Le Isole Vergini vogliono confiscare le tenute di Epstein

| Le due isole caraibiche in cui per anni il miliardario ha ospitato, rinchiuso e violentato centinaia di ragazzine, sono entrate nel mirino dell’arcipelago americano

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È cosa ormai nota che Jeffrey Epstein possedeva due isole private dei Caraibi in cui per almeno due decenni sono arrivate e ripartite centinaia di ragazzine, tutte costrette a passare attraverso i letti del magnate e a volte dei suoi amici Vip. La prima, l’isola di Little St. James, 29 ettari di proprietà, l’ha comprata nel 1998 per 7,95 milioni di dollari. La seconda, Great St. James Island, è diventata sua nel 2016 per 18 milioni di dollari. Tutti sapevano cosa succedesse lì dentro, gli abitanti del posto le chiamavano “Pedophile Islands” o “Orgy Island”, ma tutti tacevano, perché Epstein era ricco, potente e sapeva ungere le ruote del meccanismo infernale che aveva creato.

Anche di questo, Jeffrey il pedofilo non potrà mai rispondere: si è ucciso in una cella del carcere di New York togliendo alle sue vittime il piacere di vederlo condannato. Ma dietro di lui le polemiche non si placano, e immersi nel fango più profondo restano suoi amici intimi come il principe Andrea, al momento quello che in questa storia ci ha rimesso di più.

Ma ora, perfino le Virgin Island si muovono, intentando una causa contro il patrimonio di Epstein. Secondo i legali del territorio incorporato negli Stati Uniti, il finanziere ha usato illegalmente le sue due isole private per abusare di ragazze che a volte non superavano i 12 anni. Molte delle vittime erano aspiranti modelle sudamericane, e per spostarle a piacere attraverso le frontiere Epstein usava falsi visti, servendosi di collaboratori e funzionari compiacenti. Pare addirittura che per gestire la continua rotazione di ragazzine usasse un software collegato ad un database che gestiva arrivi e partenze. Dall’inchiesta è emerso i controllori del traffico aereo dell’arcipelago hanno annotato i continui spostamenti di Epstein, proseguiti almeno fino al 2018, poco tempo prima di essere arrestato. Fino ad allora, Epstein - con l’aiuto di una rete di complici ancora da svelare - “ha trafficato, violentato, aggredito sessualmente e tenuto prigioniere” decine di minorenni nelle sue proprietà.

Sempre secondo l’inchiesta, una volta Epstein e i suoi soci hanno organizzato una squadra di ricerca per riportare sull’isola una quindicenne che cercava di scappare a nuoto dopo essere stata costretta a fare sesso con lui: il passaporto della ragazza era stato confiscato per tenerla prigioniera.

La causa intentata dall’arcipelago ha come finalità la confisca delle proprietà di Epstein nelle Virgin Island, stimate in 577,7 milioni di dollari.

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