Caso Epstein: l’ora di Bill Gates

| Finora solo sfiorato dall’inchiesta sul miliardario pedofilo, il co-fondatore della Microsoft è finito sotto la lente d’ingrandimento del New York Times, che ha ricostruito i rapporti fra i due

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Jeffrey Epstein, il multimiliardario pedofilo morto suicida in prigione, nella sua luminescente carriera era riuscito ad attirare nella sua cerchia di amicizie una sorprendente serie di ricchi, potenti e famosi. C’erano miliardari come lui (Leslie Wexner e Leon Black), politici d’alto rango (Bill Clinton e Bill Richardson), premi Nobel (Murray Gell-Mann e Frank Wilczek) e persino reali (il principe Andrea).

Fra di loro, appena sfiorato dagli elenchi di questi mesi, anche uno degli uomini più ricchi al mondo: Bill Gates. A distinguerlo dagli altri un particolare non da poco: Gates aveva iniziato il rapporto di amicizia dopo che Epstein era già stato condannato per reati sessuali.

Sull’amicizia fra Epstein e Gates si è concentrata un’inchiesta del “New York Times”, che ha deciso di andare a fondo sul conto del co-fondatore di Microsoft, la cui fortuna di oltre 100 miliardi di dollari è anche il motore della più grande organizzazione caritatevole del mondo. Al pari di tutti gli altri personaggi sfiorati dal fango mediatico di un’amicizia diventata ingombrante e pericolosa, anche Gates ha fatto del suo meglio per ridurre al minimo i legami con Epstein: “Non ho avuto nessun rapporto d’affari o amicizia con lui”, ha detto il mese scorso al Wall Street Journal.

Eppure, a partire dal 2011 Bill Gates ha incontrato Epstein in numerose occasioni - tra cui almeno tre nella residenza newyorkese del miliardario a cui piacevano le ragazzine, e di queste almeno una a tarda notte, secondo quanto dichiarato da una dozzina di persone che erano presenti e alcuni documenti in mano agli investigatori.

In ballo pare ci fosse una collaborazione con la Bill and Melinda Gates Foundation e la JPMorgan Chase per creare un fondo di beneficenza multimiliardario che aveva il potenziale per generare enormi compensi per le casse di Epstein.

“Il suo stile di vita è molto diverso e intrigante del mio, anche se non funzionerebbe per me”, scriveva Gates in un’e-mail inviata ai colleghi nel 2011, dopo il suo primo incontro con il miliardario. Secondo Bridgitt Arnold, portavoce di Gates, “Si riferiva solo all’arredamento particolare della residenza di Epstein. Non voleva in alcun modo trasmettere un senso di interesse o di approvazione”.

Ma è agli atti: più e più volte, Jeffrey Epstein era riuscito a coltivare strette relazioni con alcuni degli uomini più potenti del mondo, attirandoli con il profumo del denaro e la possibilità a loro volta di conoscere altre persone potenti, famose o facoltose: più persone attirava nella sua cerchia, più facile era per lui attrarne altri.

Quando Bill Gates e Jeffrey Epstein si sono incontrati per la prima volta, il miliardario suicida aveva scontato la pena detentiva per prostituzione minorile. “Bill Gates si rammarica di aver incontrato Epstein, e riconosce che è stato un errore di giudizio - ha aggiunto la portavoce del fondatore di Microsoft - Gates ammette che intrattenere rapporti con Epstein sulla filantropia gli ha fornito un vantaggio che era in aperto contrasto con i valori personalie quelli della sua fondazione”.

Due membri dello staff di Gates - Boris Nikolic e Melanie Walker - fungevano da intermediari tra i due: la Walker ha incontrato Epstein nel 1992, sei mesi dopo la laurea all’Università del Texas. Epstein, ai tempi consigliere del signor Wexner, il proprietario di “Victoria’s Secret”, e propose alla Walker un provino per un lavoro da modella. Più tardi la donna si è trasferita a New York, ospite di un edificio di Manhattan di proprietà d Epstein: dopo essersi laureata alla scuola di medicina, il miliardario l’ha assunta come consulente scientifico. In uno dei tanti incontri di lavoro, si è imbattuta in Steven Sinofsky, un alto dirigente di Microsoft diventato presidente della divisione Windows: si è trasferita a Seattle e nel 2006 è entrata a far parte della Gates Foundation con il titolo di senior program officer.

Alla fondazione, la Walker ha incontrato e fatto amicizia con Boris Nikolic, ex borsista della Harvard Medical School, consulente scientifico della fondazione: i due hanno spesso viaggiato insieme.

