I peggiori sette mesi di Hollywood

| È il tempo trascorso da quando due testate americane hanno pubblicato le primissime accuse verso il megaproduttore Harvey Weinstein. Uno scandalo che poco dopo si sarebbe esteso a macchia d’olio in tutto il mondo, Italia compresa

+ Miei preferiti
Di Germano Longo
Harvey ai fotografi ci è abituato e non si è scomposto più di tanto, presentandosi di sua spontanea volontà al commissariato di Tribeca, Lower Manhattan. Una mossa ben congegnata dallo stuolo di legali che ha il compito di mitigare quanto più possibile una probabile condanna: quando si è diffusa la notizia che ormai la polizia considerava chiuse indagini durate mesi e mesi, e le manette erano ormai imminenti, Weinstein ha scelto di precedere tutti. Nulla di coraggioso, anzi: per l’ordinamento della giustizia americana far risparmiare denaro pubblico e fatica alle forze di polizia ha un valore concreto da scontare quando sarà ora della sentenza.

Per cominciare, Weinstein non ha dato la soddisfazione al popolo delle sue accusatrici di vederlo in manette, come sognavano da tempo, secondo, trasferito alla “Manhattan Criminal Court” è uscito immediatamente dietro una cauzione fissata in 10 mlioni di dollari, di cui uno pagabile in contanti, si è dichiarato "Non colpevole", ha consegnato il passaporto e ricevuto il braccialetto elettronico con segnale Gps.

Nelle poche immagini che lo mostrano alle 7:30 di mattina, negli istanti prima di consegnarsi alla polizia, Weinstein era sereno, anche se un po’ segnato in volto: sa bene che non poteva andare in modo diverso, dopo aver raggiunto la cifra record di 80 donne che lo accusano di violenza e molestie perpetrate impunemente per almeno trent’anni. Due, in particolare, i casi per cui andrà a processo a breve: quello di Lucia Evans, ragazzina alle prime armi che sognava il cinema e non le era parso vero, quando qualcuno nel 2004 le presenta il megaproduttore: con l’inganno di un falso provino fu costretta a subire un rapporto orale. Poi quello di Paz de la Huerta, attrice stuprata per ben due volte nel 2010: delle due, l’accusa che potrebbe costare più cara a Weinstein, che rischia l’accusa di violenza carnale di primo e terzo grado e una condanna che potrebbe arrivare a 25 anni di carcere. Considerando che anche a Los Angeles e Londra sono in corso indagini parallele, per Harvey il futuro sembra piuttosto incerto.

LA TIMELINE DEL “CASO WEINSTEIN”

5 ottobre 2017:il New York Times pubblica un’inchiesta che tira giù dal letto Hollywood: Harvey Weinstein, il re mida dei produttori cinematografici, avrebbe pagato il silenzio di almeno otto donne abusate e violentate. L’attrice Ashley Judd è fra le prima a rompere il silenzio accusandolo pubblicamente.

6 ottobre 2017:le prime reazioni allo scandalo non tardano a farsi sentire. I senatori Elizabeth Warren e Cory Booker donano in beneficienza i contributi versati da Weinstein per le loro compagne elettorali.

10 ottobre 2017:sul caso piomba anche “The New Yorker”, con un articolo firmato da Ronan Farrow, in cui si raccolgono le denunce di stupro di tre donne, fra cui l’italiana Asia Argento. Weinstein rompe per la prima volta il silenzio negando ogni accusa: si tratta di rapporti consensuali. Qualche ora dopo, il “New York Times” rincara la dose riportando le accuse di Angelina Jolie e Gwyneth Paltrow. Georgina Chapman, moglie di Weinstein, annuncia la separazione.

11 ottobre 2017:il BAFTA (British Academy of Film and Television Arts) sospende Harvey Weinsten. L’AMPAS (Academy of Motion Picture Arts and Science) si riunisce di gran corsa per considerare ricadute e conseguenze di uno scandalo che ormai nessuno può più fermare.

12 ottobre 2017:la polizia di New York e la Metro Police di Londra aprono due fascicoli d’inchiesta avviando indagini su Weinstein. Le file delle accusatrici si infoltiscono: l’attrice Rose McGowan racconta di essere stata violentata dal produttore.

