Dominique Dunne, come muore una regina dell’horror

| 22enne al suo primo film, ha la sfortuna di innamorarsi dell’uomo sbagliato, geloso e possessivo, che la uccide. Anche altri interpreti della saga horror di “Poltergeist” vanno incontro a una brutta sorte

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Di Marco Belletti
Non è da tutti ottenere una parte in un film di grande successo quando si hanno appena 22 anni. È questo ciò che quasi certamente aveva pensato Dominique Dunne quando le hanno proposto di interpretare la parte della figlia maggiore dei Freeling in “Poltergeist – Demoniache presenze”, horror del 1982 prodotto da Steven Spielberg. La trama è molto semplice: una famiglia viene improvvisamente sconvolta da alcuni fenomeni paranormali di cui è protagonista la figlia più piccola Carol Anne, e soltanto abbandonando la casa in cui vivono dopo diverse vicissitudine piuttosto macabre, la malvagia entità viene in qualche modo sconfitta. Almeno temporaneamente, visto che grazie al grande successo di pubblico, “Poltergeist” ha avuto due seguiti.

Nata a Santa Monica, in California, il 23 novembre 1959, Dominique passa l’infanzia tra Los Angeles e il Colorado e trascorre anche un anno a Firenze dove lavora come traduttrice. Tornata a casa, decide di tentare la carta del cinema iniziando la carriera con piccoli ruoli in alcune serie TV come “CHiPs” e “Saranno famosi”, prima della chiamata importante per “Poltergeist”.

Appena terminate le riprese del film, nel 1981, Dominique incontra a una festa John Sweeney, all’epoca aiutante chef nell’esclusivo ristorante “Ma Maison” in Melrose Avenue, a Los Angeles. Poche settimane dopo essersi conosciuti, i due giovani si trasferiscono insieme a West Hollywood.

L’infatuazione della coppia dura molto poco: Sweeney inizia quasi subito a mostrare il suo lato peggiore, fatto di gelosia ed esagerata possessività. I due litigano spesso e John usa violenza nei confronti di Dominique senza neppure sentirsi obbligato a nascondere la sua patologia, tanto che sono numerosi gli amici che testimonieranno in seguito di aver assistito a minacce e percosse. In un’occasione la ragazza riesce a rifugiarsi in casa della madre, e Sweeney la raggiunge picchiando violentemente a porte e finestre, urlandole di uscire e tornare con lui: cosa che purtroppo Dominique fa. Del difficile e conflittuale rapporto tra il cuoco e l’attrice se ne accorge anche il signor Dunne, che durante una visita a Los Angeles confida all’ex moglie di trovare Sweeney molto più innamorato della loro figlia di quanto lo sia lei. Eppure, nonostante ciò, la ragazza è succube dell’uomo e non riesce a liberarsene nonostante le violenze. Al padre ciò appare molto evidente quando incontra i giovani in un ristorante per una cena, e scorge sul volto della figlia chiari segni di lacrime. Tempo dopo, l’uomo affermerà che la serata è stata tesa e di aver avuto la certezza che il rapporto tra i due giovani fosse giunto alla fine, chiedendosi quanto avrebbe ancora dovuto soffrire la figlia.

La violenza di Sweeney è sotto gli occhi di tutti: un amico lo vede strappare una ciocca di capelli a Dominique durante una lite, un altro è testimone di quello che lei descrive come un tentato omicidio: rumori e urla dalla stanza della coppia lo spingono a entrare per trovare la giovane attrice ferita e il suo uomo in piedi che nega non solo di aver cercato di ucciderla, ma anche solo di averla toccata, insistendo che fra loro non ci sono problemi.

Ma quella stessa notte Dominique scappa di casa dalla finestra di un bagno e sale sulla sua auto, ma Sweeney si getta sul cofano cercando di impedirle la fuga. L’attrice riesce comunque a rifugiarsi nuovamente dalla madre rifiutando di tornare nella casa che condivide con l’uomo, che tenta in ogni modo di convincerla a ritornare insieme. Convinta che quel rapporto non abbia un futuro, Dominique gli telefona per dirgli che ha deciso di interrompere la relazione e a quel punto John se ne va, lasciando l’appartamento che condividevano. Quando l’ex fidanzato si trasferisce, la giovane rientra a West Hollywood e fa sostituire le serrature.

