La guerra dei Weinstein: Georgina VS Harvey

| Marchesa, il brand d’alta moda dell’ex moglie ipertradita, ha dichiarato di voler finanziare i movimenti nati contro i soprusi di suo marito

+ Miei preferiti
Di Germano Longo
Se li ricorderà a lungo questi anni Harvey Weinsten, l’ex sovrano del regno incantato di Hollywood, quel posto dove si producono sogni si pellicola e incubi reali. L’onda anomala che l’ha travolto si è trasformata nel giro di boa di un mondo di mezzo, e tutti dallo scorso ottobre giurano che così non sarà mai più.

L’ordine di scuderia della capitale del cinema, in ordine sparso, è di voltare le spalle ad Harvey, perché da signore assoluto del box office, il suo nome si è trasformato in una maledizione che colpisce chiunque non gli scarichi addosso quantità diverse di escrementi.

Ma forse, l’ultimo carico in ordine di tempo non se lo aspettava nemmeno lui. La stoccata arriva da Georgina Chapman, la bellissima ed eterea madre dei suoi figli, quella ha giurato di non saperne nulla, malgrado centinaia di donne e altrettante voci sul conto di suo marito, velocissima a presentare istanza di divorzio all’indomani dello scandalo e in attesa di incassare un sostanzioso indennizzo. Le sue ultime parole per esprimere solidarietà alle vittime di suo marito, poi silenzio e riunioni, perché Georgina non è solo una mogliettina iper-tradita, ma un’imprenditrice del fashion.

Nel 2004, insieme a Keren Craig, la Chapman ha fondato il brand di abbigliamento “Marchesa”, idealmente dedicato all’eleganza leggendaria di Luisa Casati e specializzato in womenswear sontuosi e principeschi, adatti ad occasioni come red carpet o ricevimenti di altissimo livello. Una presenza così totalizzante che per lungo tempo, la passerella degli Oscar si è trasformata in una sorta di sfilata delle sue nuove collezioni. Le creazioni di Marchesa hanno drappeggiato l’incedere regale della “A-starlist” di Hollywood: Cate Blanchett, Anne Hathaway, Penélope Cruz, Cameron Diaz, Kate Hudson, Selena Gomez, Halle Berry, Emma Watson, Sandra Bullock e Jennifer Lopez. Ma è un elenco incompleto, a cui in realtà non manca quasi nessuno.

Quello di Marchesa è stato quasi un monopolio che all’indomani dello scandalo è finito per diventare la seconda rivelazione sulla tirannia di Weinstein: fra le pretese di Harvey pare ci fosse anche quella di vestire le attrici dei suoi film con gli abitini cuciti a mano da Georgina nelle lunghe sere d’inverno. Pubblicità in mondovisione a gratis.

Ma quest’anno, per la prima edizione della notte degli Oscar privata dall’ingombrante presenza del produttore vorace, non sarà più così. Un’anteprima è andata in scena ai “Golden Globes”, cerimonia per cui nessuna attrice ha scelto abiti Marchesa per la passarella. In fondo, è un po’ lo scotto costretto a pagare un brand che, così com’era legato a filo doppio a Weinstein quando le cose andavano bene, subisce lo stesso destino del regno appena decaduto. E non è il solo effetto collaterale: qualche settimana dopo l’esplosione dello scandalo, è saltata la prestigiosa collaborazione con la “Helzberg Diamonds”, 210 negozi nei soli States, e a rischio sono anche quelle con “Le Métier de Beauté” e la “Lenox”. A tutto questo, si aggiunge la tendenza del momento sulle colline di Hollywood: indossare abiti Marchesa significa sostenere Harvey, o peggio ancora svelare un’ignoranza talmente profonda da non meritare neanche un commento.