13 ottobre:il regista Quentin Tarantino, probabilmente la più sensazionale scoperta artistica di Weinstein, si dichiara “straziato” dalle accuse mosse verso il produttore. 

14 ottobre 2017:sulla spinta di 100mila firme raccolte in pochi giorni, l’AMPAS espelle Harvey Weinstein. Inizia a perdere pezzi anche la sua casa di produzione: il film “The current war” esce nei cinema con notevole ritardo rispetto a quanto annunciato.

15 ottobre 2017:l’attrice Alyssa Milano getta le basi per #MeToo, un movimento che incoraggia le donne a liberarsi da eventuali violenze subite.

17 ottobre 2017:Kathleen Kennedy, presidente della “Lucasfilm”, propone di avviare una commissione “che protegga le attrici molestate da uomini meschini al potere”.

23 ottobre 2017:ben 38 donne accusano di molestie lo sceneggiatore James Toback. Attirava aspiranti attrici promettendo un futuro nel cinema e quando non riusciva ad averne la meglio, si masturbava davanti a loro.

24 ottobre 2017:il fotografo Terry Richardson apre il filone della moda: l’autore di controverse campagne spesso censurate, chiamato in causa da diverse modelle già nel 2014, viene licenziato “preventivamente” dall’editrice Condé Nast.

25 ottobre 2017:dalle locandine e dai titoli del film Wind River”, viene cancellata la “Weinstein Company”.

6 novembre 2017:il “New Yorker” esce con nuove rivelazioni: Weinstein avrebbe utilizzato diversi ex agenti del Mossad per mettere a tacere le sue vittime.

15 novembre 2017:una class-action nei confronti della Weinstein Company obbliga l’azienda a vendere alcune pellicole pronte all’uscita, come “Paddington 2”, per far fronte alle spese.

6 dicembre 2017:l’AMPAS annuncia i suoi “standard di condotta”, opponendosi a “qualsiasi forma di abuso, molestia o discriminazione fondata sul sesso, l’orientamento sessuale, la razza, l’origine etnica, la disabilità, l’età, la religione o la nazionalità”.

8 novembre 2017:accusato di molestie da diversi uomini, Kevin Spacey fa coming out. Qualche giorno dopo, il suo nome sparisce da un film che aveva appena terminato e dal cast della nuova stagione di “House of Cards”.

11 novembre 2017:l’attore George Takei, interprete di “Sulu” nella saga di “Star Trek” avrebbe abusato dell’attore Scott Brunton dopo averlo fatto bere.

12 novembre 2017: la scrittrice Jessica Teich trascina nella polvere Richard Dreyfuss: avrebbe subito un atteggiamento molesto per circa tre anni da parte dell’attore.

13 novembre 2017:un servizio de “Le Iene” tira in ballo pesantemente il nome di Fausto Brizzi. Ad accusare il regista italiano numerose ragazze con il sogno del cinema. Alcune sarebbero state abusate nel corso di finti provini.

14 novembre 2017:John Travolta avrebbe molestato sessualmente tre massaggiatori. Lui replica stizzito: “Cercano solo un po’ di pubblicità”.

21 novembre 2017:otto donne chiamano in causa Charlie Rose, storico giornalista americano volto della “CBS”.

22 novembre 2017:John Lasseter, autore e regista di alcuni recenti capolavori Disney, lascia volontariamente la “Pixar” poco prima di essere accusato da numerose ex collaboratrici.

23 novembre 2017:Lassy Nassar, ex medico della nazionale USA confessa di aver ripetutamente molestato sessualmente decine di atlete. L’accusa è più precisa: le sue vittime sarebbero ben 160 ragazzine.

29 novembre 2017:lo scandalo alza il tiro e punta dritto verso la politica. A rimetterci fra i primi è Mark Garnier, sottosegretario al commercio del governo di Theresa May, accusato da un’ex assistente di ripetute molestie sessuali.

8 dicembre 2017:Anna Gragham Hunter racconta di essere stata molestata da Dustin Hoffman: qualche giorno dopo altre donne faranno lo stesso.

11 dicembre 2017:Mario Batali, chef e socio di Joe Bastianich è chiamato in causa da quattro ex dipendenti che lo accusano di violenza.

