Altre quattro donne accusano Weistein

| Sarebbero state violentate o costrette ad atti sessuali in periodi diversi nelle suite dell’ex produttore. Le quattro, che hanno richiesto l’anonimato, hanno presentato una causa comune di risarcimento danni

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Messo in secondo piano dalle notizie sul coronavirus, Harvey Weinstein si gode – per quanto possibile – un po’ di serenità lontana dai riflettori nel chiuso della sua cella. Ma la pace è destinata a durare poco: altre quattro donne identificate come “Jane Does” per non rivelare l’identità, hanno intentato una causa contro il magnate del cinema, accusato di averle aggredite sessualmente. Le accuse includono la storia di una donna che afferma di essere stata violentata da Weinstein nel 1994, quando aveva circa 17 anni.

La causa questa volta si estende includendo altri nomi come Robert Weinstein, fratello di Harvey, la “Miramax”, la loro ex società di produzione e perfino la Disney, che ha posseduto l’azienda per un certo periodo. Secondo la causa, Robert Weinstein e altri dirigenti e dipendenti hanno chiuso un occhio sui presunti abusi e alcuni sono stati complici nel facilitare alcuni incontri.

Harvey Weinstein, 68 anni, sta attualmente scontando una pena detentiva di 23 anni dopo la condanna per le accuse di atto sessuale criminale e stupro. Attraverso Imran Ansari, uno dei suoi avvocati, ha negato le ultime accuse: “Mister Weinstein nega categoricamente le accuse mosse contro di lui in modo anonimo. Nega di aver avuto un contatto sessuale inappropriato con un minorenne, e si difenderà vigorosamente. In ogni caso, alcune di queste accuse, comprese quelle che si presume siano avvenute negli anni ‘80 e ‘90, sono da considerare cadute in prescrizione e non sono soggette ad alcuna eccezione ai sensi di legge”.

Analogamente alle precedenti accuse contro Weinstein, le quattro “Jane Does” dicono che Weinstein ha usato la sua posizione di potere e ha minacciato di rovinare le loro carriere nell’industria del cinema se avessero denunciato le aggressioni.

Una donna, oggi 43enne, afferma di aver incontrato Harvey Weinstein in una stanza d’albergo nel 1994 per quello che pensava fosse un incontro d’affari, quando aveva circa 17 anni. Un Weinstein quasi nudo l’ha accolta alla porta e nonostante i suoi rifiuti l’ha costretta a fare sesso orale per poi violentarla. Prima di lasciarla uscire dalla stanza, Weinstein le avrebbe sottratto la patente di guida minacciando di rovinarle la carriera e di danneggiare fisicamente lei e la sua famiglia. Un’altra donna sostiene che Weinstein l’ha attirata in una suite dell’Hotel “Barrière Le Majestic” durante il Festival di Cannes del 1984, quando aveva circa 34 anni: sarebbe riuscita a fuggire dopo i tentativi violenti di avere la meglio su di lei. La terza donna aveva 26 anni quando nel 2008 ha incontrato Weinstein al “Cipriani’s Restaurant” di New York: qualche giorno dopo, con la scusa di un incontro d'affari nel suo appartamento di SoHo, Weinstein ha violentato la donna e ha minacciato di “seguirla” se avesse detto a qualcuno dell'aggressione. La “Sconosciuta 4” è invece stata intrappolata in una suite d’albergo nel 2013, quando aveva 28 anni e partecipava alla Mostra del Cinema di Venezia. Non fidandosi, quella sera aveva portato un’amica, ma Weinstein ha preteso che se andasse costringendola a fare sesso orale. Nella denuncia afferma di non aver mai parlato prima perché temeva Weinstein, capace di mettere fine alla sua carriera se si fosse fatta avanti.

La causa, intentata dall’avvocato Jordan Merson, si conclude con la richiesta di un risarcimento in denaro per le spese mediche e le sofferenze emotive che la quattro donne hanno sopportato. “La Disney era proprietaria della Miramax, che ha pagato risarcimenti a diverse donne vittime degli abusi sessuali di Harvey Weinstein. Sulla base del controllo della Disney sulle finanze della Miramax, la Disney sapeva o avrebbe dovuto sapere di questi pagamenti, che avrebbero dovuto richiedere ulteriori indagini e indagini”. Harvey Weinstein deve ancora rispondere di altre accuse di violenza sessuale davanti ad un tribunale di Los Angeles.

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