Futuro #MeToo: non esiste vittima perfetta

| I portavoce del movimento scaricano Asia Argento e guardano al futuro: "Le violenze sessuali riguardano tutti, anche Jimmy Bennet". Rose McGowan sempre più lontana dall'attrice italiana

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Oltre Asia Argento. Tarana Burke (nella foto), l'attivista che per prima ha lanciato il momento #MeToo ha dichiarato su Twitter: "Ho detto più volte che il #metoo è per tutti noi, compresi i ragazzi coraggiosi che ora si fanno avanti”. Come Jimmy Bennet, che ha accusato Argento di essere una specie di Weinstein in gonnella. Burke ha dichiarato che "continuerà ad essere spiacevole quando sentiremo i nomi di alcuni dei nostri sostenitori accusati di violenza sessuale, che è potere e privilegio". Ha inoltre sottolineato che se #MeToo vuole progredire, dobbiamo tutti diventare "impermeabili alla scomoda realtà che non c'è nessuna vittima che possa anche essere un modello di vita".

Tra Asia Argento e Rose McGowan, ormai è guerra aperta. Il movimento #MeToo non muore, assicura Rose, dopo lo scandalo che ha travolto l’ex amica. "Le coscienze si stanno svegliando", aveva assicurato Asia Argento al Guardian lo scorso novembre, sei settimane dopo aver accusato pubblicamente di stupro Harvey Weinstein. "Ogni volta che uno di questi maiali cade, è un distintivo d'onore. E’ come una valanga”. Ma ora la valanga l’ha travolta. Il 19 agosto il New York Times ha rivelato che Argento aveva pagato 380.000 dollari per il silenzio di Jimmy Bennett, musicista e attore, che la accusa di averlo aggredito sessualmente a 17 anni. Argento ha ammesso di aver pagato Bennet, ma assicurando di non aver "mai avuto alcun rapporto sessuale" con lui.

Da qui la spaccatura tra Argento e Rose McGowan, un altro volto di alto profilo di #MeToo. Rose aveva detto: ”Ho conosciuto Asia Argento dieci mesi fa. La nostra comunanza è il dolore condiviso di essere state aggredite da Harvey Weinstein. Il mio cuore è spezzato. Continuerò il mio lavoro a favore delle vittime in tutto il mondo”. Il partner di McGowan, la modella Rain Dove, aveva ricevuto alcuni sms dalla Argento, in cui l’attrice ammetteva di aver fatto sesso con Bennett, che a sua volta le inviava foto nude da quando aveva 12 anni. E lei li ha passati alla polizia di Los Angeles.

Mentre c'è chi ha sfruttato le accuse della Argento per screditare #MeToo, altri hanno visto un'opportunità per far progredire la discussione intorno alla violenza sessuale. Steven Thrasher, giornalista e professore universitario, osserva che, per esempio, il movimento Black Lives Matter ha fatto un lavoro importante nel respingere il pericoloso mito di una “vittima perfetta”. Adesso tocca a #MeToo.

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