Epstein & Maxwell, oltre al sesso il denaro

| I procuratori americani stanno passando al staccio strani movimenti di grosse somme di denaro che i due si sono scambiati per anni senza alcun motivo apparente

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Secondo la giustizia americana, a legare Ghislaine Maxwell e Jeffrey Epstein non era solo la malata perversione pedofila del finanziere, ma una fitta trama di misteriosi rapporti finanziari che le indagini sperano di svelare.

I procuratori federali sostengono di aver scoperto una serie di insolite transazioni finanziarie che coinvolgono i due e che aggiungono un nuovo strato di dubbi alle misteriose complessità finanziarie alla base delle perversioni sessuali di Epstein. Il rapporto economico tra il finanziere, le cui fonti di ricchezza rimangono in gran parte oscure, e la Maxwell, la socialite britannica il cui padre, magnate dell’editoria morto poco prima di essere implicato in un massiccio scandalo di frodi pensionistiche, è stato per lungo tempo difficile da decifrare. I due si muovevano nel mondo rarefatto di banchieri, miliardari e personaggi dell’alta società, ma non è mai stato chiarito come entrambi avessero i mezzi per sostenere un simile stile di vita.

Epstein si è fatto strada offrendosi a miliardari come spregiudicato “money manager”, ma non era certo che avesse altri clienti oltre a Leslie Wexner, fondatore e presidente di “Victoria's Secret”, che aveva fatto l’insolito passo di cedere a Epstein la piena procura dei propri beni, e che in seguito l'avrebbe accusato di aver “sottratto ingenti somme di denaro”. Giovedì, dopo aver arrestato Ghislaine Maxwell con l’accusa di reclutamento, adescamento e abuso sessuale di minorenni e come complice della presunta condotta criminale di Epstein, i procuratori federali hanno rivelato che per un periodo di cinque anni, a partire dal 2007, la Maxwell ed Epstein si sarebbero passati più di 20 milioni di dollari tra i rispettivi conti bancari, con somme che seguono percorsi strani: partono da Epstein verso la Maxwell, per poi tornare nuovamente a Epstein.

Secondo alcuni esperti, i trasferimenti sollevano dubbi sul fatto che siano stati un metodo per mascherare una frode. “Il fatto che si scambiassero così tanto denaro indica che avevano un rapporto d’affari molto stretto e che lui si fidava ciecamente di lei, consegnandole quantità fenomenali di denaro - ha commentato Duncan Levin, un ex procuratore federale specializzato nei casi di riciclaggio di denaro per l’ufficio del procuratore di Brooklyn - ci può essere una spiegazione del tutto innocente per questo, ma si tratta sicuramente di uno strano risvolto su cui vale la pena indagare”.

Gli inquirenti stanno tentando di risalire alla pista del denaro, per dare risposta ad alcune dei dubbi su come Epstein sia riuscito a finanziare investimenti e donazioni universitarie. Sono in corso indagini per dettagliare i trasferimenti fra i conti: nel 2016, la Maxwell era titolare di più di 15 conti bancari per più di 20 milioni di dollari. Durante quell’arco di tempo e fino al 2019, i procuratori affermano che avrebbe trasferito centinaia di migliaia di dollari: nel marzo 2019 500mila dollari, quattro mesi dopo altri 300mila. I procuratori sostengono anche che nel 2016 la Maxwell si sia mossa in prima persona per la vendita di una proprietà immobiliare di New York dal valore di 15 milioni di dollari: dopo la vendita, attraverso una società a responsabilità limitata, sono stati depositati importi per un totale di oltre 14 milioni di dollari su un conto di cui lei è indicata come titolare. Pochi giorni dopo, i 14 milioni sono stati trasferiti su un altro conto aperto a suo nome.

“Le risorse finanziarie dell’imputata sembrano essere consistenti, i numerosi conti e i movimenti di denaro rendono il quadro finanziario totalmente opaco anche dopo un esame dei registri bancari”, ha commentato il pubblico ministero.

Al momento del suo arresto, giovedì, Ghislaine Maxwell viveva in una lussuosa proprietà di Bradford, nel New Hampshire, acquistata nel dicembre 2019per 1,07 milioni di dollari pagati in contanti attraverso una società anonima.

Secondo l’accusa, la Maxwell e Epstein sono stati complici finanziariamente per molti anni: i procuratori affermano che tra il 1994 e il 1997 i due avevano una relazione “intima” e che lui l’abbia pagata per gestire le sue proprietà sparse in tutto il mondo. La Maxwell ha sempre sostenuto che Epstein le avesse promesso il pieno sostegno finanziario, e nel 2004 le aveva consegnato una lettera dattiloscritta accompagnata da un biglietto scritto a mano in cui le chiedeva di “rimanere al suo fianco, promettendole che qualunque cosa avesse scelto di fare, l’avrebbe sempre sostenuta finanziariamente”.

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