1 gennaio 2018:diverse celebrità del mondo del cinema danno il via a #TimesUp, un’organizzazione nata per difendere le vittime delle molestie sessuali. Fra gli altri ne fanno parte Meryl Streep, Viola Davis, Reese Witherspoon, Gwyneth Paltrow, Jennifer Aniston, Stacey Snider (Fox Film), Dana Walden (Fox TV), Ava DuVernay e Oprah Winfrey.

6 gennaio 2018:quattro donne accusano di molestie il regista Paul Haggis: due rivelano di essere state violentate.

7 gennaio 2018:per tenere alta l’attenzione sui maltrattamenti subiti dalle donne di Hollywood, le attrici che intervengono alla consegna dei “Golden Globe” scelgono di vestirsi in total black.

8 gennaio 2018:l’attore James Franco, fra i primi ad appoggiare pubblicamente la nascita di #TimesUp, è accusato di molestie sessuali da diverse donne.

9 gennaio 2018:nella bufera spunta il nome di Woody Allen, accusato di violenza sessuale dalla figlia adottiva Dylan: Mira Sorvino, Chloe Sevigny e numerosi altri attori come Colin Firth, annunciando che non lavoreranno mai più con il regista newyorkese.

10 gennaio 2018:gli avvocati di Harvey Weinstein e Georgina Chapman raggiungono l’accordo di divorzio: alla moglie spettano diverse proprietà immobiliari e un appannaggio pari a 300mila dollari annui.

12 gennaio 2018:è il turno di Franco Zeffirelli, accusato da di molestie da Johnathon Schaech, nel 1993 protagonista del film “Storia di una capinera”.

13 gennaio 2018:Steven Seagal, uno dei “duri” di Hollywood, è tirato in ballo da due donne che lo accusano di violenza carnale.

14 gennaio 2018:lo scandalo travolge il mondo della moda: un gruppo di modelli, uomini e donne, accusa i fotografi delle star Mario Testino e Bruce Webber.

20 gennaio 2018:Marion Cotillard, attrice francese premio Oscar racconta di aver subito violenza e taciuto: “Avevo bisogno di lavorare”.

25 gennaio 2018:il celebre illusionista americano David Copperfield, nel 1988 avrebbe abusato di una modella adolescente che lo accusa di averla drogata e poi stuprata.

3 febbraio 2018:aveva promesso che avrebbe parlato e l’ha fatto: dopo mesi di silenzio prende la parola Uma Thurman, per raccontare di essere stata aggredita da Weinstein in un hotel di Londra.

9 febbraio 2018:Jill Messick, storica collaboratrice di Weinstein chiamata in causa da Rose McGovern, si toglie la vita.

2 marzo 2018:a Hollywood, sul marciapiede delle stelle, a poche ore dalla consegna degli Oscar compare una provocatoria statua di Weinstein in accappatoio.

11 marzo 2018:Harvey Weinsten tenta di sparire dai riflettori che lo seguono da mesi trovando rifugio e conforto in un esclusivo rehab in Arizona specializzato nella cura di qualsiasi dipendenza. Resiste poche settimane.

17 marzo 2018:John  Bailery, presidente dell’AMFA e pubblico bacchettatore delle abitudini di Weinstein, deve vedersela con tre denunce presentate da altrettante donne.

19 marzo 2018: la Weinstein Company si avvia verso la bancarotta: a lanciare un’offerta per rilevare per intero la compagnia è la società di investimenti texana “Lantern Capitals Partners”, che offre 310 milioni di dollari. Il giudice fallimentare del Delawere dà il via libera all’operazione.

4 aprile 2018:Vincent Gallo, attore ed ex amico di Asia Argento prende le distanze dall’attrice italiana: “ha raccontato quel che le era successo piena di rabbia e continuava a frequentarlo”.

23 aprile 2018:Allison Mack, coprotagonista di “Smallville”, un telefilm di successo, è accusata di aver reclutato diverse donne per trasformarle nelle schiave sessuali di un santone.

26 aprile 2018:Bill Cosby, il papà dei “Robinson”, è il primo condannato del sex scandal scatenato da Weinstein: rischia fino a 10 anni di carcere per violenze sessuali aggravate. Contro di lui oltre 60 donne, tutte drogate e stuprate.

