Teala Davies, un’altra vittima del mostro Epstein

| Ha sporto ufficialmente denuncia contro il miliardario pedofilo sostenendo di essere stata violentata per due anni e persino “offerta” ad un produttore di Hollywood

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Non sarà facile e neanche breve, l’idea di archiviare per sempre la vicenda di Jeffrey Epstein. Lui si è tolto di mezzo lo scorso luglio, consegnando i guai ai suoi amici più fidati, compreso il principe Andrea, forse la prima vittima eccellente dello scandalo.

All’elenco delle accusatrici del miliardario ammalato di pedofilia si aggiunge il 16esimo nome, quello di Teala Davies, che nel 2002 – quando finì nella rete perversa del magnate - aveva soltanto 17 anni. Si erano incontrati all’Hotel Bel Air mentre lui era in visita a Los Angeles, e da lì a breve sarebbe finita nelle sue case harem, negli Stati Uniti e all’estero, ovviamente dopo averla stuprata e abusata più e più volte, e “offerta” ad un potente produttore di Hollywood da cui era riuscita a sfuggire, e di cui al momento non ha voluto fare il nome, ma che lascia intuire un nuovo filone dell’inchiesta altrettanto devastante.

Dopo due anni di schiavitù, quando era finalmente riuscita ad allontanarsi da quel girone infernale, Teala era caduta in depressione e nel tunnel dell’alcolismo, con numerosi ricoveri per ferite autoinflitte.

Teala Davies ha raccontato tutto in una conferenza stampa affollatissima, mostrando una foto di lei ed Epstein su un elicottero, mentre insieme ad altre ragazzine raggiungevano l’isola caraibica del finanziere.

Non è la prima volta che Teala parla della sua storia: all’inizio di quest’anno, nel corso di un’udienza riservata alle vittime di Epstein, era stata tra le donne che hanno detto di essere state abusate, ma la sua denuncia è stata depositata formalmente solo in questi giorni.

A 17 anni, restare affascinate da un uomo di bell’aspetto e dai modi gentili come Epstein era semplice: lusso, viaggi intorno al mondo e residenze sontuose bastano e avanzano a creare l’illusione di un mondo che non esiste, ma sembra dannatamente reale, un regalo del destino. Epstein era bravo e scaltro: ascoltava le sue vittime, e Teala era stata avvicinata con la promessa di finanziarle gli studi e aiutarla a realizzare il suo sogno di diventare traduttrice, per poi trasferirsi in Spagna, il paese dove sognava di vivere. A presentarli era stata l’ignara sorella di Teala, anche lei giovane e anche lei poco dopo vittima del finanziere. Il giorno successivo al loro primo incontro, Epstein si era fatto trovare sul letto della sua suite, vestito di tutto punto: aveva chiesto alla sorella di Teala di massaggiargli i piedi, per poi incoraggiare la giovane ad aiutarla. Quel giorno non succede niente: le porta a fare uno shopping incredibile senza limiti di spesa. Teala si convince di aver trovato un amico, un angelo: Epstein riparte, ma restano in contatto, si sentono spessissimo, e lui non dimentica i sogni della sua nuova vittima. Pochi giorni dopo le arriva una lettera di referenze dal suo consulente scolastico, necessaria per accedere all’Università di Madrid: “Avevo solo 17 anni, ero la vittima perfetta: sola e con un disperato bisogno di aiuto”.

Poco prima della partenza per la Spagna, Epstein la violenta. Lei e sua sorella sono state portate al “Zorro Ranch”, la grande tenuta in New Mexico dove Teala incontra Ghislaine Maxwell e Sarah Kellen. 

Dopo un bagno in piscina, Epstein chiede che lei e Sarah Kellen lo raggiungano nella sala massaggi, ma questa volta le cose vanno in modo diverso: infila le mani nel suo costume da bagno per “accarezzarle i genitali”. Teala inizia a piangere, ma Epstein non molla: continua a toccarla e a masturbarsi.

È solo l’inizio: “Per due anni, sono stata stuprata in una varietà di luoghi e ambienti, comprese le sue residenze di New York, New Mexico, Florida, Isole Vergini e in Francia. Sono anche stata offerta ad un suo amico, un produttore di Hollywood, da cui sono riuscita a sfuggire”. Una reazione che non è piaciuta a Epstein, che l’ha invitata a raccogliere le sue cose e imbarcata su un volo per l’Arizona.

Oggi, Teala Davies si è rifatta una vita: è madre di tre figli, ma l’esperienza di Epstein le ha rovinato la vita: “Ho ancora adesso dei flashback che fanno male e continui attacchi di panico. Jeffrey Epstein non ha voluto usare il suo tempo in galera per riflettere e rammaricarsi di ciò che ha fatto a tante giovani ragazze innocenti”. Le fa eco l’avvocato Roberta Kaplan: “Il mio studio riceve una mezza dozzina di chiamate al giorno da parte di vittime di Epstein: questa storia andrà avanti per lungo tempo”.

Galleria fotografica
Teala Davies, un’altra vittima del mostro Epstein - immagine 1
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