Molestata e costretta a dimenticare

| “Avevo bisogno di lavorare”, ammette Marion Cotillard, attrice francese premio Oscar. “Ma ora la rivoluzione è iniziata, e non si fermerà fin quando uomini e donne non impareranno a convivere”

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Di Germano Longo
Niente da fare: la polemica è come la panna, continua a montare fino a nuovo ordine. Vale un po’ dappertutto, ma in questo momento in particolare in Francia, dove l’ormai ben noto manifesto lanciato dalla Deneuve sul pericolo di un neo-puritanesimo come conseguenza immediata dello scandalo Weinstein, ha scatenato un mezzo putiferio. A risponderle, fra le prime, sono state un gruppo di accese femministe capitanate da Carole De Hass. Risultato, una mezza marcia indietro, con le scuse di Catherine alle vere vittime di violenze, ma anche la granitica certezza di essere dalla parte del giusto, rivendicando la fondamentale presenza del maschio nella vita delle donne.

Un’onda anomala che sembrava essersi pacata, almeno fino alla comparsa di un altro nome che pesa: Marion Cotillard, premio Oscar nel 2006 per l’intensa interpretazione di Édith Piaf.

Anche Marion, 42 anni, due figli e una carriera costellata di successi, ha voluto prendere la distanza dalle parole del manifesto della Deneuve: “Quello che sta succedendo è una vera rivoluzione di cui c'era un gran bisogno: le donne hanno finalmente cominciato a denunciare i ricatti e gli abusi sessuali, a gridare la loro verità, a far sentire la propria voce”.

A margine degli incontri di “Unifrance”, organizzazione che promuove il cinema francese nel mondo, l’attrice parigina, sempre molto riservata, confida che anche a lei è successo ciò che la accomuna a decine di altre donne: “Tante volte sono stata molestata, e ogni volta mi sono sentita profondamente ferita, ma avevo bisogno di lavorare e sono stata costretta a guarire da sola. Ci sono donne che mentono accusando gli uomini ingiustamente, ma è una percentuale minima: va premiato il coraggio di quelle che si espongono in prima persona. La rivoluzione è iniziata e non si fermerà, ma sarà ancora più grande quando maschi e femmine inizieranno a guardarsi allo stesso modo”.

Anche se con sfumature diverse, sul manifesto della Deneuve dice la propria anche Juliette Binoche: “Chiariamo: qui non si parla della seduzione che avviene in modo naturale tra un uomo e una donna, ma di mancanza di rispetto e della mente stereotipata di un certo tipo di uomini. Comportamenti che possono avere tanto gli uomini quanto le donne di potere”.

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