Ed è proprio in questi giorni, che Marchesa sta forse tentando di giocarsi l’ultima carta possibile per sopravvivere. Attraverso la voce di Keren Craig, cofondatrice insieme a Georgina, il brand d’alta moda ha dichiarato di voler prendere posizione in modo ancora più netta in favore delle donne, finanziando movimenti come “Time’s Up” e #MeToo. Per molti, una mossa di marketing per tentare di riabilitare il marchio, per tanti altri, è come se i familiari di monsieur Guillotin avessero deciso di donare qualche spicciolo a chi per l’invenzione del loro parente ci ha rimesso la testa.

Galleria fotografica
La guerra dei Weinstein: Georgina VS Harvey - immagine 1
La guerra dei Weinstein: Georgina VS Harvey - immagine 2
Sex scandals
Il guru del premio Nobel condannato per stupro
Il guru del premio Nobel condannato per stupro
Jean-Claude Arnault, l'intellettuale-ombra del Nobel, avrebbe violentato una scrittrice nel 2011, ma altre donne lo accusano. Il premio della letteratura era stato annullato per le dimissioni dei giurati
Ghislaine Maxwell vittima di abusi in cella
Ghislaine Maxwell vittima di abusi in cella
Nell’ennesima richiesta di libertà condizionata, i legali della 59enne britannica denunciano violenze fisiche e mentali a cui sarebbe sottoposta la complice del pedofilo Jeffrey Epstein
17 milioni di dollari per le vittime di Weinstein
17 milioni di dollari per le vittime di Weinstein
Un giudice ha approvato un piano di liquidazione delle tante società dell’ex re Mida di Hollywood che include diversi fondi di liquidazione risarcitori per le sue vittime
Ghislaine Maxwell resta in carcere
Ghislaine Maxwell resta in carcere
Respinta dai giudici di new York la richiesta di libertà condizionata pagando una cauzione milionaria. Secondo la corte “l’imputata resta a rischio di fuga”
Arrestato il talent-scout di modelle amico di Epstein
Arrestato il talent-scout di modelle amico di Epstein
Jean-Luc Brunel era svanito nel nulla dopo il sucidio del miliardario pedofilo. È stato bloccato all’aeroporto mentre stava per imbarcarsi per il Senegal. Contro di lui numerose accuse di violenza, stupro, molestie e sfruttamento sessuale
Arrestato Peter Nygard, amico del principe Andrea
Arrestato Peter Nygard, amico del principe Andrea
L’ennesimo miliardario pedofilo sta per essere estradato negli Stati Uniti, dove dovrà rispondere di stupri, violenze e induzione alla prostituzione. Anche lui, come Epstein, frequentava il Duca di York
Ghislaine Maxwell: 28,5 milioni di dollari di cauzione
Ghislaine Maxwell: 28,5 milioni di dollari di cauzione
La cifra costituirebbe l’intero patrimonio della donna e del marito, di cui si scopre l’esistenza solo in queste ore. L’offerta include la rinuncia ai diritti di estradizione e l’obbligo di residenza sotto la presenza di una guardia privata
Nell’inferno di Ghislaine Maxwell
Nell’inferno di Ghislaine Maxwell
I legali della complice di Jeffrey Epstein denunciano la reclusione inumana in una cella di 2 metri per 2: controllata a vista e svegliata ogni 15 minuti, le è stata tolta qualsiasi cosa con cui possa farsi del male, compreso il reggiseno
Svelati i verbali della deposizione di Ghislaine Maxwell
Svelati i verbali della deposizione di Ghislaine Maxwell
Nelle 418 pagine, l’ex socialite ammette di aver avuto una relazione con Jeffrey Epstein, ma si rifiuta di discutere della loro vita sessuale, schiva le domande sulle orge, sulle minorenni e sul principe Andrea
Altre scomode verità sul caso Epstein
Altre scomode verità sul caso Epstein
È in uscita “The Spider”, libro che raccoglie testimonianze di chi ha conosciuto Epstein e nuove piccanti avventure del principe Andrea