Arrestato il talent-scout di modelle amico di Epstein

| Jean-Luc Brunel era svanito nel nulla dopo il sucidio del miliardario pedofilo. È stato bloccato all’aeroporto mentre stava per imbarcarsi per il Senegal. Contro di lui numerose accuse di violenza, stupro, molestie e sfruttamento sessuale

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Mercoledì mattina, all’aeroporto “Charles de Gaulle” di Parigi, gli agenti della polizia francese hanno messo le manette ai polsi di Jean-Luc Brunel, personaggio noto nel mondo della moda come talent-scout di modelle. Finito nell’ambito di un’indagine della procura di Parigi collegata al caso di pedofilia di Jeffrey Epstein, Brunel è stato fermato con accuse assai pesanti: stupro, violenza carnale su minori di 15 anni, molestie sessuali, associazione a delinquere, traffico di esseri umani e sfruttamento sessuale.

L’indagine di Parigi è iniziata il 23 agosto 2019 e vuole fare chiarezza su “atti di natura sessuale probabilmente commessi sul territorio francese da Jeffrey Epstein e possibili complici”, a seguito di controlli, verifiche e scambi di informazione con le autorità statunitensi.

La procura sospetta che Brunel, accusato da diverse modelle, abbia usato la sua posizione per procurare minorenni al miliardario: l’indagine francese è ancora in fase preliminare e al momento nessuno è stato formalmente accusato. Secondo la legge francese, Brunel può essere trattenuto dalla polizia per un massimo di 96 ore, a seconda delle accuse mosse, prima di essere rilasciato o messo sotto indagine.

In un’intervista rilasciata al “Guardian” qualche tempo fa, Jean-Luc Brunel aveva negato con qualsiasi tipo di coinvolgimento, “diretto o indirettamente” nei traffici di Epstein: “Nego con forza di aver commesso qualsiasi atto illecito nel mio lavoro di scouter e di manager di agenzie per modelle”.

L’ufficio del procuratore di Parigi non ha commentato la notizia riportata da diversi notiziari francesi secondo cui Brunel stava per imbarcarsi su un volo per Dakar, in Senegal. Ma è certo che fosse stato visto per l’ultima volta in pubblico al Country Club di Parigi il 5 luglio 2019: dopo la morte di Epstein Brunel era letteralmente sparito dalla circolazione.

A tirarlo in ballo era stata Virginia Roberts Giuffre, principale accusatrice di Epstein e Ghislaine Maxwell, affermando che Brunel offriva ingaggi da modella a ragazze - alcune di appena 12 anni - per portarle negli Stati Uniti e “fare la conoscenza di personaggi potenti, fra cui Jeffrey Epstein”.

Oltre ad “offrirla” al principe Andrea, la Roberts avrebbe affermato di essere stata costretta ad avere rapporti anche con Brunel in “numerose occasioni e diversi luoghi”, compreso il sud della Francia. Dalla documentazione nelle mani al tribunale, i messaggi delle telefonate riportati su un taccuino trovato nella villa di Epstein a Palm Beach, in Florida, sembravano mostrare che Brunel parlava in modo criptico di ragazze minorenni.

Thysia Huisman, ex modella olandese che ha accusato il Brunel di averla drogata e stuprata a Parigi nel 1991, ha affermato nel corso di un’intervista telefonica di aver pianto “lacrime di gioia” dopo aver sentito dell’arresto. “Sono davvero felice che il caso stia iniziando a muoversi. L'ho denunciato alla polizia nel settembre 2019, e sapevo che il mio caso era passato in prescrizione, ma speravo che avrebbe motivato altre donne a farsi avanti”.

Brunel non è l’unico francese ad essere finito sotto accusa: anche Gérald Marie, per 25 anni presidente della divisione europea di “Elite Model Management”, è stato più volte accusato di stupro e di violenza sessuale.

Jean-Luc Brunel, parigino classe 1946, figlio di un noto immobiliarista, è entrato nel mondo della moda negli anni Settanta facendosi notare alla guida dell’agenzia “Karin Models”, per cui scopre Christy Turlington, Sharon Stone e Milla Jovovich. Grazie all’aiuto e il denaro dell’amico Jeffrey Epstein decide di mettersi in proprio fondando la “MC2 Model Managament”, che quasi subito riesce a strappare contratti di collaborazione prestigiosi con marchi come “Nordstrom”, “Macy’s Inc”, “Saks Fifth Avenue”, “Neiman Marcus”, “J.C. Penney Co”, “Kohl’s Corp”, “Target Corporation”, “Sears” e “Belk”.

Nel 2014, Virginia Roberts Giuffre tira in ballo la MC Model Management definendola una copertura per il traffico sessuale di minorenni.

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