“Lasciamo che gli uomini facciano gli uomini”

| Catherine Deneuve e altre 100 donne firmano una sorta di manifesto in cui si dicono preoccupate: non costringiamo i maschi ad aver paura di corteggiarci. Sarebbe un errore epocale

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È tempo di dare aria al primo dietrofront, da quando il caso Weinstien è esploso in tutto il mondo, con tutta la sua fragorosa pioggia di lapilli. A guidare le file delle donne preoccupate che i rapporti fra i due sessi cambino radicalmente è Catherine Deneuve che dall’altro dei suoi 75 anni, si mette idealmente a capo di un drappello formato da un centinaio di donne, fra cui la giornalista Elisabeth Lévy, la scrittrice Catherine Robbe-Frillet, l’editrice Joelle Losfeld e l’attrice Ingrid Caven, sono autrici di un editoriale pubblicato sul quotidiano “Le Monde” in cui si dice semplicemente basta, perché di questa situazione non se ne può più: “Lasciate agli uomini il sacrosanto diritto di importunarci”.

“Proteggere le donne – scrive ‘il collettivo’ femminile – non deve incatenare le donne a ruolo di vittime eterne. Il femminismo non è odio verso gli uomini e la loro sessualità. Lo stupro è un crimine, ma il tentativo di ‘rimorchio’ no, così come non può esserlo la galanteria di un corteggiamento”.

Il gruppo, si legge nell’appello lanciato sul quotidiano, si dice preoccupato, perché dopo il caso Weinstein si è assistito ad una legittima presa di coscienza sulle violenze esercitate da troppo tempo sulle donne, “Ma per contro, questa liberazione si è rivoltata fino ad arrivare all’opposto: ci viene intimato di parlare bene e non provocare, e chi rifiuta è vista come complice e traditrice”.

In effetti, la caccia alle streghe scatenata dal caso del produttore hollywoodiano rischia di spalancare le porte ad un’epoca di neo-puritanesimo in cui il maschio, per natura cacciatore, si senta relegato in uno spazio angusto in cui ogni possibile “avances” sia scambiata per tentata violenza, con tanto di sputtanamento mediatico. “Una campagna diffamatoria per niente utile alle donne, ma ai nemici stessi della libertà sessuale, agli estremisti religiosi e a tutti coloro che credono che le donne siano essere umani diversi, che necessitino di essere protette ad ogni costo”.

“Tanti uomini - conclude l’appello controcorrente - sono stati costretti alle dimissioni o ci hanno rimesso la carriera quando tutto ciò che hanno fatto è stato toccare un ginocchio, tentare di rubare un bacio, affrontare argomenti intimi o inviare messaggi a donne per cui quell’attrazione non era reciproca”. Ma questo, come dire, ci sta, fa parte del gioco delle parti da che mondo è mondo. Il resto, è solo una caccia alle streghe.

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