La strana morte di Brittany e Simon

| Un’attrice di successo muore improvvisamente nella sua villa hollywoodiana e le cause di morte sono poco chiare. La situazione si complica quando anche il marito muore per gli stessi misteriosi motivi meno di cinque mesi dopo

+ Miei preferiti
Di Marco Belletti
Domenica 20 dicembre 2009 si diffonde rapidamente una notizia che a molti sembra incredibile: Brittany Murphy – l’attrice 32enne molto apprezzata per “Ragazze a Beverly Hills”, “8 Mile” e “Le ragazze dei quartieri alti” – è morta all’improvviso. Secondo le prime notizie trapelate e diffuse dall’Associated Press, si sarebbe sentita male nella sua casa da 4 milioni di dollari in Rising Glen Road, a West Hollywood (acquistata da Britney Spears), per poi essere dichiarata morta alle 10:04 del mattino dai medici del Cedars-Sinai Medical Center, dove è stata portata d’urgenza. Sarebbe stata una morte naturale, almeno a sentire la rivelazione ai media di un medico legale di Los Angeles.

L’indiscrezione è confermata il 4 febbraio 2010 da un rapporto aggiornato del coroner che ha eseguito l’autopsia sul corpo dell’attrice: il documento contiene la spiegazione che concause della morte sarebbero la forte anemia e i farmaci prescritti che assumeva. In ogni caso, Brittany Murphy sarebbe morta di polmonite.

Brittany Anne Bertolotti nasce ad Atlanta il 10 novembre 1977 ma diventa famosa con il cognome della madre, Murphy appunto. I genitori – il padre Angelo ha origini italiane mentre la madre Sharon ha ascendenze irlandesi ed est-europee – si separano quando la figlia ha due anni e Brittany va a vivere con la mamma a Edison, nel New Jersey, cambiando quasi subito il cognome in Murphy. In seguito le due donne si trasferiscono a Burbank, in California, a nove anni la bambina partecipa come cantante al musical “Les Misérables” e a 13 è già affiancata da un manager che gestisce le sue performance canore.

Il primo ingaggio a Hollywood arriva quando Brittany ha 14 anni: nel 1991 è protagonista della serie TV “Un professore alle elementari” e nello stesso periodo diventa la leader della band “Blessed Soul”. Da quel momento il suo successo è inarrestabile, con partecipazioni a numerosi film di successo, apparizioni in televisione e doppiaggi di cartoni animati.

La sua vita privata è scandagliata a fondo dalle testate gossip di Hollywood: le repentine perdite di peso e le diverse trasformazioni fisiche dell’attrice negli anni fanno avanzare diverse ipotesi e congetture sui giornali scandalistici, tra cui una dipendenza da cocaina e disordini alimentari. Brittany contesta violentemente i pettegolezzi, dichiarando sempre che si tratta di falsità. A 29 anni, il 12 aprile 2007, Murphy sposa lo sceneggiatore Simon Monjack, con il quale va a vivere nella grande villa acquistata dalla Spears, fino alla morte.

Nel novembre 2009 l’attrice si reca a San Juan in Portorico, per girare il film “The Caller”, accompagnata dal marito e dalla madre, ma quasi subito viene licenziata dalla produzione, sembra per via del marito Monjack, che si aggira sul set ubriaco disturbando le riprese. In ogni caso i tre restano sull’isola per trascorrere un periodo di vacanze: Simon e la suocera contraggono un’infezione da stafilococco e appena possibile tornano a casa. Sembra che sul volo verso Los Angeles l’uomo abbia accusato un malore e Brittany sia stata costretta a praticargli una rianimazione cardiopolmonare, mentre lui teme di essere stato colpito da un leggero infarto.

Tornati a casa, anche l’attrice contrae l’infezione da stafilococco, piuttosto duramente. A metà dicembre ha un attacco di laringite e una forte anemia: per un mese e mezzo spera di poter superare la crisi senza cure mediche ma alla fine desiste e venerdì 18 dicembre telefona al suo medico, fissando un appuntamento per il lunedì successivo. Ma non farà in tempo: muore quella domenica.

