I mostri di Tod Browning

| Un regista specializzato in storie macabre, attori deformi che vivono in un circo, la paura del diverso sono gli ingredienti del film “Freaks”. Uscito nel 1932, viene accolto negativamente decretando la fine della carriera del regista

+ Miei preferiti
Di Marco Belletti

Tod Browning è un regista la cui opera mette in evidenza come si trovi a suo agio in modo particolare a riprendere gli attori in condizioni di poca luce – tra bare, bauli, scale a chiocciola, cripte… – e ciò riflette in un certo senso il suo carattere, che lo porta a provare ansia e terrore per la luce piena e per i grandi spazi che invece sono, per esempio, apprezzati dai registi che raccontano la storia della conquista del West. Browning ha una visione dell’umanità decisamente cupa: per lui gli esseri umani sono animali dell’ombra, un circo di mostri degni di un carnevale dell’orrore. 

Nato come Charles Albert Browning Jr a Louisville nel Kentucky il 12 luglio 1880, prima di diventare famoso come regista è stato anche sceneggiatore, produttore cinematografico, circense e attore, recitando per esempio in “Intolerance” di David Griffith. Da giovane Browning diventa un attore affermato, interprete di circa 50 film andati quasi tutti perduti, ed entra nella macchina del gossip che sta diventando Hollywood in quegli anni per un presunto flirt con Anna May Wong, giovane attrice di origini cinesi, la prima a raggiungere fama internazionale.

La carriera come attore di Browning termina improvvisamente il 16 giugno 1915 in seguito a un grave incidente stradale: l’auto che guida tampona con violenza un camion e l’attore rimane gravemente ferito, quasi perdendo la gamba destra. In auto con lui ci sono i colleghi George Siegmann (a sua volta ferito in modo grave) ed Elmer Booth, che invece muore nell’incidente. Margaret, la sorella di Booth, diventerà un’importante funzionario della MGM e non lo perdonerà mai per averle ucciso il fratello.

Browning passa così dietro la telecamera dirigendo numerosi film ancora nell’era del muto, ma i suoi due “manifesti” risalgono ai primi anni Trenta, e sono entrambi sonori. La carriera del regista può essere suddivisa in due parti, non solo prima/dopo l’avvento del sonoro, ma anche prima/dopo la morte di Lon Chaney (avvenuta a soli 47 anni nel 1930), attore feticcio per Browning che in numerose pellicole ne utilizza il volto per dare un’anima ai suoi personaggi. Le riflessioni del regista sulle debolezze di uomini dilaniati da menomazioni anche fisiche e sulle ossessioni legate alla sfera sentimentale, ben interpretati da Chaney, sono la fotografia dell’umanità vista da Browning: perennemente frustrata e squarciata da tensioni che possono in un attimo trasformarsi in violenza e crudeltà.

Il secondo periodo inizia nel 1931, con il film “Dracula” interpretato da Bela Lugosi che riprende il romanzo di Bram Stoker e lo stereotipo del vampiro umano che si aggira – avvolto nel suo mantello nero – nei sotterranei del castello che in Browning diventa un labirinto di corridoi, una sequenza angosciante di scale, con ragnatele ovunque e l’immancabile buio tombale in cui risaltano gli occhi brillanti di Lugosi, il vampiro perfido, depravato e insaziabile nel succhiare il sangue alle giovani (parafrasi del rapporto sessuale) che si cela dietro un’apparenza di impeccabile eleganza, calma e serenità.

