Il supervisore salverà Hollywood?

| Hanno stilato un manuale, anche se è considerato più un codice di comportamento. A garantire un’atmosfera priva di molestie e violenze ci penserà un supervisore, presente dai provini all’intera produzione

+ Miei preferiti
C’era la Hollywood prima di Harvey, ci sarà la Hollywood dopo Harvey. La patria del cinema, troppo coinvolta per non prendere provvedimenti e sotto accusa da mesi per aver taciuto ciò che tutti sapevano, prova correre ai ripari. A scendere in campo è il “Producers Guild of America”, il sindacato dei produttori cinematografici, che ha varato un proprio codice anti-molestie da applicare ad ogni nuova produzione.

La falcidiata dei nomi che si allunga ogni giorno di più ha raggiunto livelli tali da non permettere il lusso di restare indifferente e aspettare che il peggio sia passato. Senza contare che qualsiasi accusa raggiunga un divo del grande schermo, si porta in dote effetti collaterali costosissimi per le produzioni, costrette a rifare intere pellicole e gettare nella spazzatura piani di promozione milionari.

Questione di interesse, nella più fulgida doppia faccia tipica di Hollywood, quella che non muore mai: fingere di avere un cuore mentre con le mani corri a proteggere il portafoglio.

In un modo o nell’altro, comunque, si è cercato un modo per scavalcare i meccanismi dell’esercizio di quel potere che pretendeva di scambiare ruoli con il sesso. “Come produttori rivestiamo un ruolo chiave nel creare e mantenere un ambiente di lavoro costruito sul reciproco rispetto, ed è nostro dovere contribuire al cambiamento culturale necessario per sradicare gli abusi”, hanno dichiarato in un comunicato congiunto i tre co-presidenti della “PGA”.

Scendendo nel dettaglio, il manuale prevede l’istituzione di corsi in cui spiegare come mantenere un ambiente sereno e altamente produttivo, ripulito da chi ha il comando e per questo è convinto di poter prendere la gente a gettone, in base ai pruriti del momento.

Su ogni set diventa obbligatorio di un supervisore a cui spetta il compito di vigilare, stilando un report quotidiano, che ha anche la possibilità di allertare le forze dell’ordine quando si profila un abuso. Alla nuova figura anche mansioni come garantire che chi ha denunciato molestie non sia messo da parte e partecipare a incontri, riunioni e casting, per mandare in soffitta l’usanza del “divano del produttore”.

Curiosamente, sarà “Wonder Woman 2”, pellicola con uscita prevista nell’autunno del prossimo anno, il primo film a poter vantare la garanzia del supervisore: il primo capitolo aveva tra i produttori Brett Ratner, uno dei grandi accusati di Hollywood, con sei donne a dargli il filo da torcere.

Tutto questo mentre Hollywood si avvicina a grandi passi verso l’edizione della cerimonia degli Oscar forse più imbarazzante di tutta la sua storia. A dare forfait, o forse a vedersi le porte sprangate, sono alcuni dei nomi ancora impigliati nella grande rete delle molestie. Non ci saranno Casey Affleck, vincitore dello scorso anno, e James Franco: sul red carpet di Los Angeles, macchie non ne vogliono.

Sex scandals
Il guru del premio Nobel condannato per stupro
Il guru del premio Nobel condannato per stupro
Jean-Claude Arnault, l'intellettuale-ombra del Nobel, avrebbe violentato una scrittrice nel 2011, ma altre donne lo accusano. Il premio della letteratura era stato annullato per le dimissioni dei giurati
Caso Epstein: l’ora di Bill Gates
Caso Epstein: l’ora di Bill Gates
Finora solo sfiorato dall’inchiesta sul miliardario pedofilo, il co-fondatore della Microsoft è finito sotto la lente d’ingrandimento del New York Times, che ha ricostruito i rapporti fra i due
Il nuovo scandalo scatenato da Ronan Farrow
Il nuovo scandalo scatenato da Ronan Farrow
Nel libro “Catch and Kill”, il giornalista che diede il via al caso Weinstein racconta i retroscena dell’inchiesta e pubblica un’intervista con la donna che ha denunciato per stupro Matt Laurer, uno dei più celebri anchorman americani
Nuova inchiesta per Luc Besson, accusato di stupro
Nuova inchiesta per Luc Besson, accusato di stupro
Un magistrato ha deciso di riaprire il caso della denuncia presentata dall’attrice olandese Sand Van Roy, respinta pochi mesi fa per mancanza di prove
“Le tre volte in cui ho fatto sesso con il principe”
“Le tre volte in cui ho fatto sesso con il principe”
Virginia Roberts Giuffre, una delle donne che hanno accusato il defunto finanziere Jeffrey Epstein di abusi sessuali, ha rivelato nuovi dettagli sul principe inglese Andrea
Il benefattore Dem è un predatore sessuale
Il benefattore Dem è un predatore sessuale
Ed Buck, finanziatore di Obama e dei Dem USA, arrestato a LA. Fingeva di aiutare tossici gay afro-americani e li drogava a loro insaputa. Almeno 10 le vittime di overdose. Gli avvocati: "Un mostro che nessuno voleva fermare"
Ciclismo femminile, il MeeToo# scuote il team azzurro
Ciclismo femminile, il MeeToo# scuote il team azzurro
Inchiesta della procura federale, sentito il premiatissimo allenatore Dino Savoldi. Lui respinge le accuse. Al centro, meeting in camere d'albergo, relazioni, promozioni e ingaggi. Presto altri interrogatori. Cade un mito?
Epstein: l’inchiesta sui voli del “Lolita Express”
Epstein: l’inchiesta sui voli del “Lolita Express”
Rivelati i risultati di un’indagine parallela delle autorità americane per verificare se il miliardario avesse commesso altri reati. In UK spuntano invece le rivelazioni su Ghislaine Maxwell di Petronella Wyatt
New Zealand, il MeToo# mette in crisi il governo
New Zealand, il MeToo# mette in crisi il governo
Sotto accusa il presidente del partito laburista, avrebbe insabbiato le denunce contro un dirigente "reo" di avere usato di alcune dipendenti. Ma è stato prosciolto. La premier Audern: "Subito dimissioni"
Caso Epstein: il MIT di Boston nell’occhio del ciclone
Caso Epstein: il MIT di Boston nell’occhio del ciclone
Per anni, il celebre ateneo del Massachusetts ha ricevuto denaro dal multimiliardario pedofilo, registrando le donazioni come anonime. Ronan Farrow, il giornalista dello scandalo Weistein, ha scoperto tutto