Rinviato il processo Weinstein

| Lo ha deciso la corte di Manhattan, per permettere ad accusa e difesa di valutare l’attendibilità delle donne chiamate a testimoniare nel processo del secolo

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James Burke, giudice della corte di Manhattan, ha deciso di rinviare al 9 settembre l’inizio del processo a carico di Harvey Weinstein, l’ex produttore di Hollywood accusato di molestie e violenze su attrici, impiegate e dipendenti del suo impero. La decisione è stata comunicata al termine di un’udienza a porte chiuse, necessaria per proteggere la privacy dei testimoni. In cui l’accusa ha formalmente chiesto alla corte di sentire le testimonianze di diverse donne che accusano di stupro Weinstein. Entrambe le parti hanno convenuto sulla necessità di valutare quali testimoni ascoltare.

Nulla di fatto per l’estremo tentativo del pool di difesa dell’ex produttore, che invano aveva chiesto il blocco sine die del processo perché “il caso era stato irrimediabilmente contaminato” da false testimonianze di alcune delle donne che avevano sporto denuncia. La nuova richiesta degli avvocati di Weinstein, che ancora una volta ha acceso la polemica negli Stati Uniti, è di avere un processo totalmente a porte chiuse, per tenere lontana la morbosità dei media e dei curiosi. Immediata la levata di scudi della stampa americana, che attraverso un legale hanno invece chiesto la possibilità di assistere alle fasi del processo: “Non si ravvisano le circostanze che potrebbero giustificare la diffusione di informazioni di una vicenda ormai di dominio pubblico mondiale”.

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