Visti in un altro modo, una serie di contatti di avvicinamento che hanno portato al primo incontro fra Epstein e Gates: era la sera del 31 gennaio 2011, nell’appartamento sull’Upper East Side di New York di Epstein. A loro si era unita Eva Andersson-Dubin, ex Miss Svezia vecchia amica di Epstein, e la sua figlia, una ragazzina di 15 anni. L’incontro è iniziato alle 8 ed è durato diverse ore, e il giorno dopo Epstein ha commentato l’incontro ad amici e collaboratori con un’e-mail: “Bill’s great”, Bill è un grande. Lo stesso ha fatto Gates, che ha avuto parole di elogio per il fascino e l’intelligenza di Epstein. Salvo concludere: “Una donna svedese molto attraente e sua figlia sono passati di lì e ho finito per fare tardi”.

Gates ed Epstein si sono incontrati nuovamente ad una conferenza a Long Beach, in California, dove diversi partecipanti hanno visto i due impegnati in una conversazione privata. Quella primavera, il 3 maggio 2011, Gates ha nuovamente fatto visita a Epstein nella sua residenza di New York.

In quel periodo, la Gates Foundation e la JPMorgan stavano unendo le forze per creare il “Global Health Investment Fund”, con l’obiettivo di fornire “agli investitori individuali e istituzionali l’opportunità di finanziare tecnologie sanitarie globali in fase avanzata che hanno il potenziale per salvare milioni di vite nei paesi a basso reddito”.

Mentre i dettagli del fondo erano in fase di definizione, Jeffrey Epstein chiede di essere coinvolto negli incontri, e dirgli di no era difficile: era un importante cliente di JPMorgan, titolare di conti correnti da svariati milioni di dollari in conti. Nel corso delle riunioni, Epstein ha proposto un’idea per un fondo di beneficenza separato, creato con il denaro della Gates Foundation, che si sarebbe concentrato su progetti sanitari in tutto il mondo: oltre al denaro dei Gates, Epstein pianificava di raccogliere donazioni dai suoi amici miliardari e dai facoltosi clienti della JPMorgan. Un fondo di cui pensava di poter beneficiare personalmente: la proposta includeva il suggerimento che gli venisse pagato lo 0,3% del denaro raccolto.

Alla fine del 2011, su precise istruzioni di Bill Gates, la fondazione ha inviato un team da Epstein per un chiarimento sulla raccolta con fondi filantropici: Epstein ha anticipato le possibili critiche dicendo che se avessero cercato in rete notizie sul suo nome avrebbero potuto arrivare alla conclusione che era una persona cattiva. Ma quel che aveva fatto “non era peggio che rubare un bagel”.

Una frase che ha avuto l’effetto contrario: alcuni dipendenti della Gates Foundation non sapevano dei precedenti penali di Epstein ed erano rimasti colpiti dall’apprendere che la fondazione stava lavorando con un molestatore sessuale.

All’inizio del 2012, un altro team della Gates Foundation ha incontrato Epstein: in quell’occasione, il miliardario ha affermato di avere libero accesso al denaro dei suoi clienti, e avrebbe potuto mettere nel fondo di beneficenza una cifra così assurda che ha portato il team a dubitare della credibilità.

In mezzo a tutto questo, Gates ed Epstein continuavano a vedersi. Nel marzo del 2013, Bill Gates ha volato con l’aereo privato di Epstein dal New Jersey a Palm Beach, in Florida. Nell’ottobre 2014, Bill Gates ha donato 2 milioni di dollari al Media Lab del Massachusetts Institute of Technology’s Media Lab: i funzionari universitari hanno descritto la donazione come se fosse stata diretta da Epstein.

Poco dopo, la relazione tra Epstein e Gates si raffredda un po’: il fondo di beneficenza che era stato discusso con la Gates Foundation non si è mai materializzato. Nel 2014, Jeffrey Epstein si è lamentato con un conoscente che Bill Gates aveva smesso di parlare con lui.

Il rapporto, tuttavia, non si è completamente interrotto: almeno due alti funzionari della Gates Foundation hanno mantenuto i contatti con Epstein fino alla fine del 2017. La fondazione ha affermato di non esserne a conoscenza: “Nel corso del tempo, Gates e il suo team hanno capito che le capacità e le idee di Epstein non erano legittime e tutti i contatti sono stati interrotti”.

Giorni prima che si impiccasse in una cella di Manhattan il 10 agosto, Jeffrey Epstein ha depositato il suo testamento e nominato Boris Nikolic come esecutore di riserva nel caso in cui uno dei due nomi primari non fosse in grado di operare. Nikolic, che ora gestisce una società di venture capital che ha Bill Gates fra gli investitori, si è dichiarato “scioccato” per essere stato nominato nel testamento: “Sono profondamente dispiaciuto di aver conosciuto Epstein”.

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