Lucille Ricksen, la “star” bambina

| Nell’epoca del muto gli attori bambini non erano tutelati, e spesso sfruttati dai genitori per produrre denaro. La piccola Lucille dimostra più anni di quelli che ha e diventa presto una attrice molto apprezzata dal pubblico maschile

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Di Marco Belletti
Quando muore, la lista di film in cui Lucille Ricksen ha recitato è già molto lunga, nonostante la sua giovane età. Oltre trenta pellicole con partner importanti come Jack Pickford (il fratello minore della ben più celebre Mary, sempre pronto a partecipare a festini), Sydney Chaplin (il fratello di un altro famoso attore, anche lui impegnato a far festa), William Haines (futuro decoratore d’interni di Joan Crawford) e Marshall Neilan, nome oggi dimenticato di un attore, regista, sceneggiatore e produttore con una carriera di primo piano, uno dei più pagati degli anni Venti.

Il vero nome di Lucille è Ingeborg Myrtle Elisabeth Ericksen e nasce il 22 agosto 1910 a Chicago da genitori immigrati dalla Svezia. Fin da bambina è molto avvenente, con riccioli biondi e occhi scuri: inizia a fare la modella a quattro anni e già l’anno successivo interpreta il suo primo ruolo in un film sulla scomparsa di una bambina che avrebbe ereditato, e dopo numerose peripezie tutto si conclude per il meglio. Nel film, la piccola attrice viene accreditata come “baby Erickson”. Diventa celebre una foto di quel periodo in cui la bimba – che appare già più grande della sua età – posa nuda in piedi davanti a una finestra, con la luce del sole sulle spalle nude, un’espressione angelica sul viso, ricoperta solo di un velatissimo pizzo.

La carriera della bambina decolla in modo inversamente proporzionale al matrimonio dei genitori, che si separano. Quando la ragazza ha dieci anni, la madre si trasferisce con i figli (oltre a Ingeborg anche il fratello maggiore 13enne Marshall) a Hollywood, chiamata da Samuel Goldwyn, che vuole la giovane attrice in una serie di cortometraggi. Ben presto Ingeborg diventa Lucille Ricksen, recita al fianco di attori conosciuti e viene definita dai giornali una “bionda capricciosa”.

All’apparenza Lucille è una bambina felice anche se l’infanzia che vive non è quella che si dovrebbe avere alla sua età: i sui amici hanno due o tre volte i suoi anni, i suoi giochi sono gli oggetti di scena dei film in cui recita e non ha mai tempo per giocare davvero, solo per recitare. Tra l’altro è l’unica fonte di sostentamento per madre e fratello (che recita senza successo solo in qualche film) e probabilmente patisce molto la pressione.

È in questo periodo che inizia a interpretare parti sempre più mature in film con temi per adulti, tanto da venire presto definita “la più giovane protagonista sullo schermo”, quando probabilmente non comprende neanche le trame in cui recita. Opportunamente truccata, Lucille sembra molto più vecchia: a 12 anni viene fotografata con un rossetto rosso scuro e un pesante trucco sugli occhi, per renderla appetibile al pubblico maschile da un punto di vista meramente sessuale. Quando ha 13 anni, gli studios affermano che ne ha tre o quattro in più. Le regole per tutelare gli attori bambini ancora non sono state stabilite e probabilmente la madre è interessata più al denaro che al benessere della figlia. Così Lucille recita nel ruolo di una flapper (donne disinibite dalla sessualità disinvolta e libera che violano le norme sociali e la morale del tempo) quando ha solo 12 anni e inizia a lavorare a più film contemporaneamente. Firma un contratto triennale con il produttore e regista Thomas Ince, che sarebbe poi morto sullo yacht di William Randolph Hearst, forse ucciso per sbaglio al posto di Charlie Chaplin.

Lucille lavora duramente in un film dopo l’altro con molte tournée, molte promozioni e poco riposo, perennemente in viaggio senza tuttavia mai comportarsi come iniziavano a fare le prime star viziate di allora.

La stampa parla con entusiasmo di questa sedicenne (che in realtà di anni ne ha solo 12) e la definisce la nuova protagonista di Hollywood, dal brillante futuro. Nel 1923 recita con Sydney Chaplin, allora trentottenne, noto per le sue sbornie con attrici molto più giovani e i giornali sostengono che i due siano sposati o almeno legati sentimentalmente.

Nel 1924 – poco prima di compiere 14 anni – Lucille interpreta il ruolo di una donna coinvolta in un triangolo amoroso con il “solito” Sidney Chaplin e con Conrad Nagel, che ha 27 anni più di lei, con esplicite scene di baci e abbracci. I critici affermano che la sua interpretazione “è una combinazione di maturità professionale e ingenuità giovanile” e i giornali insinuano che abbia abortito un figlio di Chaplin. Nel frattempo posa in lingerie per la pubblicità del film.

Al termine di un periodo frenetico durato tre anni, Lucille si ammala: è il dicembre 1924 e la mamma mette a letto la figlia cresciuta troppo in fretta ma dal corpo minuto e smagrito, crollata sotto il peso di una carriera più grande di lei. Hollywood e il suo sistema sono messi momentaneamente (almeno questa l’intenzione) alla porta e uno dei pochi ammessi al capezzale della giovane attrice è il potente produttore Paul Bern, che porta regali a Lucille e soprattutto le paga parte delle spese mediche, mentre le altre sono coperte dalle collette fatte dal pubblico (maschile) che adora la Ricksen: in pochi giorni sono raccolti oltre 4 mila dollari.

Quando l’amica e attrice Lois Wilson le fa visita, Lucille le dice di essere tranquilla e in via di guarigione, ma nel gennaio 1925 la mancanza del denaro prodotto dalla ragazza inizia a farsi sentire e la famiglia si trasferisce in una casa più piccola, al 1743 North Gardner Street, a Hollywood, Los Angeles. Ma la situazione peggiora e il mese successivo la madre, ansiosa e preoccupata per la figlia, ha un infarto: a 45 anni muore tra le braccia di Lucille.

La salute della “più giovane protagonista sullo schermo” peggiora rapidamente e Paul Bern si presenta sempre più spesso a consolarla, parlandole della sua morte ormai imminente, di cui entrambi sono consapevoli, e della sua impossibilità di godere dei molti anni di celebrità che avrebbe meritato. Lucille entra in coma, prima di morire due settimane dopo la madre, il 13 marzo 1925 a 14 anni, uccisa dalla tubercolosi.

Dopo la morte della Ricksen i giornali si scatenano, affermando che la sua malattia è stata provocata da un mix di malnutrizione ed esaurimento nervoso, frutto di quasi 10 anni di ininterrotto e stressante lavoro. Il medico della famiglia Ricksen sostiene questa teoria: “il lavoro è stato troppo in troppo poco tempo, con il risultato di causare un completo collasso fisico e nervoso”.

La sorte della giovane attrice diventa presto monito per i genitori che hanno figli di talento, e la piccola Lucille di talento e bellezza ne aveva da vendere: chissà, se fosse sopravvissuta forse sarebbe diventata la star più luminosa di Hollywood per molti decenni…

Galleria fotografica
Lucille Ricksen, la “star” bambina - immagine 1
Lucille Ricksen, la “star” bambina - immagine 2
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