La rinascita di Georgina, l’ex moglie di Weinstein

| Dopo lo scandalo si è autoinflitta mesi di silenzio e terapie, ma ora è pronta a riprendersi un posto di rilievo nel mondo della moda, grazie anche al potente aiuto di Anna Wintour. Al suo fianco avvistato l’attore Adrien Brody

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Mentre dietro le spalle di Harvey Weinstein, il suo ingombrante ex marito, si chiudevano le sbarre probabilmente per qualche decennio, sulla scena del jet-set internazionale tornava con prepotenza la figura di Georgina Chapman, la sua bellissima e ricchissima ex moglie. 

Dal giorno in cui lo scandalo che porta l’infamante nome del padre dei suoi due figli è esploso, Georgina è scomparsa dai radar: la figuraccia per il cesto di corna accertato perfino dalla giustizia americana, e il dubbio che non potesse non sapere, le hanno suggerito mesi e mesi di basso profilo. L’ultima dichiarazione ufficiale recitava: “Mi si spezza il cuore per tutte le donne che hanno sofferto tremendamente a causa di queste azioni imperdonabili. Ho scelto di lasciare mio marito”.

Da quel momento è stato l’oblio: “Temeva di uscire di casa perché qualsiasi cosa facesse sarebbe potuta sembrare irrispettosa per le vittime di Harvey. Si è anche sottoposta a sedute di psicanalisi e terapie per superare lo shock e la vergogna”.

Ma ora, Georgina – che l’aria della mogliettina tradita e distrutta non l’ha mai neanche accennata – si riaffaccia alla vita, pare trovando consolazione fra le braccia dell’attore Adrien Brody, mentre la potente Anna Wintour sarebbe pronta ad aiutarla a salvare la sua carriera di imprenditrice a capo della maison “Marchesa”. Qualche mese fa, Georgina ha rilasciato un’intervista a “Vogue”, tentando di mettere un po’ di distanza tra lei e Weinstein: “C’era una parte di me che era terribilmente ingenua. Ho momenti di rabbia, di confusione, di incredulità. E ho momenti in cui piango per i miei figli. Come sarà la loro vita? Cosa dirà loro la gente? Non ho mai saputo nulla, e questo è ciò che rende tutto incredibilmente doloroso, perché vivevo quello che pensavo fosse un matrimonio molto felice”.

Secondo alcuni amici, Georgina, 43 anni, “non vuole essere considerata una vittima: questo diritto lo lascia alle donne che hanno subito le angherie sessuali del suo ex marito”.

Al “Bedford 234”, un ristorante dell’omonimo comune nella contea di New York dove vivono star come Michael Douglas, Catherine Zeta-Jones e Ryan Reynolds, e dove la stessa Georgina lo scorso anno ha acquistato una tenuta grazie ai 15 milioni di dollari del divorzio, Weinstein era cliente fisso: spesso in questi mesi ha incontrato lì l’ex moglie e i loro figli Dashiell, 6 anni, e India, di 9. Il proprietario, Kyle O’Connor, ricorda bene i pranzi della famiglia Weinstein: “Entrava prima la sua famiglia e ordinavano, lui si univa mezz’ora dopo. Ma era una presenza ingombrante: gli altri clienti intorno a lui sparivano, metteva tutti a disagio. Siamo stati costretti a chiedergli di non tornare”.

Harvey e Georgina si erano conosciuti nel 2004 ad una festa: qualche mese dopo lei ha ottenuto un piccolo ruolo in “Factory Girl”, film prodotto dalla Miramax. La madre di Georgina, Caroline Wonfor, ex dirigente del Reader’s Digest, e suo padre Brian Chapman, multimilionario che ha fondato il marchio di caffè “Percol”, nutrivano forti dubbi all’idea che loro figlia uscisse con Weinstein, già noto nel mondo del cinema come un bullo, e per di più molto più vecchio di lei. Ma i due finirono sull’altare, accompagnati da un tripudio di star di Hollywood.

Georgina aveva seguito un corso di moda al “Chelsea College of Art and Design”, e nel 2004 insieme alla sua migliore amica Keren Craig hanno affittato un atelier per realizzare le proprie collezioni. In breve tempo, una serie di fortunati incontri hanno fatto il resto: segnalate caldamente da Swarovski, le due hanno incontrato la stilista hollywoodiana Rachel Zoe e la fondatrice di Jimmy Choo, Tamara Mellon, che hanno dispensato consigli utili per arrivare a vestire le star sui red carpet, il sogno di tutte e due.

Nel novembre 2004 Renee Zellweger ha indossato un abito di Marchesa alla prima inglese di “Bridget Jones: The Edge of Reason”. E la Zellweger non ha fatto mancare il proprio appoggio: “Quest’abito è di una nuova stilista britannica, Marchesa. È interamente ricamato a mano, lo adoro”. Anche Cate Blanchett indossava un Marchesa alla premiere romana di “The Aviator”, mentre Nicole Kidman, Penelope Cruz e Diane Kruger hanno impreziosito i red carpet con i suoi abiti. Dopo l’infilata di star, il grande magazzino “Neiman Marcus” si è offerto di ospitare le creazioni di Marchesa, e Georgina si è trasferita a New York. La velocità con cui il brand ha avuto successo ha però sollevato qualche dubbio: nel 2006, il “Los Angeles Times” ha pubblicato un articolo intitolato “The Harvey Factor?”, in cui raccontava che la concorrenza si lamentava sonoramente per i vestiti di Marchesa finiti sul red carpet perché le star, i loro agenti, i manager e gli avvocati, avevano bisogno di compiacere il potente Harvey Weinstein. Non tutte le attrici, tuttavia, hanno accettato gli abiti della moglie di Weinstein: Jessica Chastain ricorda che le è stato chiesto di indossare un Marchesa nel 2014, alla premiere “The Disappearance Of Eleanor Rigby”, ma lei ha rifiutato, optando per Versace: Weinstein gliel’avrebbe pesantemente rinfacciato tempo dopo. 

In tanti pensavano che Georgina avrebbe potuto testimoniare al processo, ma lei ha scelto di starne fuori. Gli avvocati di Weinstein l’hanno citata nel tentativo di dipingere un quadretto di “famiglia unita malgrado il divorzio, per il bene dei bambini”. Ma le amiche di Georgina dicono che i rapporti tra loro sono tutt’altro che idilliaci, in compenso “è molto felice al fianco di Adrien, diventato un elemento positivo nella nuova vita che sta ricostruendo”. La storia è iniziata dopo l’incontro al lancio della linea di costumi da bagno di Helena Christensen lo scorso aprile. Qualche giorno dopo i due sono stati avvistati mentre cenavano insieme a New York.

L’estate scorsa, la co-fondatrice di Marchesa Keren Craig ha lasciato l’azienda: secondo il “New York Post”, senza Keren il marchio non sarebbe durato due minuti. Ma Georgina non si è arresa e il suo brand è ancora oggi presente negli stessi punti vendita di prima. L’azienda non svela i dati relativi alle vendite o ai profitti, ma i suoi collaboratori sostengono che gli affari “stanno andando bene” e molti nel settore fanno i migliori auguri a Georgina. Un pubblicitario che ha chiesto l’anonimato, ha commentato: “Georgina è una sopravvissuta: se ha saputo sopravvivere ad Harvey, può sopravvivere a tutto”.

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