Passano solo poche settimane, la Dunne ha iniziato una nuova esperienza come interprete della serie TV “V” (in Italia conosciuta come “V – Visitors”) e una sera è a casa con David Packer, suo compagno in un nuovo show televisivo, per provare le loro parti. Sweeney telefona e la prega di accoglierlo per parlare, lei è molto indecisa ma alla fine accetta. Nel giro di 10 minuti i due si ritrovano sotto il portico, mentre Packer resta in salotto e, quando pochi minuti dopo, sente i due che litigano, seguito da quelli che sembrano un colpo di pistola, un urlo e infine un tonfo, telefona alla polizia. Dal commissariato rispondono che West Hollywood è fuori dalla loro giurisdizione e Packer – terrorizzato e senza sapere bene che cosa fare – chiama un amico dicendogli di essere quasi sicuro che Dominique sia stata uccisa da Sweeney. Quando finalmente si decide a uscire per vedere che cosa è successo, l’uomo vede l’ex fidanzato chino su Dominique, seminascosta dai cespugli del giardino. È lo stesso Sweeney a chiedere a Packer di chiamare nuovamente la polizia, che questa volta arriva: agli agenti, lo chef ammette di aver tentato di uccidere Dominique, aggiungendo che avrebbe voluto suicidarsi.

Portata d’urgenza nel più vicino ospedale, l’attrice vi giunge cerebralmente morta e poco dopo viene staccata dalle macchine che la tengono in vita. Con il consenso dei familiari le vengono espiantati reni e cuore, donati per essere trapiantati.

Nel frattempo Sweeney viene portato in galera, dove è accusato di omicidio di primo grado: dichiara di non ricordare l’incidente, solo i litigi e poi nulla fino a quando ha visto Packer avvicinarsi mentre lui era chino sulla ex.

In seguito le accuse sono modificate in omicidio colposo e aggressione. Con questa imputazione Sweeney è condannato a 7 anni di carcere (6 anni e mezzo per l’omicidio e 6 mesi per l’aggressione) ma viene rilasciato nel 1986, dopo aver scontato soltanto 3 anni e 7 mesi.

Una volta libero, Sweeney è assunto come chef in un ristorante di lusso in California ma la famiglia di Dominique inscena una protesta di fronte al locale distribuendo volantini a chi entra, per spiegare chi lavora in cucina, tanto che il cuoco è costretto a licenziarsi. Qualche anno più tardi, dopo essersi trasferito e aver cambiato nome, l’ex di Dominique viene ritrovato dalla famiglia Dunne che contatta il padre della nuova fidanzata dell’assassino, rivelandogli la vera identità del futuro genero. John Sweeney muore nel 2009.

“Poltergeist” rimane quindi l’unico film interpretato da Dominique Dunne ed è ricordato non solo per l’enorme successo, ma soprattutto perché negli anni è diventato un film “maledetto”. C’è chi afferma che la maledizione sia dovuta al fatto che in una scena sono state utilizzate ossa umane vere anziché quelle di plastica, più costose e ovviamente meno realistiche. Oltre alla morte violenta di Dominique Dunne, anche altri componenti del cast sono scomparsi in modo improvviso o inquietante. La piccola Heather O’Rourke (che interpreta Carol Anne Freeling) viene colpita dal morbo di Crohn e muore nel 1988 a soli dodici anni. Will Sampson, attore nativo americano noto per aver recitato in “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, muore poco dopo l’uscita di “Poltergeist II” per complicazioni successive a un trapianto. Lou Perry viene brutalmente ucciso a colpi d’ascia il 1° aprile 2009 nella sua abitazione di Austin, in Texas, da un uomo con problemi mentali. Julian Beck, appena terminato di recitare in “Poltergeist II”, muore per un cancro allo stomaco.

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