Judy Garland, la diva adolescente

| Dopo gli esordi sul palco del teatro gestito dal padre, l’attrice conosce la fama grazie alla sua interpretazione ne “Il mago di Oz”. Tormentata dalla dipendenza di droghe e alcool, muore a soli 47 anni dopo aver avuto 5 mariti e 3 figli

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Di Marco Belletti
Frances Ethel Gumm nasce il 10 giugno 1922 a Grand Rapids, Minnesota, dalla 29enne Ethel Marion Milne e dal 36enne Francis Avent, detto Frank: una coppia di artisti (che gestiscono un cinema di vaudeville) di origine ebraica con antenati irlandesi, inglesi, scozzesi addirittura ugonotti francesi. “Baby” – come viene chiamata la piccola Frances dai genitori e dalle sorelle maggiori – ha lo stesso talento dei familiari per il canto e la danza e inizia presto a esibirsi: ha solo due anni quando durante uno spettacolo natalizio nel cinema del padre canta “Jingle Bells” in coro con le sorelle Mary Jane “Suzy” e Dorothy Virginia “Jimmie”. Le tre ragazzine si esibiscono sul palco accompagnate al pianoforte dalla madre fino al giugno del 1926, quando i Gumm si trasferiscono a Lancaster, in California, per sfuggire alle accuse di omosessualità nei confronti del padre. Frank acquista e gestisce un altro teatro e la moglie cerca di fare entrare le figlie nel mondo del cinema.

Nel 1934 le tre ragazzine si mettono in evidenza con il nome d’arte di “Garland Sisters” e l’anno successivo Frances – che nel frattempo ha scelto lo pseudonimo di Judy Garland – viene scritturata dalla “MGM”, ma gli studios non sanno che ruoli affidarle: a 13 anni è troppo vecchia per diventare una star nei film per bambini, ma troppo giovane per ruoli da adulta. Quasi subito le viene però offerta la possibilità di recitare al fianco di Mickey Rooney nella serie di successo dedicata al personaggio di Andy Hardy.

Nonostante le capacità canore e quelle interpretative, è l’aspetto fisico di Judy a mettere in difficoltà la MGM: è alta 151 centimetri e il suo aspetto non incarna i personaggi “glamour” allora richiesti alle attrici. E quanto affermato dal capo della MGM Louis Mayer, che la definisce la sua “piccola gobba”, ha un effetto negativo sull’autostima della ragazza: quasi certamente è allora che Judy Garland inizia a fare uso di droghe e bere alcolici.

Il 16 novembre 1935, mentre si sta preparando per una esibizione canora, Judy viene a sapere che suo padre è stato ricoverato in ospedale per una meningite: Frank Gumm muore la mattina dopo a 49 anni.

La MGM cerca di trovare la giusta immagine per la ragazza, fotografandola e vestendola con abiti semplici per crearle il look da “ragazza della porta accanto”. Inoltre, Judy è costretta a coprire i denti con tappi rimovibili mentre le vengono inseriti dei dischi di gomma nel naso per rimodellarglielo. Solo nel 1943, quando ha 21 anni, sul set di “Incontriamoci a Saint Louis” la Garland incontra Dotty Ponedel, truccatrice della MGM, che per prima elimina dischi e tappi e diventa consulente di fiducia per il look dell’attrice, ridandole fiducia.

Nel 1938 Louis Mayer si vede proporre Judy Garland dai produttori Arthur Freed e Mervyn LeRoy per il ruolo di Dorothy ne “Il mago di Oz”. Il boss della MGM accoglie la richiesta, ma soltanto dopo non essere riuscito a convincere Shirley Temple e Deanna Durbin ad accettare.

Le riprese iniziano nell’ottobre del 1938 e terminano a marzo 1939: il film consacra definitivamente Judy Garland (che all’uscita in sala del film ha 17 anni) e pur ricevendo il plauso dei critici e aggiudicandosi due premi Oscar, non ha un grande successo in quanto poco apprezzato dal pubblico di bambini a cui è rivolta. Solo nelle successive riedizioni la pellicola diventerà un classico.

