Clark, Lois e la maledizione di Krypton

| Un film di successo come Superman portò una grande popolarità ai suoi protagonisti, ma in un secondo tempo li colpì con gravi disgrazie: Christopher Reeve rimase paralizzato per una caduta da cavallo, Margot Kidder divenne bipolare

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Di Marco Belletti
“Superman” è un film di fantascienza il cui soggetto fu tratto dalle storie dell’omonimo personaggio dei fumetti ideato da Jerry Siegel e Joe Shuster nel 1938 per la “DC Comics”. Distribuita a partire dal dicembre 1978, la pellicola ottenne un successo planetario ed ebbe tre seguiti: il primo fu in realtà girato contemporaneamente al primo film e con il cast quasi invariato, mentre gli altri due non replicarono il gradimento di pubblico e critica.

Superman è considerato il precursore dei film di supereroi, pur non essendo il primo in assoluto, ma fu il primo realizzato con notevoli mezzi economici e il suo successo convinse i produttori a girarne altri basati sui supereroi dei fumetti, dapprima Batman e in seguito quasi tutti quelli tratti dal mondo Marvel.

A interpretare Superman e il suo alter ego terrestre Clark Kent fu Christopher Reeve mentre il ruolo della sua fidanzata Lois Lane fu assegnato a Margot Kidder. Si trattava di attori non così famosi come altri interpreti della pellicola: Marlon Brando nei panni di Jor-El (uno degli uomini più influenti del pianeta Krypton da cui proviene Superman), Gene Hackman - nel ruolo del cattivissimo Lex Luthor - e Glenn Ford in quello di Jonathan Kent, padre terrestre del supereroe. Grazie al grande successo del film, in breve tempo Reeve e Kidder divennero delle star anche se, per una sorta di maledizione della pellicola che li colpì entrambi, non poterono godere a fondo della fama conquistata.

Margaret Ruth Kidder era nata il 17 ottobre 1948 in Canada e aveva iniziato la carriera di attrice nei primi anni Settanta, comparendo anche nuda su Playboy nel 1975. Al suo decimo film ottenne il ruolo della vita, interpretando la fidanzata giornalista di Superman, per poi proseguire la carriera con film di minore impatto ma con un’intensa attività teatrale.

La Kidder è stata sposata con lo scrittore statunitense Thomas McGuane (per un anno, tra il 1975 e il 1976) con il quale ebbe l’unica figlia Maggie; con l’attore statunitense John Heard (nel 1979, per soli 6 giorni) che avrebbe poi interpretato il ruolo del padre nella serie di “Mamma ho perso l’aereo”; e infine con il regista francese Philippe de Broca, dal 1983 al 1984.

Nel 1996 alla Kidder fu diagnosticato un disordine bipolare che la condusse a una crisi maniacale – molto trattata dai giornali – con evidenti eccessi, come la volta in cui polizia di Los Angeles la trovò nuda in un bosco, in stato confusionale e di ansia, con diversi denti mancanti. Ricoverata in una clinica psichiatrica, la Kidder (intervistata da numerosi media) definì la malattia “i miei mostri”: nel 2007 dichiarò che per 11 anni non aveva più avuto episodi maniacali. Morì il 13 maggio 2018 a 69 anni e alcuni mesi dopo fonti mediche dichiararono che la morte della Kidder era stato un suicidio, provocato da un’overdose auto-inflitta di medicinali e alcol.

Il terzo marito della Kidder, il regista francese de Broca, morì nel 2004 per un cancro nell’ospedale di Neuilly-sur-Seine, mentre circa un anno prima dell’attrice morì anche il suo secondo marito, John Heard, per un arresto cardiaco in una camera d’albergo, pochi mesi dopo aver perso il figlio ventiduenne Max, morto nel sonno anche lui in una stanza d’hotel.

Christopher D’Olier Reeve era nato a New York nel 1952, figlio di uno scrittore e di una giornalista. Laureato nel 1974, debuttò come attore a teatro, fino a raggiungere il successo a Broadway nel 1976, da dove spiccò il volo verso Hollywood per prendere parte al suo primo film, Superman appunto. Reeve ha interpretato una ventina di film e ha sfruttato la sua fama per sostenere battaglie a favore della pace. Per esempio nel 1987 si recò in Cile per manifestare contro il dittatore Pinochet e l’imprigionamento di scrittori e intellettuali cileni.

Per quanto riguarda la vita privata, Reeve ebbe una lunga relazione con Gae Exton da cui nacquero Matthew (nel 1979) e Alexandra (nel 1982). Dopo aver lasciato la donna, l’11 aprile 1992 l’attore sposò la cantante e attrice di origini veneziane Dana Morosini, dalla quale ebbe nel 1993 un terzo figlio, Will.

La carriera di Reeve terminò il 27 maggio 1995 quando, durante una gara a cavallo, fu violentemente disarcionato e riportò lo spostamento di due vertebre cervicali e la lesione del midollo spinale che lo resero tetraplegico e permanentemente paralizzato dal collo in giù, perdendo l’uso di tutti gli arti e la capacità di respirare autonomamente. Fino alla morte l’attore fu costretto su una sedia a rotelle e collegato a un respiratore artificiale.

Dopo l’incidente, Reeve divenne promotore di numerose campagne a difesa dei disabili e sostenitore della ricerca su cellule staminali e clonazione terapeutica. Sostenne queste attività con la moglie Dana, creando la “Christopher Reeve Paralysis Foundation” e il “Christopher and Dana Reeve Paralysis Resource Center”, un ospedale in cui insegnare ai paraplegici come vivere nel modo più indipendente possibile.

Christopher Reeve morì d’infarto il 10 ottobre 2004, a 52 anni, al Norther Westchester Medical Center di New York, dove era stato ricoverato poche ore prima a causa di un attacco cardiaco provocato da una grave infezione.

La maledizione di “Superman” colse anche l’ultima moglie di Reeve: il 9 agosto 2005, Dana Morosini annunciò di essere affetta da un carcinoma al polmone in fase terminale, che la portò alla morte il 6 marzo 2006, poco prima di compiere 45 anni, lasciando orfano il figlio tredicenne. Oggi Will ha preso in mano le redini delle fondazioni create dai genitori per aiutare i disabili e promuovere la ricerca sulle lesioni del midollo spinale.

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Clark, Lois e la maledizione di Krypton - immagine 1
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