Aborto con pillola nel cocktail

| Si dimette Jason Miller, consigliere di Trump e commentatore della Cnn. L'ex compagna ha rivelato che nel 2016 aveva messo incinta una ballerina, costretta ad abortire a sua insaputa. La donna aveva rischiato la vita. Lui nega tutto

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Il commentatore tv Jason Miller (nella foto con la sua ex Arlene J. Delgado) , che sostiene Trump (fece parte dello staff elettorale) si è dimesso dopo le accuse della sua ex compagna e di una ballerina di un club. Quest’ultima lo accusa di averla messa incinta e di averle poi sommistrato, con un trucco, una pillola in grado di procurare l’aborto, nascosta in una bibita. ”Ho deciso di abbandonare il mio ruolo di Commentatore Politico alla CNN per concentrarmi sulla mia difesa, per tutelare il mio nome e combattere le false e diffamatorie accuse fatte contro di me", ha scritto su Twitter. "Per essere chiari, sono accuse completamente false”.

La vicenda è emersa in seguito a una causa legale a proposito della custodia del figlio che ha avuto con la sua ex compagna Arlene J. Delgado. I legali della donna, nel corso dell’udienza, hanno presentato una serie di documenti con al centro la ballerina Jane Doe. Durante la campagna elettorale del 2016, Miller avrebbe trascorso una serata in uno strip club di Orlando, dove aveva “agganciato” una ballerina, Jane Doe. Dopo una notte assieme, la giovane restò incinta. Ma l’ex collaboratore del presidente avrebbe messo la pillola in uno Smoothie, una specie di frullato a base di yogurt, frutta e alcol che è di gran moda negli Usa.

Dopo averlo ingerito, Jane Doè era stata colta da malore, perse il bambino, ebbe un’emorragia e rischiò la vita per la presenza di alcol nel suo organismo. "Jane Doe fu ricoverata in ospedale per due giorni, la pillola dell'aborto aveva reagito con le sostanze, forse anche droghe, nel momento in cui ha bevuto lo Smoothie”, secondo la denuncia. Il sito on line Splinter ha rivelato la storia, subito ripresa da tutti i media.

"Al momento di lasciare l’ospedale, la donna - rilevano gli avvocati di Anne Delgado - si è infuriata, mettendosi in contatto con i politici locali che avevano organizzato la serata nel locale dove Miller era tra gli ospiti. Costui, in preda al panico, tentò di far firmare un documento in cui si sarebbe impegnata al silenzio in cambio di denaro”.  In una lunga dichiarazione, Miller ha categoricamente negato le accuse, ha messo in dubbio la credibilità di Delgado e minacciato un'azione legale contro Splinter per la pubblicazione della storia. “Nessuna prova sulle false accuse nel documento che Arlene Delgado è stata depositata. Il sito Splinter inoltre non è riuscito a trovare nulla di concreto per confermare le insinuazioni di Delgado, già state smentite da almeno un giornalista che la signora ha tentato di coinvolgere nei suoi continui tentativi di danneggiarmi”.  Miller è stato il principale portavoce della campagna di Trump nel 2016, dall'anno scorso è stato commentatore della CNN, ed è al centro di un attacco di colleghi e politici: “Dovrebbe chiarire le accuse che gli vengono mosse, invece di accusare chi le ha divulgate”, scrivono. Le vicende personali, in questa fase dello scontro tra Trump e media, sono diventate un’arma letale.

 
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