Nel periodo tra novembre e dicembre, nonostante i suoi gravi disturbi l’attrice si prende cura della madre – che dopo essere sopravvissuta a un cancro al seno è stata colpita da una neuropatia periferica provocata dai farmaci che è costretta a prendere – e cerca anche di aiutare il marito, colpito da frequenti crisi epilettiche e violente apnee notturne.

Praticamente rinchiusa in casa a combattere l’infezione e l’anemia, Brittany Murphy trascorre molto tempo a provare cosmetici e profumi, tentando di mantenere il suo corpo in forma per il ritorno al lavoro, che spera avvenga presto.

A questo proposito, l’amico Alex Block, giornalista dell’Hollywood Reporter, scrive che Brittany gli aveva confidato di un nuovo inizio a New York, dove il marito Monjack avrebbe potuto trovare lavoro come sceneggiatore e regista e lei dedicarsi al cinema indipendente.

Purtroppo però il sabato sera la situazione precipita: “La corrente elettrica – scrive Block – continua a saltare e il generatore di riserva si guasta, tanto che in seguito a un lungo blackout alle tre di mattina tutti sono costretti a usare delle candele”, un incidente che manda in paranoia l’attrice in quanto molto pericoloso per via della macchina dell’ossigeno utilizzata da Simon per alleviare le apnee, gli attacchi d’asma e le frequenti crisi respiratorie.

Secondo il giornalista, la Murphy la notte della sua morte ansima per la mancanza di fiato, ha le labbra viola per l’assenza di ossigeno nel corpo e ha i polmoni pieni di liquido. “Ha preso – prosegue Block – l’antibiotico Biaxin, pillole per l’emicrania, medicinali per la tosse, uno spray nasale da banco, un farmaco antidepressivo (la fluoxetina, in pratica del Prozac), un farmaco antiepilettico (Klonopin), un antinfiammatorio (Metilprednisolone), un betabloccante consigliatole dal marito e del Vicoprofene per alleviare il dolore del ciclo”.

Sembra che dopo essere caduta a terra, l’attrice abbia sussurrato alla madre: “Sto morendo, ti voglio bene mamma”. La donna a quel punto chiama il 911, ma è troppo tardi.

Dopo la perdita della moglie, Simon Monjack dichiara che Brittany è morta di crepacuore per come è stata trattata dallo star system hollywoodiano. E l’uomo continua a puntare il dito contro l’industria cinematografica californiana per cinque mesi, fino al 23 maggio 2010 quando, a 39 anni, muore anch’egli nella stessa camera della moglie, e anche lui per polmonite e anemia.

Anche nel suo caso è Sharon Murphy a chiamare i soccorsi, che lo trovano incosciente nella camera da letto intorno alle 21:20. Monjack viene dichiarato morto alle 21:45 e la causa viene identificata in un infarto miocardico. Nel seguente rapporto del medico legale come cause della morte sono indicate le stesse della moglie e pertanto le indagini degli inquirenti valutano la possibilità che a uccidere i due coniugi sia stata una particolare muffa che infesta l’abitazione. Tuttavia, non sono stati trovati riscontri a tale ipotesi. Le spoglie di Monjack vengono tumulate accanto a quelle della Murphy nel cimitero di “Forest Lawn” a Hollywood Hills.

Appena dopo la sepoltura del genero, la madre di Brittany dichiara pubblicamente che – come per la morte di sua figlia – i medici hanno escluso anche per Simon qualsiasi responsabilità di droghe o barbiturici, in quanto nei loro corpi non c’è traccia di overdose di stupefacenti.

A complicare la situazione si fa vivo Angelo Bertolotti, il padre di Brittany che nel novembre 2013 confida a un giornalista di essere sicuro che la figlia sia stata avvelenata e di aver personalmente ordinato esami tossicologici dai quale sarebbe emersa la presenza nel corpo della figlia di 10 metalli pesanti.

L’affermazione di Bertolotti scatena l’ira della ex moglie che in una lettera aperta a “The Hollywood Reporter” replica che le sue affermazioni “sono basate su prove inconsistenti e sono un insulto per ciò che è realmente accaduto”. Dopo la dichiarazione che un campione di capelli sia inaffidabile, Sharon Murphy prosegue spiegando che “era la mia bambina e siamo rimasti insieme per tutta la vita, ora devo difenderla: le bugie del padre non saranno più tollerate”.

