Allison Mack, il diavolo di Hollywood

| La star di “Smalville” confessa di aver fatto parte di “Nxvim”, la setta per cui reclutava giovani donne da ridurre in schiavitù sessuale. Un’indagine che era nata da un’inchiesta del New York Times nel 2017, coinvolti altri nomi celebri

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È proprio vero: il diavolo – nel senso più esteso del male - si traveste, assume forme e sembianze che lo rendono irriconoscibile. Allison Mack ne è l’esempio: bionda, carina, un sorriso che sprizzava allegria e lo sguardo innocente, giusto con una spruzzata di sensualità che non gustava e non era mai troppo.

Ma Allison era ben altro: ha confessato, è crollata, anche se probabilmente su consiglio dei suoi avvocati. Le prove a suo carico erano ormai troppe e rischiava una pena lunga decenni. Era stata arrestata all’inizio dello scorso anno e rilasciata con una cauzione di 5 milioni di dollari, inseguita dalla pesante accusa di traffico sessuale, associazione a delinquere e riduzione in schiavitù. Per questo, l’attrice resa celebre dalla serie tv “Smalville” si è presentata in tribunale e ha recitato l’ultima battuta della sua carriera artistica: “Sono addolorata per le persone a cui ho fatto del male. Sono giunta alla conclusione che devo prendermi la piena responsabilità delle mie azioni ed è per questa ragione che mi dichiaro colpevole”. 

Il nome di Allison Mack è solo uno, forse il più eclatante, emerso da un’indagine dell’FBI sulla “Nxvim”, una società con sede ad Albany fondata nel 1998 da Keith Raniere, l’ennesimo folle che amava definirsi “attivista, scienziato, filosofo e filantropo”. Ufficialmente organizzava corsi e seminari di auto-aiuto e programmi per il successo aziendale, riuscendo ad attirare oltre 16mila persone, fra cui pare Richard Branson, il patron del colosso “Virgin”, e le sorelle Bronfman, eredi del patrimonio “Seagram”. Nella realtà nascondeva una setta con una struttura simile a quella del marketing piramidale, raccontata come una sorellanza fondata sul bene che poteva arrivare ad influenzare addirittura le elezioni presidenziali americane. Ma per il buon funzionamento, le donne erano chiamate a superare le proprie debolezze sottoponendosi a rituali di obbedienza e sottomissione. Ogni “padrona” gestiva fino a sei “schiave” che a loro volta sarebbero diventate in seguito padrone, alimentando sempre di più le file gli adepti.

A svelare l’esistenza della setta era stata un’inchiesta del 2017 realizzata dal “New York Times”, che aveva raccolto la testimonianza di Sarah Edmondson, attrice canadese che per 10 anni aveva fatto parte di Nxvim. La Edmondson era stata reclutata da Laura Salzman, figlia di Nancy, una delle fondatrici della setta: le aveva parlato di un gruppo segreto di donne, ma prima di spiegarle ogni cosa - per essere certa che la conversazione rimanesse segreta - le aveva chiesto di scrivere un documento in cui confessava i suoi segreti più inconfessabili o di consegnarle delle foto in cui appariva nuda. Una forma di garanzia al silenzio, pena la divulgazione del materiale.

Il racconto si concludeva con un dettaglio che sembrava quasi insignificante: il piccolo tatuaggio che tutte le donne della “società” ricevevano nel corso della cerimonia di iniziazione. Sarah Edmondson avrebbe scoperto solo dopo che si trattava di una dolorosissima marchiatura a fuoco sull’anca, non lontano dall’inguine.

Nel corso delle indagini salta fuori anche il nome di Kristin Kreuk, conosciuta per il ruolo di Lana Lang in “Smalville”, entrata nel gruppo nel 2006 per uscire sei anni dopo: ha sempre negato il suo coinvolgimento nel traffico di schiave sessuali, ma non tutti ne sono convinti.

Keith Raniere, arrestato in Messico insieme ad Allison Mack, è tutt’ora in galera, senza possibilità di ricevere la libertà su cauzione, così come Nancy Salzman, la presidentessa della società, che ha già confessato e ora aspetta di sapere se dovrà scontare i 33 anni e 41 mesi richiesti dall’accusa.

Allison Mack era riuscita a scalare i vertici della Nxvim diventando una delle responsabili della “D.O.S.” (Dominus Obsequious Sororium), una costola della setta: il suo compito era di reclutare nell’ambiente di Hollywood nuove schiave, meglio ancora se belle, ricche e famose, da mettere a disposizione di Raniere e marchiare a fuoco. Insieme a lei agivano Nicki Clyne, Cally Anderson, attrice di “Battlestar Galactica”, e Linda Evans, la star di “Dinasty”.

Le donne che cadevano nella rete erano vittime di umiliazione in riti pubblici, costrette a digiunare per assecondare l’ideale di magrezza di Raniere, il leader assoluto, con cui tutti erano obbligati ad avere rapporti sessuali.

Classe 1982, nata a Preetz, in Germania, figlia di un cantante lirico e una madre casalinga, ambedue americani, Allison Mack ha iniziato la sua carriera a soli 4 anni interpretando spot pubblicitari per un cioccolato tedesco. Tornata con la famiglia negli Stati Uniti, a 7 anni inizia a studiare recitazione allo “The Young Actors Space” debuttando nel 1989 con “Scuola di polizia 6”, per poi recitare in numerose pellicole, qualcuna anche di successo. La fama arriva nel 2001 con il ruolo di Chloe Sullivan, la migliore amica di Clark Kent in “Smalville”.

“C’erano molte persone meravigliose nella setta ma alcune di loro, lo capisco solo ora, non lo erano. Mi sono unita all’organizzazione per trovare uno scopo. Credevo che Keith Raniere volesse aiutare le perone. Mi sbagliavo”, ha concluso Allison Mack. Il processo inizierà nelle prossime settimane: rischia fino a 40 anni galera.

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