Ma il film che ha consegnato (con trent’anni di ritardo) Browning alla fama eterna è “Freaks”, uscito nel 1932 e ambientato nel mondo del circo, che è il “contenitore” dei mostri che il regista vuole narrare: un essere a metà tra uomo e donna, gemelle siamesi, un uomo senza gambe e ventre, un nero senza arti, una quantità di donne tra barbute, scimmiesche e cannone oltre a mutilati, storpi e down…

“Freaks” è un film maledetto per antonomasia. Le riprese iniziano il 9 novembre 1931 negli studi MGM di Culver City e sono immediatamente boicottate da alcuni funzionari contrari all’opera del regista che cercano di metterlo in cattiva luce con gli investitori. Inoltre, una serie di produttori firma una petizione perché gli interpreti (ritenuti esseri deformi) siano cacciati dagli studi. Un brutto episodio vede protagonista lo scrittore Francis Scott Fitzgerald: mentre cena nella mensa degli studios, alcuni attori del film entrano nella sala e un disgustato Fitzgerald la abbandona. Per evitare il ripetersi di tali scene, viene costruito un locale specifico per i poveri freak.

Basil Wrangell, dipendente MGM e montatore della pellicola, chiede di essere spostato a un altro film dichiarando che gli provoca la nausea essere costretto ad assistere al disgustoso spettacolo dei freak alla moviola per dieci ore al giorno.

In occasione dell’anteprima a San Diego, nel gennaio 1932, molti spettatori svengono durante la proiezione e quasi tutti scappano dalla sala, per cui il produttore Irving Thalberg (uno dei creatori del premio Oscar) impone il taglio di alcune scene – come quella della castrazione del freak Ercole – e un nuovo finale, in cui i nani si dichiarano amore eterno.

Ma la maledizione continua e anche la versione rivista uscita il 10 febbraio ottiene un’accoglienza negativa di pubblico e critica, tranne poche eccezioni. Nel Regno Unito il film viene ritirato dalle sale e la proiezione vietata per 30 anni. In Italia, addirittura, la censura ne blocca la diffusione prima della distribuzione nei cinema.

Complessivamente la produzione registra una perdita di 164mila dollari, Freaks diventa l’unica pellicola della MGM a essere ritirata dai cinema prima del previsto e Tod Browning – all’epoca all’apice della sua fama dopo il grande successo di Dracula – negli anni successivi non riesce più a trovare un lavoro, ritrovandosi di fatto con la carriera rovinata.

La storia narrata dal film è una ribellione, una rivoluzione degli oppressi contro la normalità, con una collezione di storpi e “scherzi della natura” – come li avrebbe definiti Francis Scott Fitzgerald – che il regista non osserva durante la loro attività sulla pista del circo, ma sempre nei dietro le quinte, nella loro intimità. Freaks è un documentario che parla di un universo parallelo che il mondo dei normali nasconde per vergogna, e che permette a Browning di esprimere alcune sue opinioni, come la misoginia: la donna normale, che incarna la bellezza per antonomasia, e che è all’opposto dei freak, non può che essere un mostro ella stessa, in una sorta di conferma della teoria degli opposti che coincidono. Ma mentre il regista prova per i mostri reali pietà e comprensione, per il mostro donna la sua unica emozione è quella del disprezzo.

Freaks viene dimenticato, e solo dopo la seconda guerra mondiale il produttore e regista di B-Movie Dwain Esper tenta di riproporlo con nuovi titoli (“Nature’s Mistake”, “The Monsters Show” e “Forbidden Love”), una nuova introduzione in cui racconta come la storia dell’umanità sia piena di individui deformi veri o inventanti (il Calibano di Shakespeare o il Frankenstein di Mary Shelley) e nuovi slogan per il lancio come “Le sorelle siamesi fanno l’amore?” o “Qual è il sesso dell’androgino?”. Il tutto concluso con la tranquillizzante affermazione che fortunatamente la scienza moderna avrebbe presto eliminato simili errori della natura.

Queste aberranti e perverse modifiche non cambiano la sorte del film originale, che viene riproposto al pubblico nel 1962 durante il Festival di Cannes e quindi alla mostra del cinema di Venezia nel 1967. Solo dopo una proiezione a Parigi nel 1969 finalmente la critica lo definisce un capolavoro.