Sono numerose le indagini giornalistiche che hanno cercato negli anni di scoprire la verità sulle morti di Brittany e Simon Monjack, ma invece di chiarire la situazione non hanno fatto altro che renderla ancora più oscura, sollevando nuovi interrogativi che ancora oggi restano senza risposta.

Galleria fotografica
La strana morte di Brittany e Simon - immagine 1
La strana morte di Brittany e Simon - immagine 2
La strana morte di Brittany e Simon - immagine 3
La strana morte di Brittany e Simon - immagine 4
La strana morte di Brittany e Simon - immagine 5
Hollywood Confidential
Sesso, cinema e dollari: la saga di Charlotte Kirk
Sesso, cinema e dollari: la saga di Charlotte Kirk
Da semplice storia di amanti segrete tenute in silenzio grazie ad accordi e denaro, ad una rete di ricatti, corruzione ed estorsione che mettendo a dura prova Hollywood
Judy Garland, la diva adolescente
Judy Garland, la diva adolescente
Dopo gli esordi sul palco del teatro gestito dal padre, l’attrice conosce la fama grazie alla sua interpretazione ne “Il mago di Oz”. Tormentata dalla dipendenza di droghe e alcool, muore a soli 47 anni dopo aver avuto 5 mariti e 3 figli
La rinascita di Georgina, l’ex moglie di Weinstein
La rinascita di Georgina, l’ex moglie di Weinstein
Dopo lo scandalo si è autoinflitta mesi di silenzio e terapie, ma ora è pronta a riprendersi un posto di rilievo nel mondo della moda, grazie anche al potente aiuto di Anna Wintour. Al suo fianco avvistato l’attore Adrien Brody
Dietro le quinte dei “The Sussex”
Dietro le quinte dei “The Sussex”
A Hollywood, una squadra di abili professionisti lavora da tempo per pianificare la strada alla nuova vita di Harry e Meghan: secondo gli esperti, se gestiti bene sono una vera macchina da soldi
L’ultimo mistero di Marilyn: la scatola numero 39
L’ultimo mistero di Marilyn: la scatola numero 39
Negli archivi dell’Ucla, in California, una misteriosa scatola di documenti di Marilyn Monroe potrà essere aperta solo nel 2039. Apparteneve al dottor Greenson, lo psichiatra di Marilyn, e potrebbe provare che la diva è stata uccisa
La principessa dal sangue bollente
La principessa dal sangue bollente
Algida nell’aspetto quanto probabilmente passionale nei rapporti, Grace Kelly divenne celebre già dai suoi primi film e intrattenne numerose relazioni, quasi sempre con uomini più anziani. Fino a quando conobbe Ranieri di Monaco
Quando Hollywood non era bigotta
Quando Hollywood non era bigotta
Dorothy Burgess, scomparsa 54enne il 21 agosto 1961, è stata una delle attrici degli anni Trenta che interpretarono senza pudore ruoli di donne emancipate e libere sessualmente in commedie frizzanti. Ma il codice Hays cancellò tutto…
Gene Tierney, la diva tormentata
Gene Tierney, la diva tormentata
All’apparenza destinata a una lunga carriera a Hollywood, dopo la nascita della prima figlia fortemente disabile e alcune sfortunate relazioni sentimentali, l’attrice sprofonda in una malattia mentale che la segna per il resto della vita
Lo schianto fatale della pin-up Eve Meyer
Lo schianto fatale della pin-up Eve Meyer
Di una bellezza procace, la giovane modella diventa playmate nel giugno 1955 e inizia una breve carriera cinematografica con il marito regista. Diventata produttrice, muore a Tenerife nel più grave incidente aereo della storia
Dreyer, uno dei più grandi registi della storia
Dreyer, uno dei più grandi registi della storia
Autore dimenticato di film austeri dal ritmo maestoso, il regista danese Carl Theodor Dreyer parla di donne e innocenti, di repressione e intolleranza, di ineluttabilità del destino e di morte, del potere del male nella vita terrena