Il mago di Oz è l’ultimo film da ragazza per la Garland, che dal 1940 inizia a interpretare ruoli adulti confermandosi diva di spicco della MGM. Si fidanza con il musicista David Rose che sposa nel 1941, ma la coppia si separa un anno e mezzo dopo. Durante le riprese dello stesso film in cui incontra la truccatrice Ponedel, Judy inizia una relazione con il regista Vincente Minnelli, di quasi 20 anni più vecchio di lei: i due si sposano nel 1945 e il 12 marzo 1946 nasce la figlia Liza, a sua volta cantante e attrice.

Nel 1947, mentre recita ne “Il pirata”, Judy Garland manifesta i sintomi di un esaurimento nervoso e viene ricoverata in una casa di cura. L’attrice riesce a completare le riprese, ma a luglio tenta per la prima volta di togliersi la vita procurandosi piccoli tagli ai polsi utilizzando un vetro rotto. Torna così a essere ricoverata all’Austen Riggs Center, un ospedale psichiatrico di Stockbridge, in Massachusetts. Il pirata viene distribuito nelle sale a maggio del 1948 e per la prima volta da Il mago di Oz un film interpretato dalla Garland è un insuccesso al botteghino, in buona parte per il forte aumento dei costi provocato dai ritardi e dalle assenze della Garland durante la malattia.

Nonostante il clamore del successivo “Ti amavo senza saperlo”, la lunga crisi personale dell’attrice è ormai iniziata, segnata dal consumo di droghe e di alcool, con periodici ricoveri in ospedali psichiatrici e cure dimagranti. Spesso è costretta ad abbandonare le riprese senza riuscire a ultimarle: sul set di “I Barkleys di Broadway” del 1949 viene sostituita da Ginger Rogers, in “Anna prendi il fucile” del 1950 da Betty Hutton, in “Sua altezza si sposa” del 1951 da Jane Powell. Dopo due nuovi tentativi di suicidio, la MGM rompe il contratto con la Garland, che nel 1951 divorzia da Minnelli e l’anno dopo sposa Sid Luft, protagonista dello show business di Hollywood, dal quale ha due figli: Lorna, futura attrice e cantante, e Joey.

Nonostante smetta praticamente di recitare nei film, Judy Garland mantiene una certa fama grazie alle frequenti apparizioni televisive e ai concerti in tour. Torna protagonista a Hollywood nel 1954 grazie alla sua ultima, grande interpretazione in “È nata una stella” di George Cukor. Il film ottiene un enorme successo di critica ma l’apprezzamento del pubblico è inferiore alle aspettative. Inoltre, considerata sicura dominatrice nella notte degli Oscar, l’attrice vede la statuetta per la miglior interpretazione femminile andare a Grace Kelly per “La ragazza di campagna”.

A parte qualche film minore, la Garland continua a riscuotere trionfi in televisione e nei concerti dal vivo, tra i quali la memorabile esibizione alla Carnegie Hall il 23 aprile 1961, da cui viene tratto un doppio album dal vivo che vince 4 Grammy Award. 

Recita ancora nel 1967 in “La valle delle bambole” ma una volta di più viene licenziata durante le riprese. Nel 1963 divorzia da Luft, e due anni dopo sposa il tour promoter Mark Herron, da cui si separa dopo sei mesi per diventare moglie, nel marzo 1969, del manager di nightclub Mickey Deans.

Dopo un’ultima esibizione a Copenaghen, Judy Garland viene trovata morta dal marito nel bagno della casa presa in affitto in Cadogan Lane (Belgravia, Londra) uccisa da un’overdose accidentale di barbiturici. È il 22 giugno 1969: l’attrice ha compiuto 47 anni da meno di due settimane.

Il medico che effettua l’autopsia dichiara che se non avesse ingerito per sbaglio una forte quantità di sedativi, Judy Garland sarebbe morta comunque in breve tempo, vista la grave forma di cirrosi epatica di cui soffriva.

Dopo che il corpo della Garland viene imbalsamato, Deans ne porta i resti a New York, dove il 26 giugno circa 20 mila persone fanno la fila alla “Frank Campbell Funeral Chapel” di Manhattan, rimasta aperta tutta la notte per permettere ai tanti fan di salutare per l’ultima volta la piccola Dorothy diventata donna.

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