4 maggio 2018:l’Academy caccia Bill Cosby e Roman Polansky, considerati incompatibili con l’ente a cause delle accuse di aggressione sessuale di cui sono protagonisti.

20 maggio 2018:il regista francese Luc Besson denunciato per stupro da un’attrice di 27 anni.

24 maggio 2018: è Morgan Freeman, premio Oscar nel 2005, il nome nuovo che va ad aggiungersi nell'immenso dossier del peggiore scandalo di Hollywood. Otto donne, rintracciate da una testarda cronista della CNN, lo accusano molestie, atteggiamenti, commenti e comportamenti sfacciati e allusivi.

25 maggio 2018: Harvey Weinstein si presenta spontaneamente alla “New York Police Department”.

Galleria fotografica
I peggiori sette mesi di Hollywood - immagine 1
I peggiori sette mesi di Hollywood - immagine 2
I peggiori sette mesi di Hollywood - immagine 3
Sex scandals
Il guru del premio Nobel condannato per stupro
Il guru del premio Nobel condannato per stupro
Jean-Claude Arnault, l'intellettuale-ombra del Nobel, avrebbe violentato una scrittrice nel 2011, ma altre donne lo accusano. Il premio della letteratura era stato annullato per le dimissioni dei giurati
Ghislaine Maxwell, le amicizie pericolose
Ghislaine Maxwell, le amicizie pericolose
Secondo un conoscente, la complice di Epstein avrebbe “un’assicurazione sulla vita” con migliaia di foto e video in cui ricchi e potenti si lasciano andare fra ragazzine e droghe. “Se dovesse andare a fondo, se li poterà tutti con sé”
Virginia Roberts: Ghislaine deve marcire in galera
Virginia Roberts: Ghislaine deve marcire in galera
La principale accusatrice dello scandalo che coinvolge Epstein e la Maxwell stuzzica anche il principe Andrea: “Se fossi in lui mi preoccuperei”
Epstein & Maxwell, oltre al sesso il denaro
Epstein & Maxwell, oltre al sesso il denaro
I procuratori americani stanno passando al staccio strani movimenti di grosse somme di denaro che i due si sono scambiati per anni senza alcun motivo apparente
Ghislaine Maxwell, i potenti della Terra tremano
Ghislaine Maxwell, i potenti della Terra tremano
È la donna che potrebbe rovinare per sempre o scagionare personaggi illustri finiti nello scandalo pedofilo di Jeffrey Epstein. Primo fra tutti il principe Andrea, che l’FBI vuole sentire a tutti i costi
Arrestata Ghislaine Maxwell, la «maitresse» di Epstein
Arrestata Ghislaine Maxwell, la «maitresse» di Epstein
I potenti della Terra tremano: la reclutatrice del miliardario pedofilo catturata dall’FBI nel New Hampshire. Deve rispondere di stupro e induzione alla prostituzione di minorenni
Trovato il nascondiglio di Ghislaine Maxwell
Trovato il nascondiglio di Ghislaine Maxwell
L’amante-complice di Epstein avrebbe trovato rifugio da amici a Parigi e sembra intenzionata a restare in Francia per approfittare delle leggi sull’estradizione
Altre quattro donne accusano Weistein
Altre quattro donne accusano Weistein
Sarebbero state violentate o costrette ad atti sessuali in periodi diversi nelle suite dell’ex produttore. Le quattro, che hanno richiesto l’anonimato, hanno presentato una causa comune di risarcimento danni
Tutto pronto per un nuovo processo a Weinstein
Tutto pronto per un nuovo processo a Weinstein
La procura distrettuale di Los Angeles sta avviando le procedure per l’estradizione dell’ex produttore, che deve rispondere di uno stupro avvenuto a Beverly Hills nel 2010
Un nuovo scandalo sessuale esplode in Corea del Sud
Un nuovo scandalo sessuale esplode in Corea del Sud
Decine di giovani donne sarebbero state costrette alla schiavitù sessuale su un’app di messaggistica criptata. Arrestato l’uomo che gestiva un traffico in cui fra le vittime ci sono molte minorenni