Ma per Tod Browning è troppo tardi: il regista è ormai morto, dimenticato da tutti. Dopo Freaks realizza ancora alcune produzioni minori per poi ritirarsi a Malibu lontano da tutti, tanto che alla morte del fratello nel 1959 partecipa al funerale in una stanza privata e separata, non lasciandosi avvicinare neppure dai familiari. Viene trovato morto nel bagno della sua abitazione il 6 ottobre 1962.

Galleria fotografica
I mostri di Tod Browning - immagine 1
I mostri di Tod Browning - immagine 2
I mostri di Tod Browning - immagine 3
I mostri di Tod Browning - immagine 4
I mostri di Tod Browning - immagine 5
I mostri di Tod Browning - immagine 6
I mostri di Tod Browning - immagine 7
Hollywood Confidential
La rinascita di Georgina, l’ex moglie di Weinstein
La rinascita di Georgina, l’ex moglie di Weinstein
Dopo lo scandalo si è autoinflitta mesi di silenzio e terapie, ma ora è pronta a riprendersi un posto di rilievo nel mondo della moda, grazie anche al potente aiuto di Anna Wintour. Al suo fianco avvistato l’attore Adrien Brody
Dietro le quinte dei “The Sussex”
Dietro le quinte dei “The Sussex”
A Hollywood, una squadra di abili professionisti lavora da tempo per pianificare la strada alla nuova vita di Harry e Meghan: secondo gli esperti, se gestiti bene sono una vera macchina da soldi
L’ultimo mistero di Marilyn: la scatola numero 39
L’ultimo mistero di Marilyn: la scatola numero 39
Negli archivi dell’Ucla, in California, una misteriosa scatola di documenti di Marilyn Monroe potrà essere aperta solo nel 2039. Apparteneve al dottor Greenson, lo psichiatra di Marilyn, e potrebbe provare che la diva è stata uccisa
La principessa dal sangue bollente
La principessa dal sangue bollente
Algida nell’aspetto quanto probabilmente passionale nei rapporti, Grace Kelly divenne celebre già dai suoi primi film e intrattenne numerose relazioni, quasi sempre con uomini più anziani. Fino a quando conobbe Ranieri di Monaco
Quando Hollywood non era bigotta
Quando Hollywood non era bigotta
Dorothy Burgess, scomparsa 54enne il 21 agosto 1961, è stata una delle attrici degli anni Trenta che interpretarono senza pudore ruoli di donne emancipate e libere sessualmente in commedie frizzanti. Ma il codice Hays cancellò tutto…
Dreyer, uno dei più grandi registi della storia
Dreyer, uno dei più grandi registi della storia
Autore dimenticato di film austeri dal ritmo maestoso, il regista danese Carl Theodor Dreyer parla di donne e innocenti, di repressione e intolleranza, di ineluttabilità del destino e di morte, del potere del male nella vita terrena
L’uomo che inventò Hollywood
L’uomo che inventò Hollywood
Irving Thalberg è sicuramente uno dei nomi più importanti della cinematografia statunitense. Ha trasformato il modo di lavorare dei primi anni del muto in una colossale macchina da soldi, con film apprezzati dal pubblico di tutto il mondo
Lucille Ricksen, la “star” bambina
Lucille Ricksen, la “star” bambina
Nell’epoca del muto gli attori bambini non erano tutelati, e spesso sfruttati dai genitori per produrre denaro. La piccola Lucille dimostra più anni di quelli che ha e diventa presto una attrice molto apprezzata dal pubblico maschile
Florence Lawrence, la prima diva di Hollywood
Florence Lawrence, la prima diva di Hollywood
Nata in Canada, inizia a recitare giovanissima con la madre attrice di vaudeville. Diventa famosa come “The Biograph Girl” negli anni Dieci del Novecento ma la sua celebrità inizia a declinare presto, con l’avvento del sonoro
Robert e Bonnie Lee, mistero a Hollywood
Robert e Bonnie Lee, mistero a Hollywood
L’attore diventato celebre per il personaggio di Tony Baretta sposa una donna molto più giovane di lui, già condannata per stalking e truffa nei confronti di personaggi famosi. E quando lei muore assassinata di fronte a un ristorante…