere scritturata dalla “Famous Players-Lasky Corporation” (che sarebbe in seguito diventata la “Paramount”) per 750 dollari alla settimana, che con la fama crebbero diventando 11 mila dollari al mese contro i 10 mila all’anno delle altre attrici, fino a raggiungere la stratosferica cifra di 250 mila dollari all’anno. La Bow fu definitivamente consacrata come sex symbol nel 1927, quando interpretò il ruolo di una commessa che seduce il datore di lavoro grazie al suo look da flapper.

Quell’anno ebbe una relazione con Gary Cooper che durò poco perché lui era geloso e lei non voleva legarsi sentimentalmente. La Bow iniziò a essere più famosa per i pettegolezzi che per le sue interpretazioni, le sue numerose relazioni la travolsero e gli sceneggiatori studiavano per lei scene sempre più spinte obbligandola a spogliarsi fino al limite consentito.

La sua fama comunque crebbe ulteriormente con altri film di successo (tra cui il drammatico “Wings”, primo film a vincere l’Oscar quale miglior pellicola, in cui la Bow recitò nel ruolo di una donna innamorata) tanto che nel gennaio 1929 ricevette oltre 45 mila lettere dai fan: nessun’altra star aveva mai ottenuto così tanta popolarità prima di lei.

I numerosi amanti non furono gli unici pettegolezzi che riguardarono Clara Bow: fu travolta da debiti di gioco, pressioni da parte degli studios, accuse di adulterio (la moglie di un medico texano la portò in tribunale) e problemi di salute. I nervi dell’attrice cedettero definitivamente quando la sua segretaria – accusata dalla Bow di furto – per vendicarsi vendette a un giornale scandalistico numerosi dettagli della sua vita sessuale. Era il 1931 e il tabloid elencò la sua lunga serie di atti indecenti tra cui (ma non solo) esibizionismo, incesto e omosessualità, oltre che di avere contratto malattie veneree e abusato di droghe e alcol. L’editore chiese all’attrice 25 mila dollari per non pubblicare l’articolo, ma la Bow si rivolse all’FBI per denunciare il ricatto e l’uomo fu condannato a otto anni di prigione.

Sempre nel 1931 l’attrice sposò il collega Rex Bell, da cui avrebbe avuto due figli nel 1934 e nel 1938. La sua carriera iniziò a declinare con l’avvento del sonoro. in quanto la sua voce fu considerata poco fonogenica, avendo un forte accento di Brooklyn. In realtà sembra che la Bow abbia urlato la sua prima battuta (“Salve a tutti!”) facendo saltare le valvole dell’impianto di registrazione, mentre in alcune scene del film “The Wild Party”, non abituata all’impianto audio, l’attrice avrebbe sovente rivolto gli occhi verso il microfono, obbligando il regista a ripetere numerose scene. Per ovviare a questi errori, sembra che la Bow tenesse intere casse di bottiglie di cosiddetti… sedativi sotto il letto.

La fama perduta, lo stress, il ricatto per i suoi diari diedero un duro colpo alla salute mentale dell’attrice che appena ventisettenne entrò in un sanatorio dal quale uscì per recitare il suo ultimo film per la Paramount, “Hoopla” nel 1933, in cui vestì i panni di una ballerina.

Non ancora trentenne, si ritirò definitivamente dalle scene e andò a vivere con il marito in un ranch nel Nevada che chiamava “paradiso del deserto”. Grazie alla mancanza di stress e all’esercizio fisico, la Bow sembrò tornare in salute, ma si trattò soltanto di una pausa, perché negli anni le condizioni mentali dell’attrice si fecero sempre più instabili. Nel 1944 il marito avrebbe voluto entrare in politica ma rinunciò quando la moglie tentò di togliersi la vita dichiarando che avrebbe preferito morire piuttosto che tornare alla vita pubblica. Clara Bow fu ricoverata in una casa di cura dove le fu diagnosticata una forma di schizofrenia e fu curata con la shockterapia, iniettandole in vena insulina e altre sostanze chimiche. Una volta dimessa, non tornò a vivere con la famiglia, ma trascorse il resto della vita senza mai uscire da un bungalow, con la sola compagnia della sua infermiera.

Clara Bow morì il 27 settembre 1965 (a 58 o 60 anni) per un infarto. L’autopsia rivelò che la donna aveva sofferto anche di arteriosclerosi. L’unica eredità che ha lasciato è Betty Boop, il famoso personaggio dei cartoni animati che fu disegnato sulle sue fattezze, di donna che negli anni Venti aveva Hollywood e il mondo ai suoi piedi.

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