Dylan Farrow: "Tutta la verità su Woody Allen"

| La figlia adottiva di Mia Farrow attacca l'ex compagno e conferma le accuse di molestie quando era ancora una bambina. Ma non ci furono sviluppi giudiziari e il regista negò sempre tutte le accuse

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Di Germano Longo

La figlia adottiva del regista ribadisce la accuse di molestie in video: «Sono attendibile, la mia voce dev'essere considerata». E altre attrici (e non solo) si schierano dalla sua parteDylan Farrow, 32 anni, è la figlia adottiva di Mia Farrow, poi adottata anche dall’allora compagno. E da oltre vent’anni è la prima (e unica) accusatrice del regista newyorchese. Secondo la sua testimonianza, il patrigno avrebbe abusato sessualmente di lei, all’età di 7 anni, poco dopo l’adozione. Tale accusa per la prima volta divenne pubblica nel 1992, ai tempi del burrascoso divorzio tra Mia e Allen, che ha poi sposato l’altra figliastra Soon-Yi (sua attuale moglie), di 35 anni più giovane; lui ha sempre negato e (finora) non è mai stato condannato dalla giustizia ordinaria (la sentenza di separazione gli negò la custodia dei figli condivisi con Farrow, definendolo «insensibile e inaffidabile», ma lo assolse dall’accusa di molestie. Mia Farrow ha detto che se potesse, "farebbe a pezzi l'ex compagno".

L'ATROCE STORIA DEL MEDICO NASSAR

Il 54enne medico sportivo ha lavorato con le ginnaste olimpiche statunitensi per quattro olimpiadi e con atlete della Michigan State University dal 1997 al 2016.Sono oltre 125 le donne che lo hanno accusato. Fra queste ci sono le olimpioniche della ginnastica Gabby Douglas, McKayla Maroney e Aly Raisman. La sentenza definitiva arriverà il 12 gennaio.

«Mi dispiace enormemente per tutte coloro che sono coinvolte. Dobbiamo tutti superare quanto successo e cercare la via della guarigione». Questo Nassar avrebbe detto secondo quanto riportato dalla Cnn. Ha ammesso abusi su 7 ragazzine, fra cui 13enni e 15enni. La scusa che utilizzava era quella di fare esami medici o trattamenti. Le molestie avvenivano durante le visite, talvolta anche con i genitori presenti.

Secondo il giudice Rosemarie Aquilina l’uomo «ha sfruttato la sua posizione nel modo più vile, abusando di bambine». E ha aggiunto: «Concordo che è tempo di guarigione, ma a loro potrebbe servire una vita per guarire che lei spenderà in prigione pensando a come ha rubato la loro infanzia». Per Aly Raisman Nassar non deve essere nemmeno chiamato medico, ma solo mostro.

 

Questo è solo uno dei processi a carico di Nassar. La sua ammissione di colpevolezza è avvenuta nel contenzioso aperto nella contea di Ingham, in Michigan. Gli altri procedimenti sono ancora aperti ed è in attesa di una condanna anche per pedopornografia.

Già nell’estate del 2015 Nassar è stato licenziato dalla nazionale olimpica statunitense. Solo 5 settimane dopo è arrivata la segnalazione all’Fbi e anche molte delle ragazze hanno segnalato il comportamento reticente della federazione e del comitato olimpico oltre che i mancati controlli interni.

 

Quattro ori olimpici personali e dieci mondiali, conquistati con rabbia, impegno, agonismo e voglia di arrivare fino in fondo, anche se ad un prezzo altissimo.

Simon Biles, pluricampionessa statunitense, stella assoluta della ginnastica mondiale ha svelato di colpo il costo che ha dovuto sostenere per arrivare sulla cima dei suoi desideri, con una lettera. Il più pesante, affidato ad un post su Twitter, è in realtà una rivelazione: gli abusi sessuali subiti da Larry Nassar, il medico della nazionale americana finito nell’occhio del ciclone, sommerso dalle accuse di 125 atlete di primissimo piano e da una condanna a 60 anni di reclusione per pornografia infantile. Solo una piccola parte di quello che lo aspetta a breve, quando inizierà il processo per le violenze sessuali.

“Molti di voi mi conoscono come una giovane donna felice, sorridente e piena di vitalità. Ma di recente mi sentivo un po’ in frantumi e più tentavo di zittire una voce nella mia testa, più lei alzava la voce. E adesso, finalmente, non ho più paura di raccontare la mia storia”.

La sua è la storia di una ragazza che vive il sogno americano: nasce a Columbus, Ohio, in una famiglia che non esiste, e cresce con una sola idea in testa, quella di diventare la innasta numero uno al mondo. Questo, quello che raccontano le biografie ufficiali, il resto, quello che scorre come un binario, racconta i tanti dolori di una vita, compresi gli abusi sessuali taciuti per non rovinarsi la carriera.

“È difficile rivivere queste esperienze e sapere che per arrivare a Tokyo 2020 dovrò tornare ancora nel centro sportivo dove tutto è avvenuto. Ci sono tante ragioni per cui ho esitato a svelare la mia storia, ma ora so che non è colpa mia: per lungo tempo mi sono chiesta se fossi troppo ingenua, ma non mi farò carico delle colpe che appartengono a Larry Nassar, alla Federazione Americana e ad altri”.

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