Francesca, Alice e Charlie, giovani, carini e pieni di talento

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Nel clamore sempre più glamour del Lido arrivano pellicole destinate a lasciare il segno. La prima, unico documentario in gara per il "Leone d'Oro", è "Human Flow", del regista Ai Weiwei, cinese con residenza a Berlino. Il suo lavoro è definito un "vero pugno nello stomaco": racconta l'epoca, quella che viviamo, degli esodi biblici per lasciarsi alle spalle fame e guerre, dei profughi ammassati e degli infiniti drammi di chi non ha un futuro. Un documentario crudo, girato anche con l'ausilio del cellulare, perché quel che conta è la storia, non confezione.

Spazio anche a Francesca Loy, presente in Laguna per presentare "Un amore così grande", girato fra Verona e San Pietroburgo. Lo sfondo di una storia d'amore è il pretesto per un viaggio nel mondo della musica lirica.

L'America più dimenticata è quella raccontata da "Lean On Pete", pellicola diretta da Andrew Haigh che sceglie il giovane e talentuoso Charlie Plummer per concentrare l'attenzione sull'adolescenza e il delicato momento in cui si diventa adulti, volenti o meno. Un road movie che evita gli straordinari spazi americani per concentrarsi sulle peggiori brutture possibili.

"Especès Menacées", specie minacciata. Non c'entrano animali in via di estinzione, ma il genere umano visto attraverso gli occhi di Gilles Bourdos, regista francese. La famiglia non è più un rifugio, ma la condanna di tre coppie male assortite.

Di una delle protagoniste, la giovane Alice Isaaz, sentiremo parlare a lungo, e non solo perché è bella.

Sex scandals
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