Svelati i verbali della deposizione di Ghislaine Maxwell

| Nelle 418 pagine, l’ex socialite ammette di aver avuto una relazione con Jeffrey Epstein, ma si rifiuta di discutere della loro vita sessuale, schiva le domande sulle orge, sulle minorenni e sul principe Andrea

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Come annunciato, al termine di una lunga battaglia legale la deposizione di Ghislaine Maxwell è stata resa pubblica per decisione di un giudice che l’ha ritenuta di “pubblica utilità”. A nulla sono valsi gli estremi tentativi del team legale dell’ex socialite britannica, che più volte hanno presentato ricorso appellandosi a quella che consideravano “un’intromissione nella sfera sessuale e più intima” della loro cliente. Secondo la sentenza: “Il tribunale distrettuale ha ritenuto che la deposizione rappresenti un documento giudiziario a cui va applicata la presunzione di pubblico interesse. Prima della divulgazione, il tribunale distrettuale ha correttamente individuato e rimosso i passaggi che potevano essere considerati lesivi”. 

Davanti ai giudici, Ghislaine Maxwell ha ammesso di aver avuto una relazione intima con Jeffrey Epstein, ma si è rifiutata di scendere nel dettaglio della loro vita sessuale e di rispondere a precise domande sulle presunte orge che avrebbero coinvolto ragazze minorenni e altre specifiche relative al principe Andrea. 

Il documento di 418 pagine nasce da una causa per diffamazione intentata contro la Maxwell da Virginia Roberts Giuffre, la principale accusatrice della coppia che si è autodefinita “la schiava sessuale” di Epstein. La Maxwell avrebbe risolto il caso di diffamazione nel 2017, ma i media hanno presentato istanza perché fossero resi pubblici i documenti del caso.

Nel corso della deposizione, la Maxwell si è più volte scagliata contro gli avvocati della Giuffre, perdendo la pazienza quando le è stato chiesto con insistenza se riteneva psicologicamente dannoso per un minorenne essere costretto a fare sesso con un adulto. Ghislaine ha negato quasi tutto, anche di aver scattato foto di nudo delle vittime di Epstein, insistendo sul fatto che ogni foto era stata realizzata su richiesta e si trattava di immagini artistiche “da rivista mainstream”. Riguardo all’ex presidente Bill Clinton e al principe Andrea, la Maxwell ha ripetutamente negato che il primo sia stato ospite sulle isole private di Epstein, ma ha anche ignorato le precise domande sulle tre volte in cui Virginia Roberts afferma di essere stata “prestata” al Duca di York. E quando i procuratori di New York le hanno contestato di dichiarare il falso alla domanda se Epstein avesse “un piano per reclutare ragazze minorenni con l’inganno dei massaggi”, lei ha riposto in modo categorico: “Non so di cosa stiate parlando”.

Nel corso della lunga deposizione videoregistrata, la Maxwell si è in realtà rifiutata di rispondere alla maggior parte delle domande che riguardavano Epstein, limitandosi a commentare “Non posso dirvi qual è la vera storia di Jeffrey. Non posso”. Dimostrandosi ben preparata ad affrontare un interrogatorio, la Maxwell è stata assai prudente e ha più volte affermato di avere un problema mnemonico che non le permette di ricordare eventi che risalgono a più di cinque anni fa. Quando le è stato chiesto se possedeva tutine in lattice sadomaso E una collezione di sex toys, ha risposto: “Non ricordo nulla che possa essere formalmente considerato un dildo”.

L’avvocato dell’ex socialite si è opposto alla sequenza e al tenore delle domande, sconsigliando alla sua cliente di rispondere quando le è stato chiesto se avesse mai fatto sesso con una donna. Più volte, l’ereditiera britannica ha colto l’occasione per accattare direttamente la Roberts, definita “una persona dotata di straordinaria fantasia” capace di creare un “incredibile substrato di menzogne”.

“Vorrei aggiungere che tutte le cose terribili che Virginia Roberts ha detto su di me sono estremamente dannose, e toccherebbe a voi riportare la situazione verso la verità”. Poco dopo, Ghislaine ha ammesso di aver incoraggiato le ragazze a fare massaggi perché, ha detto, avevano bisogno di soldi ed era un modo pratico, veloce e indolore, ma ha fermamente negato di aver mai “fatto sesso non consensuale con qualcuno. Mai, in nessun momento e in nessun luogo.

Le poche ammissioni sul rapporto con Epstein riguardano la sfera professionale: “Lavoravo per lui, e il mio appannaggio annuale era inferiore ai 500.000 dollari. Il mio compito era di gestire sei residenze: ho cercato, assunto e a volte licenziato architetti, muratori, decoratori, arredatori, cuochi, addetti alle pulizie, giardinieri, addetti alle piscine e piloti. Una parte molto piccola dei miei compiti, di tanto in tanto, era anche procuratore massaggiatori professionali adulti per Jeffrey. Per rintracciarli frequentavo spa e centri termali, provavo di persona i massaggiatori e se alla fine il giudizio era buono chiedevo a quell’uomo o a quella donna se erano disposti a fare trattamenti a domicilio”.

Secondo l’avvocato della Roberts, David Boies, “La decisione dei giudici è un passo importante per rivendicare l’interesse pubblico a comprendere la portata del traffico sessuale di Jeffrey Epstein e gli sforzi fatti per tenerlo nascosto”. La sentenza è l’ultimo contrattempo legale della Maxwell, arrestata lo scorso luglio al termine di una lunga latitanza, dopo essere stata indicata da molte delle vittime come il braccio destro di Epstein, e colei che gestiva il girone dantesco voluto dal finanziere morto suicida in carcere.

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