«A Weinstein resta poco da vivere»

| Gli avvocati dell’ex magnate hanno presentato un’istanza di scarcerazione su cauzione per gravissimi motivi di salute. Ma il giudice l’ha rigettata: non sta così male e se uscisse potrebbe sparire per sempre

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“Harvey Weinstein è destinato a morire in prigione a breve, se non gli verrà concessa la libertà su cauzione: è ormai quasi cieco, si muove sulla sedia a rotelle ed è costretto ogni giorno a prendere quantità enormi di farmaci per tamponare alla meno peggio i gravi problemi di cui è affetto”. Così, gli avvocati dell’ex produttore di Hollywood, che sta scontando 23 anni di condanna per stupro e violenza nel penitenziario di Wende, ad Alden, nello stato di New York, hanno motivato l’ennesima richiesta di scarcerazione presentata davanti ai giudici del primo dipartimento della Corte d’Appello.

L’avvocato Barry Kamins ha insistito sullo stato di salute dell’ex produttore sessantottenne: “Le condizioni fisiche e mentali di Weinstein sono così peggiorate che riteniamo non sia un’esagerazione pensare le sue possibilità residue di sopravvivenza siano assai basse”. Buona parte dei problemi, legati anche al cuore, sono complicazioni della grave forma di diabete che gli causa la retinopatia, un’alterazione della retina e la stenosi spinale, doloroso restringimento del canale vertebrale. I referti medici presentati in tribunale rivelano anche che Weinstein ha un’aorta in pessime condizione e la prostata ingrossata. Ai problemi di salute, i legali hanno presente che Weinstein non dispone del denaro necessario per pagare la cauzione di 2 milioni di dollari, più altri 5 milioni relativi al suo prossimo processo a Los Angeles, ma che un gruppo di suoi amici si sarebbero offerti di coprire le spese.

Ma il procuratore distrettuale di Manhattan Joan Illuzzi-Orbon ha respinto la richiesta, poiché secondo alcune informative interne Weinstein non sarebbe in condizioni di salute così gravi, e in più disporrebbe delle risorse e le conoscenze necessarie per sparire, se mai uscisse di galera. Poche ore dopo l’udienza, il magnate dei media è stato ricoverato in ospedale con forti dolori al petto.

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