La principessa, il premio Nobel, le molestie

| Sono i tre punti cardine di uno scandalo che sta scuotendo nel profondo la tranquilla Svezia, oltre a mettere in dubbio l’assegnazione dei premi più prestigiosi del pianeta

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Di Germano Longo
Victoria, Sveriges kronprinsessa, hertiginna av Västergötland. Tradotto al meglio possibile: Victoria, sua altezza reale principessa ereditaria di Svezia, duchessa di Västergötland. È il nome per esteso della figlia maggiore di Carlo XVI Gustavo e della regina Silvia, donna di nobilissimi natali, classe 1977, apprezzata in patria per il basso profilo, nel 2009 fidanzata ufficialmente con Daniel Westling, che sposa l’anno successivo nella Cattedrale di Stoccolma e da cui avrà Estelle Silvia Ewa Mary, nata nel 2012, e Oscar Carl Olof, 2016. Nel suo passato neanche una piega, a parte un’anoressia nervosa curata negli Stati Uniti alla metà degli anni Novanta.

Una testa così coronata da far pensare ad una vita tranquilla, priva di quelle piccole o grandi, ma comunque tristi vicende che toccano quotidianamente alle donne di tutto il mondo: battutacce, gente che ci prova, molestie, violenze.

Eppure, il nome della principessa Victoria, con tutte le cautele del caso, è finito proprio in queste ore nello “scandalo del Nobel”, com’è stata ribattezzata la faccenda brutta che sta facendo vacillare la prestigiosa “Svenska Akademien”, nientemeno l’ente che dal 1786 sceglie e assegna i premi Nobel.

A tirare le fila della bufera nordica il nome di Jean-Claude Arnault, 71 anni, intellettuale ben introdotto che secondo le denunce di 18 donne, tentava di introdursi ancor di più. Una dopo l’altra, le signore lo accusano di molestie e violenze, rese ancor più gravi da due notiziole collaterali: Arnault è il marito della poetessa Katarina Frostenson, membra dell’Accademia, e titolare insieme alla mogliettina di “Forum”, un centro culturale che riceveva fondi dall’ente.

Questo, ed era già sufficiente, quanto si sapeva fino a poche ore fa, quando alcuni quotidiani ha svelato che il nome della principessa Victoria sarebbe incluso nell’elenco delle persone molestate dall’intellettuale. Cose di questa portata, nella tranquilla Svezia, non si ricordano a memoria d’uomo, per un paese così tollerante e fiducioso nel prossimo da essere un esempio per il mondo intero.

Dal “Kungliga Slottet”, il maestoso palazzo reale, silenzio assoluto, come da protocollo: ma le bocce cucite sono un indizio inquietante, visto che manca anche una smentita ufficiale. Ma tanto basta agli svedesi, colpiti nel profondo perché profondamente innamorati della famiglia reale, ma soprattutto di Victoria, donna socialmente impegnata nei confronti dei meno fortunati.

Silenzio colpevole anche dalla Frostenson, la poetessa accusata di essere succube di un marito despota che pretende di essere presente alle riunioni dell’Accademia senza averne titolo e diritto. Su di lui, al momento, non risultano azioni legali, ma potrebbe essere questione di ore. E silenzio, per finire, dall’Accademia, finita sotto le ire di re Carlo XVI Gustavo, che pubblicamente ha chiesto di passare al setaccio le attività della “Svenska Akademien”, e ufficiosamente pare aver scatenato la “Säpo”, i servizi segreti svedesi. In tutto questo, nessuna certezza che i Nobel quest’anno siano assegnati: a tutto c’è un limite.

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